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Anche il presidente della Regione Luca Ceriscioli interviene sulla polemica in merito alla ricostruzione e piste ciclabili, puntualizzando che “non va fatta confusione tra i fondi stanziati per ricostruzione, con quelli europei destinati allo sviluppo delle aree terremotate”.

Ceriscioli, quindi, prova a frenare le polemiche legate allo sviluppo della rete ciclabile regionale.

“Va chiarito, per l’ennesima volta, che le ciclovie rientrano nel pacchetto dei 248 milioni che l’Europa destina alla rinascita dell’area colpita dal sisma, cioè a tutti quegli interventi che vanno messi in capo per dare un futuro alle comunità danneggiate dal terremoto”.

Ricostruzione, la delibera 36/2019

La polemica era scoppiata qualche giorno fa, per la precisione dopo la delibera della giunta regionale n. 36 del 2019, con cui di fatto la Regione Marche ha assegnato poco più di 5 milioni di euro “a valere sui fondi Eventi Sismici Por Fesr Marche 2014/202010”, per lo sviluppo della rete di piste ciclabili. Una cifra da sborsare in due tranche, per uno stanziamento complessivo di circa 10 milioni di euro.

Nella delibera 36 del 22 gennaio, si legge: “Nell’ambito del processo di ricostruzione post sisma si ritiene prioritario promuovere interventi volti a migliorare la qualità di vita nelle aree urbane tramite la riduzione delle emissioni di carbonio. Al fine di incentivare l’utilizzo di mezzi a basso impatto ambientale e così concorrere alla riduzione delle emissioni e dell’assorbimento di carbonio, è necessario cofinanziare interventi per lo sviluppo e la messa in sicurezza di itinerari e percorsi ciclabili e per l’incentivazione di trasporti urbani puliti”.

Da qui la bagarre, finita anche sulla stampa nazionale dei giorni scorsi, Repubblica compresa.

L’articolo su La Repubblica.it sulla rabbia dei terremotati

La polemica tra terremotati e Regione Marche

Era stato Francesco Pastorella, portavoce del coordinamento dei comitati dei terremotati a far scoppiare per primo la polemica: “Con la delibera 36 del 22 gennaio la Regione Marche ha assegnato dieci milioni di euro per la realizzazione di piste ciclabili. Sono fondi europei destinati al sisma. Abbiamo perso 12.500 posti di lavoro, la ricostruzione è ferma al palo, l’economia non riparte, ci sono stati tolti servizi primari quali scuolabus, farmacie e guardie mediche… Quei soldi possano essere utilizzati in modo diverso e più utile”.

Dunque, facciamo chiarezza: non parliamo di fondi destinati ai terremotati, ma di milioni destinati agli investimenti nel cratere del sisma. “In particolare è l’asse 4 che prevede politiche per l’abbattimento della Co2 e solo per questo possono essere utilizzate le risorse”, spiega il presidente Ceriscioli. “Le ciclovie non vengono realizzate a discapito della ricostruzione, che finanzia il rispristino delle scuole, degli edifici pubblici e privati, della viabilità, (cinque lotti con centinaia di milioni per gli interventi dell’Anas), le misure di emergenza per i cittadini, come i Cas (Contributi per l’autonoma sistemazione). I fondi europei sostengono diverse linee di sviluppo, una delle quali interessa il turismo che, nelle Marche, vede nella bicicletta uno degli assi strategici da valorizzare. Riqualificano, ad esempio le strutture alberghiere, molte delle quali sono orientate verso l’accoglienza dei turisti che arrivano sulle due ruote”. 

Va da sé, tuttavia, che destinare 10 milioni di euro per le ciclabili in un territorio completamente fermo dal sisma presta il fianco a critiche e aspre polemiche, nonché alla rabbia dei terremotati.

Ha replicato alle critiche anche la vice presidente della Regione Anna Casini, affidandosi a Facebook: 

Poco più di un anno fa era stato proprio Ceriscioli a bloccare la destinazione degli Sms solidali alla ciclabile così da “evitare ogni polemica o dubbio sull’utilizzo di questi fondi la Cabina di regia ha deciso di finanziare la ciclovia con le risorse strutturali europee. I 5,5 milioni andranno utilizzati per le scuole e il recupero del municipio di Arquata del Tronto”.

Tuttavia oggi la delibera 36 che usa di fatto quei fondi ha come oggetto “Eventi sismici Por Fesr 2014-2020”.

Da qui le critiche dei terremotati, tra cui quelli raccolti sulla pagina Arquata e le altre su Facebook:

Ceriscioli comunque non ci sta: “chi non percepisce la correlazione tra ricostruzione e opportunità di sviluppo, chi guarda solo un lato del problema ricostruzione, non ha capito nulla del terremoto”.

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