Il foglio manoscritto, firmato da una misteriosa Rebecca e indirizzato all’amica “M.G.”, è stato scoperto a Seccheto. La madre della bambina ha pubblicato la fotografia sui social per cercare le protagoniste, ma l’autenticità e la storia del documento non sono ancora state verificate.
Una bambina che giocava tra gli scogli di Seccheto, sulla costa meridionale dell’Isola d’Elba, ha trovato un foglio scritto a mano con la data 3 luglio 1997. Il testo contiene il saluto di una ragazza di nome Rebecca a un’amica indicata soltanto con le iniziali M.G.
A raccontare il ritrovamento è stata la madre della bambina, Francesca Fauci, che ha pubblicato la fotografia della lettera in un gruppo Facebook dedicato all’Isola d’Elba. Il suo obiettivo è rintracciare le due donne che, se la data fosse corretta, oggi sarebbero adulte.
La lettera racconta la separazione tra due amiche cresciute insieme. Rebecca annuncia un trasferimento in Kansas e, non riuscendo a pronunciare personalmente l’addio, affida a un foglio ricordi e auguri per il futuro.
La storia è diventata rapidamente virale. Al momento, però, autrice e destinataria non sono state identificate e non esistono verifiche indipendenti che permettano di stabilire quando il documento sia stato realmente scritto o per quanto tempo sia rimasto tra gli scogli.
Il ritrovamento a Seccheto e l’appello pubblicato sui social
Il foglio è stato scoperto durante una serata trascorsa sulla spiaggia di Seccheto, frazione del comune di Campo nell’Elba. La bambina lo avrebbe notato tra le rocce mentre giocava e lo avrebbe portato alla madre.
Francesca Fauci ha fotografato il manoscritto e condiviso l’immagine nel gruppo “Isola d’Elba, vacanze, info, foto e curiosità”, frequentato da residenti, turisti e persone legate all’isola.
«Magari queste persone sono nel gruppo e si riconoscono», ha scritto la donna, trasformando il ritrovamento in un appello pubblico. La vicenda è stata raccontata inizialmente da Il Tirreno, per poi essere ripresa da numerose testate nazionali.
Gli elementi utili alla ricerca sono pochi: il nome Rebecca, le iniziali M.G., la data del 1997 e il riferimento a un trasferimento negli Stati Uniti. Nella lettera compare inoltre il ricordo di un muretto sulla passeggiata del mare e di una vecchia sartoria in cima a un viale.
Non è chiaro se questi luoghi si trovassero all’Elba o nella località di provenienza delle due amiche. Il fatto che il foglio sia stato rinvenuto a Seccheto non dimostra necessariamente che le protagoniste abitassero sull’isola.
La lettera potrebbe infatti essere stata portata sul posto in un momento successivo, persa recentemente oppure conservata per anni in un luogo diverso.
Cosa scrive Rebecca all’amica indicata come M.G.
Il messaggio comincia con un saluto diretto: Rebecca spiega che dal giorno seguente le due amiche non si sarebbero più viste e che non avrebbe avuto la forza di comunicarlo a voce.
La ragazza descrive la lettera come un oggetto apparentemente semplice, simile a quelli che si possono dimenticare nella cassetta della posta, ma capace di custodire emozioni e ricordi.
Il motivo della separazione sarebbe un trasferimento in Kansas. Il nome della località è stato trascritto in modi differenti dalle testate che hanno ripreso la fotografia: alcune riportano “Hais”, altre “Elois”. Non è quindi possibile stabilire con certezza quale città fosse indicata né correggere il testo in “Hays” senza una conferma.
Rebecca augura all’amica di trovare la propria strada e di costruire un nuovo legame. Le lascia anche una raccomandazione sulla gentilezza, invitandola a mantenerla perfino nei confronti delle persone ostili.
Il testo torna poi all’infanzia condivisa, ricordando il primo incontro su un muretto vicino al mare, le giornate trascorse insieme, le cene della vigilia di Natale e il rumore delle onde.
Nelle ultime righe Rebecca immagina di poter rivedere M.G. in futuro, magari insieme alla famiglia che nel frattempo avrà costruito. Il saluto si chiude con un ringraziamento per il tempo condiviso e con la sola firma dell’autrice.
La lettera ha davvero trascorso 29 anni tra gli scogli?
La data presente sul foglio porta a calcolare un intervallo di 29 anni, ma non permette di ricostruire la storia materiale del documento. Non sappiamo quando sia arrivato a Seccheto né in quali condizioni sia stato conservato.
Carta e inchiostro esposti continuamente per quasi tre decenni a pioggia, umidità, vento e acqua salata subirebbero normalmente un forte deterioramento. Il fatto che il testo sia ancora leggibile suggerisce che il foglio potrebbe essere rimasto protetto, oppure essere finito tra gli scogli soltanto in tempi più recenti.
Alcuni resoconti parlano di una lettera “riemersa dal mare” o rimasta nascosta sulla costa per 29 anni. Queste formulazioni sono suggestive, ma non sono dimostrate dal ritrovamento. La testimonianza disponibile conferma soltanto che il foglio è stato trovato tra le rocce e reca la data del 1997.
Non risulta che il documento sia stato esaminato da archivisti, esperti di carta o autorità. Non è stata quindi autenticata la datazione e non si può escludere, in via teorica, una composizione più recente o una ricostruzione narrativa.
Ciò non significa che la lettera sia falsa. Significa soltanto che, allo stato attuale, la vicenda nasce da una fotografia e da un racconto pubblicato sui social, non da una verifica documentale.
Anche Il Telegrafo ha trattato prudentemente la storia, sottolineando che la veridicità del manoscritto resta da accertare.
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La ricerca di Rebecca e M.G. continua online
L’appello potrebbe permettere alle protagoniste di riconoscere frasi, luoghi o dettagli impossibili da verificare dall’esterno. Una loro testimonianza sarebbe il primo passaggio per ricostruire la provenienza del foglio.
Servirebbero però elementi concreti: fotografie dell’epoca, altri esempi della grafia, ricordi condivisi o informazioni sul trasferimento citato. Fino a quel momento, Rebecca e M.G. rimangono due identità sconosciute.
La diffusione virale presenta inoltre un tema di riservatezza. La lettera era una comunicazione privata e contiene ricordi personali. Se le due donne venissero individuate, spetterebbe a loro decidere se raccontare pubblicamente la propria storia.
Il fascino del ritrovamento nasce proprio dal contrasto tra la dimensione intima del manoscritto e la sua circolazione, quasi trent’anni dopo, davanti a migliaia di persone.
Per ora resta un piccolo mistero dell’Isola d’Elba: un foglio datato 1997, un’amicizia interrotta, due nomi incompleti e un appello online. Una storia emozionante, purché venga raccontata mantenendo distinto ciò che è visibile sulla carta da ciò che deve ancora essere dimostrato.









