Danni pesanti nelle aree comprese tra le valli del Tesino e dell’Aso dopo la violenta grandinata del 21 luglio 2026. Il presidente Simone Capecci: “Servono ristori, agevolazioni sul credito e incentivi alla promozione”.
Il Consorzio Tutela Vini Piceni esprime vicinanza alle aziende vitivinicole e agli altri imprenditori colpiti dalla violenta grandinata che martedì sera ha attraversato una parte significativa delle Marche meridionali.
Le verifiche preliminari condotte dal Consorzio confermano danni gravi in diversi vigneti, soprattutto nelle aree comprese tra la valle del Tesino e la valle dell’Aso. Non è ancora possibile, tuttavia, stabil
Grandine sui vigneti del Piceno, il Consorzio Vini Piceni chiede interventi urgenti per i produttori
Danni pesanti tra le valli del Tesino e dell’Aso dopo la grandinata del 21 luglio 2026. Il presidente Simone Capecci annuncia una richiesta alle istituzioni per ristori, credito agevolato e incentivi alla promozione.
Il Consorzio di Tutela Vini Piceni esprime vicinanza alle aziende vitivinicole e agli altri imprenditori colpiti dalla violenta grandinata che martedì 21 luglio ha attraversato il Piceno e una parte consistente delle Marche meridionali.
La prima indagine conoscitiva condotta dal Consorzio restituisce una situazione preoccupante, soprattutto nei vigneti compresi tra la valle del Tesino e la valle dell’Aso. Il quadro, tuttavia, è ancora provvisorio e non consente di stabilire con precisione l’estensione delle perdite.
«In alcuni casi abbiamo potuto constatare il grave livello dei danni ai nostri vigneti, anche se è impossibile fornire percentuali esatte», ha dichiarato il presidente del Consorzio, Simone Capecci.
L’organismo di tutela annuncia l’intenzione di presentare alle istituzioni una richiesta specifica per il riconoscimento e la rifusione dei danni accertati. Qualora non fosse possibile intervenire attraverso ristori diretti, saranno proposte forme alternative di sostegno, come agevolazioni per l’accesso al credito e incentivi destinati alla promozione commerciale.
Vigneti danneggiati tra le valli del Tesino e dell’Aso
La grandinata si è sviluppata con particolare intensità tra la costa e le colline delle province di Ascoli Piceno e Fermo. In pochi minuti i chicchi hanno colpito grappoli, foglie, tralci e strutture aziendali, compromettendo in alcune aree il lavoro condotto durante l’intera stagione.
Tra i territori maggiormente interessati figurano Ripatransone, Cossignano, Acquaviva Picena, Montefiore dell’Aso, Massignano, Carassai e Montalto delle Marche. Segnalazioni di danni sono arrivate anche dalla Valdaso e da numerosi Comuni del Fermano.
Secondo le prime ricognizioni delle organizzazioni agricole, alcune aziende avrebbero subito perdite molto elevate, con punte che nei casi più gravi arrivano fino al 100% della produzione vitivinicola. Queste valutazioni riguardano tuttavia singole realtà e non possono essere estese automaticamente all’intero comprensorio.
Il Consorzio Vini Piceni mantiene infatti una posizione prudente: non è ancora possibile determinare quali denominazioni di origine siano state coinvolte e in quale misura.
L’organismo rappresenta oltre 75 produttori e tutela quattro denominazioni: Rosso Piceno DOC, Offida DOCG, Falerio DOC e Terre di Offida DOC. La reale incidenza della grandine su ciascuna di esse potrà essere valutata soltanto dopo una ricognizione dettagliata dei vigneti.
Capecci: “Le aziende hanno bisogno di non fermarsi”
La violenza della grandine rischia di avere conseguenze che vanno oltre la perdita immediata delle uve. Le imprese devono continuare a curare gli impianti colpiti, riparare le strutture danneggiate e sostenere i costi ordinari dell’attività, pur disponendo di una produzione potenzialmente ridotta.
