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Dal 21 al 23 agosto torna il convegno internazionale dedicato al caratteristico manufatto in bronzo dell’Età del Ferro. Tre giornate tra archeologia, musei e storia dell’Adriatico, con incontri gratuiti nel Chiostro di San Francesco e nel Giardino dell’Arengo.

Ascoli Piceno torna al centro del dibattito sulla civiltà picena con la seconda edizione di Armillae, il convegno internazionale dedicato all’Anellone Piceno. L’appuntamento è in programma da venerdì 21 a domenica 23 agosto 2026, con studiosi, archeologi e rappresentanti di istituzioni culturali italiane ed europee.

Il protagonista sarà il caratteristico anello in bronzo a nodi, uno dei manufatti più riconoscibili ma ancora enigmatici dell’Età del Ferro nell’Italia adriatica. Il suo significato, la funzione e la diffusione continuano a essere oggetto di confronto tra gli specialisti.

Ideato e diretto scientificamente dall’antropologo Giacomo Recchioni, il convegno alternerà sessioni pomeridiane e appuntamenti serali aperti alla cittadinanza. Tutti gli incontri saranno a ingresso gratuito, come confermato dal Comune di Ascoli Piceno.

Che cos’è l’Anellone Piceno e perché resta un mistero

Ascoli Armillae Anellone Piceno

L’Anellone Piceno, chiamato anche armilla, è un manufatto in bronzo formato da un grande elemento circolare caratterizzato da nodi o rigonfiamenti. Diversi esemplari provengono da contesti funerari riferibili alla cultura picena, sviluppatasi nell’Italia centrale durante il primo millennio avanti Cristo.

Gli studiosi hanno avanzato nel tempo differenti interpretazioni. L’oggetto potrebbe essere stato un ornamento, un segno di rango oppure un elemento con una funzione identitaria o rituale. Le modalità con cui veniva indossato e il suo preciso valore simbolico non sono però stati chiariti definitivamente.

Il confronto non riguarda soltanto i reperti rinvenuti nelle Marche. La presenza di manufatti e modelli simili sull’altra sponda dell’Adriatico apre interrogativi sulle reti di scambio, sugli spostamenti delle persone e sui rapporti culturali tra le comunità italiche e quelle dell’area balcanica.

Armillae 2026 riunirà per questo ricercatori provenienti anche dai musei archeologici di Zara e Zagabria. L’obiettivo è mettere in relazione archeologia funeraria, analisi dei metalli, documentazione d’archivio e distribuzione geografica dei reperti.

«Ogni nuovo studio presentato in questo convegno arricchisce la conoscenza collettiva», ha dichiarato il sindaco Marco Fioravanti, definendo l’Anellone uno dei reperti più affascinanti della protostoria italiana e un simbolo dell’identità del territorio.

Il programma di venerdì 21 agosto

La prima giornata comincerà alle 18 nel Chiostro di San Francesco. Dopo il saluto inaugurale della consigliera comunale Patrizia Petracci, la direttrice del Sistema Museale Piceno Concetta Ferrara parlerà del rapporto tra Anellone, narrazione territoriale e progetto di museo diffuso.

Seguirà l’intervento di Sara Giorgi, dedicato al disegno archeologico e al ruolo della rappresentazione tecnica nella classificazione e nella catalogazione dei reperti.

Alle 21.30, nel Giardino dell’Arengo, sono previsti i saluti di Giovanni Issini, soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, e di Stefano Papetti, curatore scientifico delle collezioni civiche ascolane.

La funzionaria archivistica Laura Calvaresi ricostruirà la memoria dell’Anellone attraverso le acquisizioni di Giulio Gabrielli e i documenti conservati nell’Archivio di Stato di Ascoli Piceno.

A chiudere la serata sarà Morana Vuković, direttrice del Museo archeologico di Zara, con un approfondimento sulla figura femminile nell’Età del Ferro lungo le due sponde dell’Adriatico. Il contributo permetterà di inserire i reperti piceni in un quadro geografico più ampio, verificando analogie e differenze con le testimonianze provenienti dalla costa orientale.

Il programma ufficiale delle tre giornate è consultabile anche sul sito di Armillae.

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Sabato tra metallurgia, collezionismo e rapporti con l’Illiria

Sabato 22 agosto, dalle 18, Oronzo Mauro presenterà il progetto di geolocalizzazione delle armille picene conservate nei musei italiani e internazionali. La ricostruzione della loro distribuzione può aiutare a seguire tanto la circolazione antica quanto le successive vicende collezionistiche.

La docente dell’Università di Camerino Gabriella Rosselli affronterà invece il tema delle metallurgie picene. Le indagini chimiche sui reperti possono fornire informazioni sulle leghe utilizzate, sulle tecniche produttive e, attraverso il confronto tra campioni, sui possibili rapporti tra officine e territori.

La sessione serale delle 21.30 prevede, nel programma istituzionale, i saluti del ministro della Cultura Alessandro Giuli. Il calendario non specifica se l’intervento avverrà interamente in presenza o con un’altra modalità.

Giacomo Recchioni ricostruirà le vicende di antiquari e collezionisti che, tra Settecento e Novecento, trasferirono numerose armille dalle necropoli picene alle raccolte museali italiane ed europee.

Il direttore del Museo archeologico di Zagabria, indicato nel programma come Ivan Radman-Livaja, parlerà della campagna condotta da Ottaviano in Illiria nel 35 avanti Cristo e della fine degli Iapodi. Walter Scotucci, della Deputazione di Storia Patria per le Marche, approfondirà infine la figura di Paolo Maria Paciaudi e le antichità di Ripatransone.

Gli incontri di domenica e le informazioni per partecipare

La giornata conclusiva, domenica 23 agosto, si aprirà alle 18 con il saluto del consigliere regionale Andrea Maria Antonini. Veronica Alberti e Luca Belisari analizzeranno il disegno come strumento di conoscenza nell’ambito delle “vacanze d’artista” nel Piceno.

Il medico umanista Americo Marconi proporrà invece un confronto tra Armilla Picena, culto della dea Cupra e rappresentazioni della Madonna del Latte, intrecciando archeologia, arte e tradizioni religiose.

Dalle 21.30, il Giardino dell’Arengo ospiterà una performance di musica arcaica a cura de Le Trovatrici. Dopo i saluti del sindaco Fioravanti e della deputata Giorgia Latini, Maurizio Landolfi presenterà l’Anellone proveniente dalla necropoli di Colle Sereno a Numana.

Rossanna Tuteri parlerà delle donne italiche tra protostoria ed età classica, mentre Stefano Papetti concluderà il convegno esaminando l’armilla come elemento identitario della ceramica ascolana del Novecento.

Le sessioni pomeridiane si svolgeranno dalle 18 alle 19.30 nel Chiostro di San Francesco; quelle serali dalle 21.30 alle 23 nel Giardino dell’Arengo. L’accesso è gratuito e non sono stati comunicati obblighi di prenotazione. Eventuali variazioni logistiche saranno pubblicate sul sito ufficiale dell’iniziativa.

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