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Eccomi qui, mi presento: io sono un Batterio, della famiglia dei Batteri. Sì, il microbo, il germe, il ciocio invisibile, l’infinitesimale bacherozzo che a voi umani fa tanta paura. Che ne dice di fare due chiacchiere?

Batteri: buoni, cattivi e indifferenti

Ecco, non nego che alcuni miei parenti siano davvero sgradevoli e vi abbiano dato un sacco di dispiaceri. Diciamolo: la peste ha flagellato interi popoli per secoli, e poi la tubercolosi, la difterite, la lebbra, il colera. Pestilenza era uno dei Quattro Cavalieri dell’Apocalisse. Per non citare quelli tra noi, davvero fetenti e insidiosissimi, che si nascondono in una ferita, in una torta o nei peperoni in barattolo fatti dalla nonna.Tuttavia, questi sono i cugini cattivi e ogni famiglia ne ha qualcuno. Per la stragrande maggioranza, invece, noi siamo creature indifferenti alle vostre cose e viviamo accanto a voi senza interferire.

Ma le dirò di più.

Molti di noi sono addirittura allevati e ricercati. Non mi crede? Beh, le faccio una rivelazione forte: sappia che è grazie a questi che lei ha lo yogurt, i formaggi, i salumi. E poi vi aiutano a tenere pulito. Signore: è grazie a loro che lei non trova più in giro l’immondizia del paleolitico e, forse un domani, i rifiuti di plastica.

Ma tanto lo so che questo non basterà a convincerla e cercherà di sterminarci, sparando antibiotici e disinfettanti a raffica, dovunque pensa che siamo.

batteri

Sono dappertutto, anche sugli umani. Fuori: sulla pelle, nella bocca. E dentro…

Batteri: ubiquitari

Ecco, questo deve sapere: è inutile che ora vada a lavarsi le mani con la saponetta al cloro. Certo, è una buona abitudine, specie dopo aver dato la mano ad un banchiere. Ma noi siamo dappertutto: sulla sua pelle, nella sua bocca, nelle parti gentili della signora, dove c’è un cugino specializzato nel tenere a bada i funghi, che guai a mandarlo via. Però lei insiste.

Gli antibiotici… maledetti loro… Ops, scusi, è solo un punto di vista. Ci fanno paura: siamo in guerra con loro da decenni e le dirò, la guerra la stiamo vincendo noi. Voi inventate la freccia? E noi ci inventiamo lo scudo. Voi inventate il fucile? E noi ci inventiamo il giubbino anti proiettile. Voi vi inventate il bazooka? E noi impariamo a schivarlo. Voi usate l’atomica? E noi impariamo a resistere alle radiazioni. La vostra forza è nell’intelligenza; la nostra, nel numero.

Perchè c’è sempre un cugino che scampa e insegna l’arte alla discendenza e più armi usate, più cresce la nostra capacità di resistere. E poi, signore, se lo vuole sapere, ciò che vi ha veramente salvato dalle epidemie non sono stati gli antibiotici, ma i vaccini, le fognature, l’acqua potabile, la cottura, il cibo buono. Però capisco che le convinzioni sono dure a morire. Cambio approccio.

Batteri alleati?

Ha mai pensato che potremmo essere suoi alleati? Nel numero è la nostra forza, ma anche la nostra debolezza; infatti, quando lei si è saturato di batteri buoni, questo affollamento rende difficile la riproduzione di quelli cattivi. Forse questo lo ha già sentito, tant’è che vedo che non mancano mai i fermenti lattici in casa sua. Misura spesso raccomandabile, magari inutile se non avesse quell’altra, pessima, di sterilizzare tutto. Tipo il pavimento, che lava con quella robaccia chimica perché, non sia mai, il pupo che gioca si potrebbe infettare.

E ora che fa? Lo sgrida perché si porta la roba in bocca? Ma per piacere. La roba è piena di batteri innocui che, una volta nell’intestino, insegnano le mosse giuste al sistema immunitario immaturo. Dopo che avete mandato via questi insegnanti, sono aumentate le allergie: ovvio, il sistema non ci ha capito più nulla e a cominciato a colpire a caso. Ma che glielo dico a fare?

Batteri: nemico ideale

Lei continuerà a prendere antibiotici anche per una carie e per un raffreddore, e continuerà ad ostinarsi nel suo tentativo di sterilizzare anche la tazza del cesso perché, io l’ho capito: siamo il nemico ideale.

Microscopici, ubiquitari, misteriosi e, diciamolo, anche bruttarelli a vedersi, siamo come tutti i diversi in generale: bersaglio delle paure e dei rancori.

Lo so, dopo questo pistolotto la penserà esattamente come prima e continuerà a temere più una tosse che un ricovero in ospedale, dove l’aspettano le nostre truppe scelte, quelle immunizzate verso ogni veleno e crudelissime.

Se continua questa guerra, prima o poi toccherà anche a me cambiare indole e radicalizzarmi, pronto a tentare l’invasione partendo da un banale foruncolo, dopo esser diventato uno di quei killer super resistenti che ogni anno uccidono settemila Italiani.

Non ne ho nessuna voglia, per cui spero che lei accetti una proposta di tregua. Tenendo bene a mente che lei non sarà mai il combattente, ma sempre il campo di battaglia.

E allora… facciamo pace?

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