«I nostri operatori, come sempre accade, non si faranno abbattere neppure stavolta», ha affermato Capecci, ricordando la capacità delle aziende picene di affrontare negli anni crisi, difficoltà economiche ed eventi naturali avversi.
Il presidente ha sottolineato l’orgoglio e la maturità dimostrati dai produttori, precisando però che le imprese hanno un’estrema necessità di non fermarsi. La continuità aziendale dipende non solamente dal lavoro nei vigneti, ma anche dalla presenza sui mercati e dalle attività necessarie per far conoscere le produzioni locali.
La promozione riveste un ruolo decisivo per le denominazioni picene, soprattutto in una fase segnata da consumi complessi, costi elevati e giacenze importanti. Ridurre gli investimenti commerciali a causa dei danni potrebbe rendere ancora più difficile la ripartenza.
Per questo il Consorzio chiederà che gli interventi non si limitino all’eventuale compensazione delle perdite agricole. La proposta comprenderà anche incentivi alla promozione e forme di credito agevolato, capaci di fornire liquidità alle imprese in attesa della prossima vendemmia.
La richiesta di ristori e agevolazioni al credito
«Questo Consorzio ha intenzione di proporre una richiesta specifica per la rifusione dei danni accertati presso le sedi competenti», ha annunciato Capecci.
Il primo passaggio sarà la quantificazione delle perdite. La Regione Marche ha già invitato i Comuni interessati ad avviare una ricognizione dei danni subiti dal patrimonio pubblico, dalle abitazioni, dalle attività produttive e dal comparto agricolo.
Le aziende dovranno documentare accuratamente le conseguenze della grandinata attraverso fotografie, relazioni tecniche e segnalazioni trasmesse secondo le modalità indicate dagli enti competenti. Questa documentazione sarà indispensabile per ricostruire il quadro complessivo e valutare l’attivazione degli strumenti disponibili.
Il Consorzio individua tre possibili linee di intervento: ristori diretti per i danni riconosciuti, agevolazioni nell’accesso al credito e contributi per sostenere la promozione dei vini piceni.
L’eventuale riconoscimento dello stato di calamità o di altre misure straordinarie richiederà una procedura istituzionale e non comporterà automaticamente il rimborso integrale delle perdite. Importi, beneficiari e condizioni potranno essere stabiliti soltanto attraverso successivi provvedimenti.
Nel frattempo, la priorità è consentire alle imprese di proseguire le attività, sostenendo le spese necessarie per la gestione dei vigneti e la permanenza sul mercato.
Maltempo ad Ascoli Piceno, dichiarato lo stato di emergenza: stanziati 4,31 milioni
Una vendemmia segnata dal maltempo, ora parte la conta
L’ondata di maltempo era stata preceduta da un’allerta regionale per temporali forti o molto forti, con la possibilità di grandinate di medie o grandi dimensioni e raffiche di vento molto intense.
La grandine ha colpito in una fase avanzata della stagione viticola. Le conseguenze effettive sulla vendemmia varieranno in base alla posizione dei vigneti, all’intensità del fenomeno e al livello di danneggiamento delle piante e dei grappoli.
Alle perdite produttive si aggiunge il rischio di maggiori costi per la gestione agronomica degli impianti. Saranno quindi necessari sopralluoghi e valutazioni tecniche per distinguere i vigneti recuperabili da quelli maggiormente compromessi.
Il Consorzio Vini Piceni assicura che resterà al fianco dei produttori durante la ricognizione e nella successiva interlocuzione con Regione e istituzioni nazionali.
La richiesta sarà formalizzata con urgenza. L’obiettivo è offrire alle aziende strumenti capaci di evitare l’interruzione delle attività e tutelare un comparto che rappresenta una componente fondamentale dell’economia, dell’identità e della promozione turistica del Piceno.









