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GROTTAMMARE – Concluso l’impegnativo restauro di Palazzo Fenili; il fiore all’occhiello del patrimonio architettonico e artistico grottese che si trova lungo via Cavallotti a ridosso della statale, dopo tre anni di lavori, potrà tornare a mostrare la bellezza ottocentesca dell’edificio. Dagli anni Settanta fu riconosciuto il valore storico e architettonico dell’immobile, sotto la tutele del Ministero per i Beni culturali e ambientali.

IL RESTAURO – L’intervento di restauro è stato reso possibile grazie alla società sambenedettese Soledil spa guidata dall’imprenditore Raniero Iacoponi, mentre i lavori sono stati progettati e diretti dall’architetto Moreno Farina. Attenti ai dettami di tutela, l’intervento ha mirato ad un restauro complessivo dell’edificio e della sua pertinenza esterna, puntando alla valorizzazione di tutti gli elementi architettonici ed artistici  conservati ed aventi un valore storico, eliminando tutte quelle condizioni di degrado statico e materico che ne minacciavano la rovina definitiva. Preziosi punti di riferimento, durante tutta la durata dei complessi lavori sono stati la Soprintendenza per i Beni Architettonici delle Marche, con sede ad Ancona, e la Soprintendenza per i Beni Storico Artistici ed Etnografici delle Marche, con sede a Urbino.

PALAZZO FENILI – Risalente agli ultimi decenni del diciottesimo secolo, a quando giunsero a Grottammare il re Vittorio Emanuele II e il suo Stato Maggiore. L’amore per la cultura e l’attivismo della famiglia Fenili fece sì che nel palazzo fosse ospitato il celebre compositore e pianista ungherese Franz Liszt durante il suo soggiorno di sei settimane nella cittadina di mare.