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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si è tornato a parlare di stoccaggio gas e l’associazione Ambiente e Salute nel Piceno ha illustrato quelle che sono le novità e le possibili azioni comuni. Il salone dell’oratorio dell’Oratorio della Parrocchia della SS. Annunziata a Porto d’Ascoli era gremito di gente, nel primo incontro dopo la fiaccolata dell’11 gennaio scorso. “La politica di questi ultimi Governi che si sono succeduti – commenta Massimo Bartolozzi, vice presidente dell’associazione – sta compromettendo la salute pubblica, l’ambiente e l’economia.

RICHIESTA REVISIONE VIA – Dopo l’incontro ad Ancona, con il vice presidente Antonio Canzian, il segretario generale Elisa Moroni e l’assessore all’Ambiente Maura Malaspina, l’associazione continua ad attendere la revisione della Via (Valutazione Impatto Ambientale) promesso dalla Regione. “Senza questo tipo di valutazione firmata dalla Regione non ci sarebbe quello nazionale”, ha precisato Adriano Mei, del coordinamento Comitati in Rete.

RISCHIO DI LIQUEFAZIONE – Il geologo Giovanni Marrone ha individuato tre problemi già presenti nel territorio in cui si farebbe l’impianto di stoccaggio che la società Gas Plus Storage non ha per niente considerato. Questi sono la liquefazione, l’esondazione e la subsidenza.

“Ci sono scosse di terremoto, come quella del 1703 che fu devastante per città come Roma, visto che crollarono tre archi del Colosseo. Ebbene, quella è una scossa che riguardò anche la nostra zona adriatica, ma nessuno documento la riporta, perché all’epoca era disabitata. Solo grazie agli archivi papali, sappiamo che ci fu un terremoto anche da noi che superò il sesto grado della scala Richter per cui quando Gas Plus parla di una scossa ipotetica di al massimo quattro gradi, dice una fesseria”. La nostra piana sarebbe liquefacibile ovvero suscettibile a instabilità, e ci sarebbero faglie importanti a rischio scosse sismiche, come, secondo Marrone, riporterebbe uno studio finanziato anche dalla Regione e di cui la Regione stessa è informata. Ma la Gas Plus non ha menzionato tutto ciò nella sua valutazione di impatto ambientale. “Anche Terre.it – continua il geologo – ha trattato questo argomento ma poi non ha affondato poi il colpo. Ci troviamo in una zona con un serbatoio non puro ma fessurato ecco perché si andrebbe incontro a dispersioni di metano e le fessure, a causa dell’attività di stoccaggio, potrebbero essere riattivate”.

ESONDAZIONI E SUBSIDENZA – Gas plus, sempre secondo il resoconto di Marrone, nella propria valutazione, sulle esondazioni portata del fiume Tronto e non riporta tutte le esondazioni. Per quanto riguarda la subsidenza, che spesso viene studiata, pare, dopo, quando i problemi si verificano. “La subsidenza– spiega Marrone – provocherebbe l’erosione delle spiagge, ma questo tipo di problema già ce l’abbiamo e da tantissimo tempo, così come la presenza acqua salmastra provocata dalla contaminazione di acqua dolce sotterranea con acqua marina infiltratasi verso l’entroterra anche a causa della regressione del cuneo salino. C’è la necessità di intervenire per la difesa del mare? Sì stiamo già spendendo di soldi. Ce l’abbiamo un sistema di rete fognaria che funziona? No, non ce l’abbiamo più. Queste sono le problematiche della subsidenza e non le dobbiamo andare a vedere in futuro, ce l’abbiamo già la subsidenza, sono loro (Gas Plus) che devono dimostrarci il contrario”.

INCONTRO CON I CANDIDATI GOVERNATORI – In vista delle nuove elezioni, l’associazione per il prossimo 3 maggio ha invitato tutti i candidati governatori a partecipare a un incontro. “Se le cose non cambieranno – conclude Mei – chiederemo i danni non agli enti, che sono Prefettura, Regione e Governo, ma alle persone che hanno firmato gli atti”.

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