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E’ ufficialmente sceso in campo il primo candidato che sfiderà il sindaco uscente Marco Fioravanti alle amministrative del prossimo anno. Si tratta del dottor Emidio Nardini. Un’impresa impegnativa, la sua, visto che dovrà competere con un sindaco che secondo la classifica de  Il Sole 24 ore  in quanto a gradimento è il secondo in Italia. Ma Nardini per professione (è cardiologo) e per natura, è abituato a puntare sul cuore. Dunque è pronto a dare il massimo per conquistare la fiducia degli elettori insieme a una squadra che si è presentata compatta e motivata. Riportiamo la nota diffusa alla stampa.

Emidio Nardini candidato Sindaco di Ascoli Piceno

“Abbiamo sempre ritenuto necessario aprire un confronto con le varie forze ed associazioni politiche locali che non si riconoscono e non condividono l’attuale amministrazione comunale. Lo abbiamo fatto con una imprescindibile prerogativa, quella volta all’individuazione di uno specifico indirizzo politico che potesse portare ad una ampia coalizione di forze politiche, comitati, associazioni e liste civiche. E volta all’individuazione di una candidatura a sindaco unitaria.

Tale percorso fu iniziato diverso tempo fa in Consiglio comunale dai componenti dei tre gruppi (A&P, PD, M5S) che nel 2019 parteciparono alle elezioni con tre diversi candidati sindaci. Vista l’intesa venutasi a creare fra i vari consiglieri di opposizione si decise di provare ad allargare il tentativo di unità anche ad altre entità politiche non presenti in Consiglio.

Dopo molti mesi di lavoro e di impegno siamo finalmente riusciti in una impresa che inizialmente molti ritenevano difficile, se non proibitiva.

Quella, cioè, di costruire una coalizione di tutte le forze politiche alternative all’amministrazione Fioravanti. Coalizione che recentemente si è espressa anche sul nome del candidato sindaco: il dott. Emidio Nardini.

Spieghiamo il perché di questa scelta, cosa rappresenta, cosa può rappresentare e perché noi la intendiamo una novità.

E’ una novità perché le tre forze che parteciparono divise (ognuna con un proprio candidato sindaco) alle amministrative di quattro anni fa oggi fanno parte di un’ampia coalizione con un unico candidato. A prima vista potrebbe sembrare un falso, giacché Nardini ha partecipato alle scorse elezioni. Ma la novità paradossale della riproposizione di un nome, sta nel come siamo arrivati a questa scelta.

Come è stato detto è il risultato di una sintesi di vari gruppi, partiti, movimenti, organizzazioni, ecc…

La novità va ricercata nel lavoro che si è sviluppato e maturato in un’idea diversa di rappresentarsi e poi proporsi agli ascolani. Quindi la novità sta già nel rifiutare la logica tipo: Nardini sindaco, peraltro abusata da quasi tutti i partiti. Quella di un uomo solo al comando. O anche quella di una delega che magari per pigrizia ed abitudine finisce a chi appare più forte, già vincitore, addirittura simpatico, brillante, ecc…

Si è pensato di scegliere una persona che non accettasse un ruolo di delega (come in realtà per fatti istituzionali deve essere), ma desse per la sua storia e formazione personale le garanzie, non di metterci la faccia, ma tutto se stesso. Per essere una sintesi di tutti gli attori. In questo caso partiti, movimenti, comitati, ecc… cioè una sintesi garantita di tutte le espressioni particolari.

La novità sta in questo, cioè nell’estendere tale modello a tutti i concittadini.

Perché non siano deleganti o addirittura diventino sudditi di un potere da loro stessi demandato, quindi diventino non solo partecipi, ma protagonisti delle scelte importanti per la loro città e della loro vita.

Ascoli è una città bellissima, posta in un luogo bellissimo. Un gioiello in cui sarebbe magnifico vivere. Deturpato però  da anni di incuria, di stravolgimenti, che hanno arrestato ogni possibilità di crescita culturale, di avanzamento sociale, di aspettativa di lavoro per i giovani (nostra speranza e futuro) che ogni anno se ne vanno a frotte.

Tutto questo nel nome di uno pseudo sviluppo di un’accezione economica dominante che è un vantaggio per pochi.
Allora la novità è non pensare di indicare un candidato sindaco come gestore insieme a pochi altri, ma proporre l’accordo raggiunto da tutti i componenti (ed altri che vorranno aderire) della coalizione a tutti i cittadini. Perché la città è un bene comune a cui tutti hanno diritto e a cui tutti possono e devono partecipare per renderla migliore.

Quindi una richiesta non di consenso, ma di assunzione di responsabilità che non sarà quella del sindaco e/o di gruppi, partiti, associazioni di categoria, ecc… Ma di tutti gli ascolani che diventeranno artefici del proprio destino. La novità assoluta per chi ci vuole stare sarà far diventare la città una realtà non solo culturale, sociale, ecc… ma anche creare ad Ascoli una politica da esportare. Aperta alle aspettative e prerogative di tutti, in particolare di giovani e donne.

Questo è possibile solo rispettando appieno le intelligenze, le passioni, i desideri di tutti gli ascolani permettendone lo sviluppo.  Una città nuova per ascolani nuovi, cittadini diversi per una Ascoli diversa”.

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