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Due persone con patologie pregresse sono morte durante la più grande epidemia di ciclosporiasi mai registrata negli Stati Uniti. Una parte dei contagi è stata collegata alla lattuga iceberg servita nei ristoranti Taco Bell, ma le autorità indagano su cinque distinti focolai e su altre possibili fonti alimentari.

L’epidemia di ciclosporiasi in corso negli Stati Uniti ha provocato i primi due decessi conosciuti associati alla malattia. Le vittime vivevano in Michigan e, secondo il Dipartimento statale della Salute, presentavano importanti patologie preesistenti, potenzialmente aggravate dall’infezione intestinale e dalla disidratazione.

La ciclosporiasi è causata dal parassita microscopico Cyclospora cayetanensis. Nella maggior parte dei casi non è letale, ma può provocare diarrea acquosa prolungata, perdita di peso e disidratazione, con conseguenze più serie per anziani, immunodepressi e persone affette da altre malattie.

Negli Stati Uniti sono stati segnalati oltre 20mila casi confermati o sospetti. Il dato comprende però più indagini e non deve essere confuso con i 1.947 contagi che le autorità federali hanno collegato specificamente al consumo di lattuga nei fast food Taco Bell.

Lattuga iceberg e Taco Bell: cosa sappiamo sul focolaio

Il focolaio meglio ricostruito riguarda la lattuga iceberg tagliata e servita in alcuni ristoranti Taco Bell. In base all’ultimo aggiornamento pubblico della Food and Drug Administration, fino al 24 luglio erano stati identificati 1.947 casi e almeno 98 ricoveri in nove Stati.

Gli Stati coinvolti sono Illinois, Indiana, Kansas, Kentucky, Michigan, Ohio, Oklahoma, Pennsylvania e West Virginia. Le persone incluse in questo gruppo si sono ammalate tra il 22 giugno e il 20 luglio 2026.

Le indagini epidemiologiche e la ricostruzione della filiera hanno indicato come probabile fonte la lattuga iceberg proveniente dal Messico centrale e fornita da Taylor Farms de Mexico. L’azienda ha ritirato i prodotti interessati dal mercato statunitense il 17 luglio e sospeso la distribuzione proveniente dall’area coinvolta.

Taco Bell ha dichiarato di non utilizzare più quella lattuga dalla stessa data. Il richiamo ha riguardato anche alcune confezioni a marchio Marketside vendute nei supermercati Walmart e prodotti destinati alla ristorazione.

Un test inizialmente indicato come positivo è stato successivamente classificato dalla FDA come falso positivo. L’agenzia ha tuttavia precisato che questo risultato non modifica le indicazioni epidemiologiche e di tracciabilità che hanno motivato il ritiro.

I due decessi del Michigan sono collegati alla più ampia epidemia nazionale, mentre l’aggiornamento FDA del 24 luglio non registrava morti nel solo focolaio Taco Bell. La distinzione è importante perché negli Stati Uniti risultano cinque focolai, non tutti ricondotti allo stesso alimento.

Che cos’è la Cyclospora e quali sintomi provoca

La Cyclospora cayetanensis è un parassita intestinale visibile soltanto al microscopio. L’infezione si contrae ingerendo acqua o alimenti contaminati da materiale fecale umano.

La trasmissione diretta da una persona all’altra è considerata poco probabile. Il parassita, infatti, deve rimanere nell’ambiente per un periodo che può variare da alcuni giorni a settimane prima di diventare infettivo.

I sintomi possono comparire tra due e 14 giorni dopo l’esposizione e comprendono:

  • diarrea acquosa frequente;
  • crampi, gonfiore e aumento dei gas intestinali;
  • nausea, perdita di appetito e dimagrimento;
  • stanchezza, febbre lieve e dolori muscolari;
  • disidratazione nei casi più prolungati.

La malattia può durare settimane e presentare ricadute: i disturbi sembrano scomparire per poi tornare. Alcune persone infette possono invece non manifestare sintomi.

La FDA raccomanda di rivolgersi a un medico se la diarrea è intensa o dura più di tre giorni, soprattutto dopo il consumo di prodotti richiamati. La diagnosi richiede uno specifico esame delle feci e la terapia deve essere indicata dal medico.

Lavare frutta e verdura rimane una precauzione utile, ma non garantisce l’eliminazione completa del parassita. La cottura ad almeno 70 gradi è considerata il metodo più efficace per distruggerlo, mentre la normale disinfezione chimica può non essere sufficiente.

Perché è difficile trovare l’origine dei contagi

Identificare l’alimento responsabile di un focolaio di ciclosporiasi è particolarmente complesso. Il lungo periodo di incubazione rende difficile per i pazienti ricordare tutto ciò che hanno mangiato nelle due settimane precedenti.

Prodotti come insalate miste, erbe aromatiche e verdure tagliate contengono inoltre ingredienti provenienti da aziende e zone differenti. Quando vengono distribuiti a supermercati, ristoranti e mense, ricostruire ogni passaggio della filiera richiede molto tempo.

A differenza di diversi batteri, la Cyclospora non può essere facilmente coltivata in laboratorio. Le analisi cercano direttamente il suo materiale genetico, una procedura complessa che può produrre risultati da verificare, come avvenuto con il campione riesaminato dalla FDA.

I precedenti focolai statunitensi sono stati associati a lattuga, insalate confezionate, lamponi, basilico, coriandolo, piselli e taccole. Si tratta soprattutto di prodotti consumati crudi e sottoposti a numerosi passaggi manuali.

Il Michigan è l’area più colpita dell’attuale emergenza. In condizioni normali lo Stato registra circa 50 casi l’anno, mentre nel 2026 le segnalazioni sono salite a diverse migliaia.

Non risultano, al momento, richiami collegati a questa epidemia sul mercato italiano. Le informazioni FDA indicano una distribuzione dei prodotti interessati negli Stati Uniti e in Messico.

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I tagli alla sorveglianza alimentare e lo scontro politico

L’epidemia ha riacceso il dibattito sulle risorse destinate alla sicurezza alimentare durante l’amministrazione guidata dal presidente Donald Trump e con Robert F. Kennedy Jr. alla guida del Dipartimento della Salute.

Dal 1° luglio 2025, FoodNet, il principale sistema statunitense di sorveglianza attiva delle infezioni alimentari, ha reso obbligatorio il monitoraggio soltanto di Salmonella ed Escherichia coli produttore della tossina Shiga. Per altri sei patogeni, compresa la Cyclospora, la raccolta attraverso FoodNet è diventata facoltativa.

La modifica è confermata dalla pagina ufficiale dei CDC dedicata a FoodNet. La ciclosporiasi continua comunque a essere una malattia soggetta a notifica nazionale e viene sorvegliata attraverso altri sistemi, tra cui il National Notifiable Diseases Surveillance System.

Esperti e rappresentanti politici sostengono che il ridimensionamento possa aver indebolito la capacità di individuare rapidamente gli aumenti anomali. Non è però scientificamente corretto affermare che i tagli abbiano causato la contaminazione o l’epidemia: possono avere inciso sulla tempestività e sulla completezza del monitoraggio, ma l’origine alimentare deve essere ricostruita con indagini epidemiologiche.

L’emergenza resta in corso. Le autorità statunitensi prevedono che i conteggi possano aumentare ancora a causa dei tempi necessari per diagnosi, conferma e registrazione dei nuovi casi.

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