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Il sindacato segnala una situazione particolarmente critica nelle strutture dell’AST di Ascoli Piceno a Ripatransone. Secondo USB, il 29 luglio nella RSA sarebbero rimasti in servizio soltanto due operatori sociosanitari per 39 ospiti non autosufficienti. Chieste assunzioni stabili e una nuova organizzazione dei servizi.

RSA di Ripatransone, la denuncia di USB sui turni

La carenza di personale nelle strutture sanitarie di Ripatransone torna al centro del confronto tra sindacati e Azienda sanitaria territoriale di Ascoli Piceno. USB Ascoli Piceno, insieme ai propri delegati RSU nell’AST, denuncia il progressivo peggioramento delle condizioni organizzative nella RSA e nella Casa della Comunità.

L’episodio più grave, secondo quanto riportato dall’organizzazione sindacale, si sarebbe verificato nella mattinata di mercoledì 29 luglio 2026. Il turno sarebbe stato garantito da appena due Operatori Socio Sanitari, chiamati ad assistere complessivamente 39 ospiti non autosufficienti.

Nella struttura era presente anche un infermiere, impegnato però nelle attività sanitarie e assistenziali previste dal proprio profilo professionale. Per USB, questa figura non potrebbe essere utilizzata per compensare stabilmente la mancanza di personale OSS.

La programmazione dei turni di agosto confermerebbe, secondo la sigla, una situazione ormai strutturale. In numerosi turni mattutini sarebbero previsti tre OSS anziché quattro, mentre durante alcuni pomeriggi risulterebbe presente un solo operatore al posto delle due unità considerate necessarie dal sindacato.

Numeri e valutazioni sono contenuti nella nota di USB e dovranno essere oggetto di verifica da parte dell’azienda e degli organi competenti. Al momento della diffusione del comunicato non risulta allegata una replica dell’AST di Ascoli Piceno sulle contestazioni più recenti.

La RSA di Ripatransone è una struttura sanitaria residenziale destinata all’assistenza di persone non autosufficienti, con bisogni che richiedono continuità nelle cure e un’organizzazione adeguata durante l’intera giornata.

«Carichi insostenibili e rischi per lavoratori e ospiti»

Secondo USB, lavorare con un numero così ridotto di operatori renderebbe particolarmente difficile garantire tutte le attività necessarie: igiene personale, mobilizzazione, alimentazione, sorveglianza e assistenza quotidiana degli ospiti.

Il sindacato parla di carichi di lavoro diventati “insostenibili”, con possibili conseguenze sia sulla qualità del servizio sia sulla sicurezza del personale. Ricorda inoltre che gli utenti partecipano economicamente all’assistenza attraverso il pagamento di una retta e devono quindi poter ricevere le prestazioni previste.

La situazione non sarebbe nuova. Nel marzo 2026 USB aveva già denunciato una carenza persistente di OSS, riferendo di turni sotto organico con 32 pazienti presenti. A maggio era poi stata contestata una modifica della turnazione che, secondo la rappresentanza sindacale, avrebbe ridotto da quattro a tre gli operatori del mattino.

La vertenza riguarda anche il ricorso agli spostamenti di lavoratori tra reparti e strutture dell’AST. USB sostiene che questa pratica venga utilizzata frequentemente per coprire le assenze e le carenze degli organici, senza risolvere il problema attraverso nuove assunzioni.

Particolare attenzione viene riservata alle modalità con cui sarebbero comunicati alcuni trasferimenti temporanei. Il sindacato afferma che gli spostamenti verrebbero talvolta disposti verbalmente, senza un ordine di servizio scritto.

USB chiede che ogni assegnazione venga formalizzata attraverso un provvedimento aziendale, nel rispetto del contratto collettivo e dei principi di trasparenza. La documentazione scritta, sottolinea la sigla, è importante anche per definire sede di lavoro, responsabilità e tutele in caso di incidenti durante gli spostamenti.

Criticità anche nella Casa della Comunità di Ripatransone

Le contestazioni non riguardano soltanto la RSA. USB segnala una persistente carenza di personale anche presso la Casa della Comunità di Ripatransone, già oggetto di una precedente comunicazione inviata il 7 luglio 2026.

Secondo l’organizzazione sindacale, quella segnalazione non avrebbe ancora ricevuto un riscontro. La mancanza di figure professionali stabili avrebbe conseguenze sulla continuità dei servizi, sull’organizzazione del lavoro e sull’assistenza offerta alla popolazione.

Le Case della Comunità sono pensate come punti territoriali di accesso ai servizi sociosanitari. Il loro obiettivo è avvicinare le cure ai cittadini, integrare diverse professionalità e ridurre il ricorso improprio agli ospedali, soprattutto per i bisogni che possono essere gestiti sul territorio.

Per svolgere questa funzione è però necessario disporre di un organico coerente con i servizi programmati. Il continuo trasferimento di personale da una sede all’altra, secondo USB, rischierebbe di spostare semplicemente le criticità senza risolverle.

Il sindacato esprime preoccupazione anche per l’attivazione delle nuove strutture previste a San Benedetto del Tronto. A suo giudizio, alcuni infermieri e OSS destinati all’Ospedale di Comunità e alla Casa della Comunità sambenedettese sarebbero attualmente impiegati per coprire turni in altri reparti.

Quando i nuovi servizi entreranno pienamente in funzione, avverte USB, la situazione potrebbe aggravarsi se nel frattempo non verranno effettuate ulteriori assunzioni. Per questo la sigla chiede un piano che consideri contemporaneamente le necessità degli ospedali, delle RSA e dell’assistenza territoriale.

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Le richieste all’AST e l’ipotesi dello stato di agitazione

USB chiede alla Direzione generale e alla Direzione delle professioni sanitarie dell’AST di intervenire immediatamente. Le principali richieste riguardano:

  • il ripristino di una dotazione adeguata di OSS nella RSA;
  • assunzioni stabili attraverso le graduatorie disponibili;
  • lo stop all’impiego sistematico degli spostamenti per coprire i vuoti;
  • ordini di servizio scritti per ogni assegnazione temporanea;
  • il potenziamento della Casa della Comunità;
  • un piano organizzativo strutturale per superare l’emergenza.

Il sindacato domanda inoltre l’intervento degli organi di vigilanza, affinché vengano verificate le condizioni di sicurezza e le responsabilità organizzative collegate alla gestione dei turni.

In passato l’AST aveva risposto ad analoghe contestazioni spiegando che alcuni trasferimenti erano stati disposti per affrontare emergenze improvvise in reparti per acuti e annunciando nuove assunzioni. Quella posizione, risalente al maggio 2025, non costituisce tuttavia una replica alla nuova denuncia.

USB avverte che, in mancanza di un riscontro scritto e di misure concrete, avvierà le procedure per proclamare lo stato di agitazione del personale della RSA e della Casa della Comunità di Ripatransone.

La sigla si riserva infine di rivolgersi agli organi ispettivi e di intraprendere iniziative sindacali e legali. Resta ora attesa la posizione dell’AST di Ascoli Piceno sui numeri riportati, sui turni programmati per agosto e sulle misure eventualmente previste per garantire la continuità assistenziale.

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