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La fragile tregua tra Stati Uniti e Iran sembra essere definitivamente saltata. Dal vertice Nato in corso ad Ankara, il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che il memorandum d’intesa raggiunto con Teheran è ormai «finito», pur lasciando aperta, almeno formalmente, la possibilità che i negoziatori continuino a confrontarsi. «Possono continuare a parlare, se vogliono, ma è una perdita di tempo», ha affermato.

Le dichiarazioni arrivano dopo una nuova escalation militare che rischia di compromettere definitivamente ogni tentativo di dialogo.

Scambio di attacchi tra Stati Uniti e Iran

Nelle ultime ore gli Stati Uniti hanno condotto una nuova serie di raid contro obiettivi iraniani, presentati come risposta agli attacchi contro alcune navi commerciali nello Stretto di Hormuz e al ripristino delle sanzioni sulle esportazioni petrolifere iraniane.

La risposta di Teheran non si è fatta attendere. Le Guardie della Rivoluzione iraniane hanno annunciato il lancio di missili e droni contro obiettivi militari statunitensi in Bahrain e Kuwait, mentre il ministero degli Esteri iraniano ha accusato Washington di aver violato gli accordi raggiunti nelle settimane precedenti.

Tensione al vertice Nato

L’escalation in Medio Oriente sta inevitabilmente condizionando anche il vertice della Nato ad Ankara, inizialmente dedicato soprattutto all’aumento delle spese per la difesa da parte degli alleati europei.

Il segretario generale dell’Alleanza, Mark Rutte, ha difeso l’azione militare americana, definendola «assolutamente necessaria», mentre i leader europei cercano di evitare che la nuova crisi oscuri completamente i lavori del summit.

Nel frattempo Trump ha rilanciato anche altri temi destinati a creare tensioni con gli alleati, tornando a sostenere che la Groenlandia dovrebbe essere controllata dagli Stati Uniti, posizione respinta ancora una volta dalla Danimarca.

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Petrolio in rialzo e mercati in calo

Le parole del presidente americano hanno avuto immediate ripercussioni sui mercati finanziari. Il prezzo del petrolio è salito di oltre il 6%, alimentato dai timori per una possibile interruzione dei traffici energetici attraverso lo Stretto di Hormuz, mentre le principali Borse internazionali hanno registrato ribassi.

La nuova escalation riporta così il Medio Oriente in una fase di forte instabilità, mentre appare sempre più incerto il futuro dei negoziati tra Washington e Teheran.

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