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Il corpo dell’imprenditore è stato trovato sotto uno dei solai della palazzina crollata nella zona sud di Messina. Vigili del fuoco al lavoro senza sosta, mentre restano da chiarire le cause: tra le ipotesi un cedimento strutturale o un’esplosione.

È di un morto, cinque dispersi e tre feriti il bilancio provvisorio del crollo della palazzina avvenuto nel pomeriggio di giovedì 30 luglio 2026 nel rione Pistunina, nella zona meridionale di Messina. La vittima individuata dai Vigili del fuoco è l’imprenditore Carmelo Leone, rimasto intrappolato sotto uno dei solai dell’edificio.

Le squadre di soccorso hanno lavorato per tutta la notte e le operazioni proseguono senza interruzioni. L’obiettivo rimane trovare in vita le altre cinque persone che, secondo le testimonianze raccolte, si trovavano all’interno della palazzina al momento del cedimento.

L’edificio di tre piani, situato lungo la Strada statale 114, ospitava abitazioni e attività commerciali. Al momento del crollo erano in corso anche alcuni lavori. Tre operai, di 26, 54 e 58 anni, sono rimasti feriti e sono stati trasportati al Policlinico di Messina con traumi cranici e facciali. Uno di loro è stato dimesso dopo poche ore.

Il bilancio iniziale indicava sei dispersi. Dopo il ritrovamento del corpo di Leone, le ricerche continuano per altre cinque persone.

Chi sono i cinque dispersi nella palazzina di Pistunina

Sotto le macerie vengono cercate Sara e Rosa Leone, sorelle della vittima, Santino Magazzù, marito di Rosa, e Lhairu Warnakulasuriya, cittadino dello Sri Lanka che si trovava con la famiglia.

La quinta dispersa è Alessandra Frazzica, commessa messinese che lavorava nel bazar situato all’interno dell’edificio. I nomi erano stati ricostruiti nelle prime ore successive al crollo anche dalla testata locale TempoStretto.

Il comandante provinciale dei Vigili del fuoco di Messina, Michele Burgio, ha spiegato che, sulla base delle testimonianze acquisite, non dovrebbero esserci altre persone intrappolate. Le informazioni fornite dagli operai feriti hanno aiutato i soccorritori a ricostruire chi fosse presente nello stabile.

«Noi cerchiamo persone in vita», ha ribadito Burgio. La strategia adottata si concentra sui punti nei quali, secondo i racconti dei testimoni, potrebbero trovarsi i dispersi.

Sono impegnate le squadre specializzate Usar, acronimo di Urban Search and Rescue, addestrate per intervenire negli edifici collassati. Partecipano alle ricerche anche unità cinofile, operatori con mezzi per la movimentazione delle macerie, droni e nuclei specializzati.

Non sarebbero state percepite voci provenienti dai detriti, ma le operazioni continuano. Sul posto rimangono attivi il Posto medico avanzato e il personale sanitario coordinato dalla direttrice dei soccorsi Vittoria Saraceno, pronto a intervenire in caso di ritrovamento di superstiti.

Incendio sotto le macerie, perché le ricerche sono difficili

A rendere particolarmente complesso il lavoro dei Vigili del fuoco è la presenza di un incendio covante sotto le macerie. I materiali coinvolti trattengono calore e gas infiammabili in un ambiente nel quale circola poca aria.

Ogni spostamento dei detriti può fare entrare improvvisamente ossigeno e ravvivare le fiamme, esponendo i soccorritori al rischio di una combustione violenta. Per questa ragione l’avanzamento deve essere lento e controllato, anche se il tempo rappresenta un elemento decisivo nella ricerca delle persone intrappolate.

Secondo gli aggiornamenti riportati dall’ANSA, sul posto stanno operando circa 60 Vigili del fuoco. L’incendio non si è ancora completamente spento e continua a limitare l’accesso alle zone più instabili.

Uno dei pilastri distrutti è stato isolato e conservato in un cassone. Sarà sottoposto a esami tecnici per verificarne le caratteristiche e comprendere se abbia avuto un ruolo nel cedimento della struttura.

Il Comune di Messina ha attivato immediatamente il Centro operativo comunale e i Servizi sociali per garantire assistenza alle persone coinvolte e alle loro famiglie. L’amministrazione ha inoltre annullato le iniziative pubbliche previste per il 31 luglio, in segno di rispetto e vicinanza.

«Siamo costantemente in contatto con tutte le autorità impegnate nell’emergenza», ha dichiarato il sindaco Federico Basile nella comunicazione ufficiale del Comune.

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Cedimento o esplosione: aperta un’inchiesta per disastro colposo

Le cause del crollo restano ancora da accertare. Nelle prime ore si era parlato di una possibile fuga di gas seguita da un’esplosione, anche a causa del forte boato avvertito nella zona. Successivamente ha acquistato consistenza anche l’ipotesi di un cedimento strutturale.

Il comandante Burgio ha invitato alla prudenza: «È ancora prematuro parlare di cause». Il rumore prodotto dal collasso dell’edificio, ha spiegato, potrebbe essere stato confuso dai testimoni con quello di uno scoppio.

All’interno dello stabile erano in corso lavori di ristrutturazione, ma non è possibile al momento stabilire se esista un collegamento con il crollo. Ogni ricostruzione dovrà essere sostenuta dagli accertamenti tecnici e dalle verifiche disposte dall’autorità giudiziaria.

La Procura di Messina, guidata da Antonio D’Amato, ha aperto un’inchiesta per disastro colposo. Il procuratore e la pm di turno Anita Siliotti hanno raggiunto il luogo del crollo per i primi sopralluoghi. Presente anche il comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Lucio Arcidiacono.

Il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci ha riferito di seguire la situazione insieme alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e di essere in contatto con il prefetto e con il sindaco di Messina.

Le priorità restano la ricerca dei cinque dispersi e la messa in sicurezza dell’area. Soltanto dopo il completamento delle operazioni di soccorso potranno iniziare gli accertamenti approfonditi necessari per stabilire se la tragedia sia stata provocata da un problema strutturale, da un’esplosione o da una combinazione di fattori.

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