Una barca rimasta senza carburante, gli involucri pieni di banconote lanciati tra le onde e la corsa dei bagnanti per recuperarli. È accaduto davanti alla spiaggia di Casuzze, nel Ragusano. Tre cittadini maltesi sono stati denunciati a piede libero, mentre la Procura indaga sulla provenienza del denaro.
Una normale operazione di soccorso in mare si è trasformata in un caso giudiziario ancora avvolto nel mistero. Nel pomeriggio di mercoledì 29 luglio 2026, davanti alla spiaggia di Casuzze, frazione balneare di Santa Croce Camerina, gli occupanti di un motoscafo in avaria avrebbero gettato in acqua numerosi pacchi contenenti banconote.
La corrente ha spinto gli involucri verso la battigia, sotto gli occhi increduli dei bagnanti. Alcune persone si sono precipitate in acqua per recuperare le mazzette, provocando momenti di grande confusione.
Sul posto sono arrivati Guardia costiera, Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza. La somma recuperata sarebbe di poco inferiore ai 700mila euro, mentre il motoscafo e il denaro sono stati sottoposti a sequestro.
L’aggiornamento emerso il 30 luglio riguarda la posizione degli adulti coinvolti: non sarebbero stati arrestati, ma denunciati a piede libero. Le indagini, coordinate dalla Procura di Ragusa, dovranno ora accertare l’origine e la destinazione dei contanti.
Il motoscafo in avaria davanti alla spiaggia di Casuzze
Secondo la prima ricostruzione, il piccolo motoscafo semicabinato sarebbe rimasto senza carburante a breve distanza dalla costa. A bordo si trovavano tre uomini adulti di nazionalità maltese e un minore.
Due degli occupanti avrebbero raggiunto la zona del porto di Marina di Ragusa per procurarsi il carburante necessario a riprendere la navigazione. Nel frattempo, però, l’imbarcazione sarebbe stata sospinta dalla corrente verso la spiaggia, probabilmente anche a causa di un ancoraggio non sufficiente a mantenerla in posizione.
Vedendo il natante oscillare e avvicinarsi pericolosamente alla riva, alcuni presenti hanno temuto che potesse naufragare e hanno chiamato i soccorsi. Dalla delegazione di spiaggia è quindi partito un mezzo della Guardia costiera diretto verso l’imbarcazione.
La vicenda ha assunto contorni completamente diversi proprio all’arrivo dei militari. Dal motoscafo sarebbero stati lanciati in acqua diversi involucri sigillati e impermeabili, al cui interno erano custodite mazzette di banconote di vario taglio.
Il questore di Ragusa Salvatore Fazzino, citato nelle ricostruzioni pubblicate sulla vicenda, ha sottolineato il ruolo decisivo dell’avaria: «Se tutto fosse filato liscio, noi non l’avremmo intercettata». Un guasto apparentemente banale ha quindi portato alla scoperta dell’ingente quantità di denaro.
I pacchi arrivano sulla spiaggia e scoppia la corsa ai soldi
Trasportati dalle onde, alcuni pacchi hanno raggiunto la battigia. La presenza di centinaia di migliaia di euro in acqua ha scatenato una scena surreale: numerosi bagnanti avrebbero tentato di raccogliere le mazzette prima dell’intervento delle pattuglie.
La Guardia costiera ha immediatamente richiesto il supporto delle altre forze dell’ordine. Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza hanno raggiunto la spiaggia, messo in sicurezza la zona e recuperato gli involucri, anche con l’aiuto di alcune persone presenti.
Secondo Rai News, i plichi contenevano complessivamente una somma vicina ai 700mila euro. La cifra esatta dovrà tuttavia essere definita al termine del conteggio e degli accertamenti.
Non è stato ancora chiarito se tutti i contanti siano stati recuperati. Nei momenti di maggiore confusione qualche mazzetta potrebbe essere sfuggita ai controlli o essere stata trattenuta da alcune delle persone che si erano lanciate in acqua.
Il motoscafo è stato trainato nel porto di Marina di Ragusa e sottoposto a una perquisizione approfondita. Gli investigatori hanno svolto gli accertamenti con il supporto di personale specializzato, mentre il natante è stato posto sotto sequestro insieme al denaro rinvenuto.
Tre cittadini maltesi denunciati a piede libero
Le prime notizie parlavano genericamente di persone fermate. Gli aggiornamenti successivi hanno precisato che i tre cittadini maltesi sono stati identificati, ascoltati dagli investigatori e denunciati a piede libero. La loro posizione resta quindi al vaglio dell’autorità giudiziaria, ma non risultano arrestati.
Con gli adulti viaggiava anche un minore. Le informazioni disponibili non consentono ancora di ricostruire il suo legame con i tre uomini, né di stabilire se abbia avuto un ruolo nella vicenda.
Come riferisce la testata locale Il Domani Ibleo, nessun altro elemento rilevante sarebbe emerso dalla perquisizione della barca. Non sono stati ancora comunicati ufficialmente i reati contestati agli adulti.
Gli inquirenti dovranno verificare anche il percorso seguito dal natante. L’imbarcazione sarebbe collegata a Malta, circostanza coerente con la nazionalità degli occupanti, ma la rotta effettivamente percorsa dovrà essere ricostruita attraverso gli strumenti di bordo, le comunicazioni e gli eventuali contatti avuti prima dell’avaria.
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Da dove arrivavano i 700mila euro: le ipotesi dell’inchiesta
La domanda principale riguarda la provenienza dell’enorme quantità di contanti. Al momento la Procura non ha reso note conclusioni e, in assenza di comunicazioni ufficiali, ogni possibile collegamento con traffici illeciti resta soltanto un’ipotesi investigativa.
Gli accertamenti potrebbero concentrarsi sull’autenticità delle banconote, sulle eventuali impronte presenti sugli involucri e sui movimenti compiuti dal motoscafo. Sarà inoltre necessario capire chi abbia consegnato il denaro, a chi fosse destinato e perché gli occupanti abbiano deciso di liberarsene proprio mentre si avvicinava la Guardia costiera.
Il trasporto transfrontaliero di una somma così elevata costituisce un altro punto centrale. La normativa italiana prevede specifici obblighi di dichiarazione per i trasferimenti di denaro contante di importo pari o superiore a 10mila euro in entrata o in uscita dal territorio nazionale. La verifica di questi adempimenti sarà quindi uno degli aspetti potenzialmente rilevanti.
Tra le ipotesi circolate figurano il riciclaggio, il pagamento di una partita di merce illegale o altre operazioni finanziarie clandestine. Nessuna di queste piste, però, è stata finora confermata.
La scena dei soldi sospinti dalle onde ha attirato l’attenzione nazionale, ma dietro l’episodio quasi cinematografico rimane un’indagine complessa. Solo gli accertamenti della Procura potranno stabilire perché quasi 700mila euro viaggiassero su quel motoscafo e quale fosse la loro destinazione finale.









