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Il reddito di cittadinanza rappresenta uno dei cavalli di battaglia del Movimento 5 Stelle: un salario minimo garantito dallo Stato ai cittadini che si trovano in difficoltà economica.

Nonostante le reticenze delle opposizioni del Governo Conte e della Commissione Europea, il reddito di cittadinanza è prossimo a vedere la luce entro il primo trimestre del 2019, ma prima occorrerà riformare i centri per l’impiego, centro nevralgico del sistema.

Reddito di cittadinanza: che cos’è

Il reddito di cittadinanza, così come le pensioni di cittadinanza, rappresentano una misura integrativa del reddito dei cittadini che si trovano in oggettive difficoltà economiche. Si tratterà di cun contributo pari a 780 euro mensili che, stando a quanto annunciato, verranno caricati su un bancomat che non potrà essere utilizzato per prelievi di contanti, al fine di poter procedere ad un monitoraggio degli acquisti effettuati dal percettore del reddito e non potrà essere utilizzato all’estero, al fine di incrementare le vendite interne.

La pensione di cittadinanza verrà invece erogata ad integrazione delle pensioni sociali, fino a raggiungere la somma di 780 euro, sarà concessa ai pensionati che percepiscono una pensione di importo inferiore a quello della soglia di povertà.

Reddito di cittadinanza: a chi spetta e requisiti

Potranno beneficiare del reddito di cittadinanza i disoccupati, previa iscrizione presso i centri per l’impiego al fine di frequentare corsi di qualificazione professionale, da qui la necessità di una riforma degli stessi e la partenza in ritardo rispetto all’inizio dell’anno. I soggetti formati non possono rifiutare tre offerte di lavoro consecutive, pena la perdita del beneficio.

Gli aspiranti beneficiari devono inoltre:

  • essere maggiorenni,
  • essere disoccupati o inoccupati,
  • essere residenti in Italia da almeno 10 anni,
  • percepire un reddito da lavoro di ammontare inferiore alla soglia di povertà stabilita dall’Istat.

Sono previsti anche meccanismi volti a disincentivare pratiche fraudolente e di raggiro dei sistami di controllo previsti dal reddito di cittadinanza:

  • iscrizione al centro per l’impiego,
  • offrire otto ore settimanali alla comunità per progetti e lavori socialmente utili,
  • frequentare corsi di qualificazione o riqualificazione professionale,
  • comunicare ogni variazione di reddito,
  • accettare una delle prime tre offerte di lavoro ricevute,
  • effettuare la ricerca di un lavoro per almeno due ore al giorno,
  • non recedere da un contratto senza giusta causa per due volte in un anno.

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