Il mercato del lavoro marchigiano mostra segnali contrastanti. Se gli indicatori sull’occupazione restano sostanzialmente stabili, le imprese continuano a fare i conti con la carenza di lavoratori qualificati. Secondo CNA Marche, oltre 4 assunzioni su 10 risultano difficili da coprire, mentre cala il numero delle imprese attive e cresce lo squilibrio tra domanda e offerta di lavoro.
Il mercato del lavoro nelle Marche si mantiene sostanzialmente stabile, ma dietro i dati emergono criticità che continuano a preoccupare il sistema produttivo regionale. A evidenziarlo è CNA Marche, che analizza i più recenti dati occupazionali sottolineando come le difficoltà maggiori riguardino il reperimento di personale qualificato e il progressivo indebolimento del tessuto imprenditoriale.
A livello nazionale, nel mese di maggio, gli occupati sono diminuiti di 22 mila unità, mentre gli inattivi sono aumentati di 59 mila. Su base annua, tuttavia, l’occupazione continua a crescere con 228 mila occupati in più, trainata soprattutto dal lavoro autonomo (+198 mila), confermando il ruolo centrale delle piccole imprese e dell’artigianato nell’economia italiana.
Nelle Marche occupazione stabile, ma resta il divario tra uomini e donne
I dati relativi al primo trimestre 2026 delineano per le Marche un quadro più fragile rispetto al resto del Paese.
Le forze di lavoro sono diminuite dell’1,5%, mentre gli occupati registrano una lieve flessione dello 0,1%, pari a circa 500 lavoratori in meno.
Sul fronte degli indicatori principali si registrano comunque alcuni miglioramenti:
- tasso di disoccupazione in calo dal 5,1% al 3,8%;
- tasso di occupazione salito al 67,2%.
Secondo CNA Marche, però, questi dati nascondono uno squilibrio importante: la contrazione dell’occupazione riguarda quasi esclusivamente la componente femminile, mentre quella maschile continua a crescere. Anche la diminuzione del numero dei disoccupati è trainata prevalentemente dagli uomini.
Le imprese cercano lavoratori ma non li trovano
Il principale problema evidenziato dall’associazione riguarda il forte disallineamento tra domanda e offerta di lavoro.
Tra giugno e agosto 2026 nelle Marche sono previste oltre 40 mila nuove entrate, un numero comunque inferiore rispetto allo stesso periodo del 2025.
A pesare è soprattutto la crescente difficoltà nel reperire personale.
Secondo le stime riportate da CNA Marche, in 42 casi su 100 le imprese non riescono a trovare i profili professionali richiesti, un fenomeno che interessa numerosi comparti produttivi.
Le assunzioni di laureati rappresentano appena il 6% del totale, mentre aumenta il ricorso a giovani lavoratori e personale straniero per coprire le posizioni vacanti.
Manifatturiero in crescita, frenano servizi, agricoltura e costruzioni
L’analisi settoriale mostra andamenti differenti.
Il manifatturiero cresce dell’8,1%, con quasi 14.800 occupati in più, confermandosi il comparto più dinamico dell’economia regionale.
Non basta però a compensare le difficoltà degli altri settori.
Il terziario perde quasi 11 mila occupati, con il commercio, gli alberghi e la ristorazione che mantengono risultati migliori rispetto agli altri servizi, in calo del 3,8%.
In flessione anche:
- agricoltura: -11,3%;
- costruzioni: -7,1%.
Cala il lavoro autonomo e diminuiscono le imprese
Un altro dato che preoccupa riguarda la composizione dell’occupazione.
Se i lavoratori dipendenti aumentano del 3,7%, il lavoro indipendente registra una flessione del 12,3%, segnale di una riduzione del numero di imprenditori, artigiani e professionisti.
Tra marzo 2025 e marzo 2026 anche il numero delle imprese attive nelle Marche è diminuito dello 0,1%, con le maggiori difficoltà concentrate nei comparti tradizionali dell’economia regionale.
CNA Marche: servono interventi per sostenere imprese e lavoro autonomo
Per il segretario di CNA Marche, Moreno Bordoni, il mercato del lavoro regionale appare «in equilibrio solo dal lato dei lavoratori, non da quello delle imprese».
Secondo l’associazione, la crescita del manifatturiero non è sufficiente a compensare le perdite registrate negli altri comparti e il calo del lavoro autonomo rappresenta un segnale di indebolimento del sistema produttivo.
Per questo CNA Marche chiede interventi mirati a sostegno delle imprese, delle filiere strategiche e della formazione professionale, con l’obiettivo di ridurre il mismatch tra competenze richieste e personale disponibile e rafforzare la competitività del tessuto economico regionale.









