La nuova erogazione rientra nella componente Difesa del prestito europeo da 90 miliardi di euro. Von der Leyen: «Proteggiamo i cieli ucraini e rafforziamo la sicurezza dell’Europa».
Nuovi fondi europei per la difesa dell’Ucraina
La Commissione europea ha erogato 3,47 miliardi di euro all’Ucraina per finanziare l’acquisto di droni, missili, sistemi di difesa aerea e caccia Gripen di produzione svedese.
La nuova somma rientra nella componente dedicata alla Difesa dell’Ukraine Support Loan, il prestito europeo da 90 miliardi di euro destinato a sostenere Kiev nel biennio 2026-2027.
Le risorse dovranno rispondere alle necessità militari considerate più urgenti, a partire dalla protezione delle città e delle infrastrutture energetiche dagli attacchi aerei russi.
Una parte dei finanziamenti sarà impiegata per acquistare droni, compresi velivoli a lungo raggio dotati di sistemi di propulsione. Il programma comprende anche missili, apparati per la difesa antiaerea e nuovi aerei da combattimento Saab JAS 39 Gripen.
«Ogni attacco russo rafforza la determinazione dell’Ucraina a essere libera e la nostra determinazione a stare al fianco dell’Ucraina, per tutto il tempo necessario», ha dichiarato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
Secondo la presidente, con l’erogazione dei nuovi 3,47 miliardi di euro l’Unione europea intende contribuire a proteggere i cieli ucraini e, contemporaneamente, rafforzare la sicurezza del continente.
Il trasferimento è stato annunciato il 30 luglio 2026 attraverso un comunicato della Commissione europea. Non si tratta della prima erogazione effettuata nell’ambito del nuovo strumento europeo.
Come funziona il prestito da 90 miliardi di euro
Lo Ukraine Support Loan è stato progettato per garantire a Kiev un sostegno economico prevedibile durante il 2026 e il 2027. La sua dotazione massima ammonta a 90 miliardi di euro.
La ripartizione indicativa prevede 30 miliardi per l’assistenza macrofinanziaria e di bilancio e fino a 60 miliardi per sostenere le capacità dell’industria della difesa ucraina.
L’Unione europea raccoglie le risorse attraverso emissioni sui mercati finanziari, utilizzando come garanzia la capacità del bilancio comunitario. Gli importi vengono successivamente trasferiti all’Ucraina sotto forma di prestito.
Secondo il regolamento proposto dalla Commissione europea, il rimborso da parte di Kiev è collegato alle eventuali riparazioni di guerra versate dalla Russia o ad altri accordi economici destinati a compensare i danni provocati dall’invasione.
L’Unione si riserva inoltre la possibilità di utilizzare, nel rispetto del diritto europeo e internazionale, i beni russi immobilizzati per contribuire al rimborso.
La concessione delle risorse è subordinata ad alcune condizioni. L’Ucraina deve continuare a rispettare i meccanismi democratici, lo Stato di diritto, i diritti umani e gli impegni nella lotta alla corruzione.
Prima di ogni pagamento, Kiev deve presentare una richiesta motivata e indicare l’impiego previsto dei fondi. La Commissione valuta la documentazione, la conformità degli acquisti e il rispetto delle condizioni stabilite.
Droni, missili e Gripen: cosa finanzierà la tranche
La nuova tranche servirà soprattutto a potenziare la capacità dell’Ucraina di intercettare droni e missili russi, ma anche a migliorare le operazioni aeree attraverso l’acquisto dei caccia Gripen.
I Saab JAS 39 Gripen sono velivoli multiruolo sviluppati in Svezia. Possono essere impiegati in missioni di difesa aerea, intercettazione e attacco e sono progettati per operare anche da piste relativamente corte o strutture non convenzionali.
Queste caratteristiche vengono considerate utili nel contesto ucraino, dove aeroporti e infrastrutture militari sono esposti agli attacchi russi. Il loro acquisto si aggiunge alla progressiva introduzione di altri velivoli occidentali nelle forze armate di Kiev.
Il programma europeo riserva un ruolo centrale anche ai droni. A fine giugno la Commissione aveva trasferito 3,9 miliardi di euro per l’acquisto di sistemi senza pilota. Il 15 luglio era stata annunciata una nuova erogazione da un miliardo, insieme al lancio di un accordo industriale tra Unione europea e Ucraina.
Il piano più ampio approvato dalla Commissione mette a disposizione 10 miliardi di euro per ulteriori droni, missili e aerei da combattimento. La nuova erogazione di 3,47 miliardi costituisce una parte di questo programma.
L’obiettivo è sostenere non soltanto gli acquisti immediati, ma anche la produzione congiunta tra imprese europee e ucraine. La collaborazione dovrebbe favorire il trasferimento di tecnologie, lo sviluppo di sistemi anti-drone e la crescita della capacità industriale europea nel settore della difesa.
Morti sul lavoro nelle Marche quasi raddoppiate: 27 vittime nel 2025
Il sostegno europeo e le conseguenze della guerra
La decisione arriva mentre proseguono gli attacchi russi contro le città e le infrastrutture ucraine. La protezione dello spazio aereo rimane una delle principali richieste avanzate da Kiev ai partner occidentali.
Gli attacchi con droni e missili interessano reti energetiche, impianti industriali, collegamenti ferroviari e aree urbane. Per l’Ucraina, la disponibilità di intercettori e sistemi antiaerei è quindi essenziale anche per garantire il funzionamento dei servizi civili.
Dal punto di vista europeo, gli investimenti hanno una doppia finalità: sostenere la capacità difensiva ucraina e rafforzare l’industria militare dell’Unione. Bruxelles punta a integrare progressivamente le imprese dei due sistemi produttivi, utilizzando l’esperienza maturata dall’Ucraina durante il conflitto.
Il prestito da 90 miliardi resta tuttavia un impegno finanziario considerevole. Per questo sono previsti controlli sull’utilizzo delle risorse, verifiche sui contratti e rendicontazioni periodiche alla Commissione.
L’erogazione dei fondi potrà essere sospesa o cancellata in caso di mancato rispetto delle condizioni, irregolarità, frodi o violazioni degli impegni legati allo Stato di diritto e alla lotta alla corruzione.
Con la nuova tranche, l’Unione europea conferma la scelta di sostenere militarmente ed economicamente Kiev nel lungo periodo. Le prossime erogazioni dipenderanno dalle richieste presentate dall’Ucraina, dall’avanzamento dei contratti e dalla valutazione delle istituzioni europee.









