L’insolito manufatto si è arenato vicino al molo davanti a centinaia di bagnanti. Potrebbe essere un grande parabordo marittimo utilizzato per proteggere navi e banchine, ma la sua provenienza non è stata ancora accertata. In corso le operazioni per rimuoverlo.
Un enorme cilindro nero trasportato dalle correnti è comparso sulla spiaggia di Alassio, in Liguria, attirando immediatamente l’attenzione di bagnanti e curiosi. L’oggetto si è arenato domenica 23 agosto 2026 vicino al molo, in uno dei tratti più frequentati del litorale.
Le dimensioni fuori dal comune e l’aspetto insolito hanno inizialmente alimentato numerose ipotesi. Qualcuno ha pensato a un relitto, altri a una grande boa o a una struttura staccatasi da un’imbarcazione.
Le prime verifiche hanno invece indicato che potrebbe trattarsi di un parabordo marittimo, ossia una protezione utilizzata per evitare che lo scafo di una nave venga danneggiato durante l’attracco o in caso di contatto con una banchina.
L’arrivo sulla spiaggia non ha causato feriti né danni alle imbarcazioni presenti nelle vicinanze. Le autorità sono intervenute per delimitare la zona, impedire ai presenti di avvicinarsi e organizzare la rimozione del pesante manufatto.
Il gigantesco cilindro arrivato sulla spiaggia di Alassio
L’oggetto è arrivato dal mare nel corso di una domenica caratterizzata da una forte presenza di turisti. Spinto dalle onde fino alla battigia, è rimasto sulla sabbia a poca distanza dagli ombrelloni.
La scena non è passata inosservata. Molti bagnanti hanno fotografato il cilindro e condiviso le immagini sui social network e nelle chat, trasformandolo rapidamente nel “mistero” della giornata.
Le fotografie mostrano una struttura scura, di forma cilindrica e lunga diversi metri. Le caratteristiche esteriori sono compatibili con quelle di un parabordo di grandi dimensioni, impiegato nell’ambito della navigazione commerciale o delle strutture portuali.
Secondo alcune ricostruzioni potrebbe essere utilizzato da una nave da crociera, ma questa informazione non è stata confermata ufficialmente. Rimane quindi ancora da stabilire se il cilindro appartenesse a un’imbarcazione oppure fosse installato su una banchina.
Sul posto sono intervenuti la Capitaneria di Porto, la Guardia Costiera e la Polizia locale di Alassio. L’area è stata messa in sicurezza in attesa di individuare la procedura più adatta per spostare l’oggetto.
Che cos’è un parabordo e a cosa serve
Il parabordo è un dispositivo progettato per assorbire gli urti e proteggere lo scafo delle imbarcazioni durante le manovre di ormeggio. Quelli destinati alle piccole barche hanno dimensioni contenute e vengono generalmente collocati lungo le fiancate.
Per le navi commerciali, i traghetti e le unità da crociera vengono invece utilizzate protezioni molto più grandi e resistenti. Possono essere fissate direttamente alle banchine oppure posizionate lungo le fiancate delle imbarcazioni.
I parabordi di grandi dimensioni sono realizzati con materiali capaci di deformarsi e assorbire l’energia generata dal contatto tra lo scafo e la struttura portuale. Alcuni modelli sono costituiti da gomma piena, altri presentano camere d’aria interne e possono galleggiare.
Proprio questa capacità di rimanere sulla superficie del mare potrebbe aver permesso al cilindro ritrovato ad Alassio di percorrere una distanza significativa prima di raggiungere la spiaggia.
Nonostante non contenga necessariamente sostanze pericolose, un oggetto tanto voluminoso lasciato alla deriva può costituire un rischio per la navigazione. Potrebbe infatti urtare piccole imbarcazioni, ostacolare le manovre oppure essere nuovamente trascinato dalle onde verso una zona frequentata dai bagnanti.
L’ipotesi del distacco nel porto di Vado Ligure
La provenienza del parabordo non è stata ancora ricostruita. Sui social è circolata l’ipotesi che possa trattarsi di una struttura staccatasi da una banchina del porto di Vado Ligure nei giorni precedenti.
Le correnti avrebbero potuto trasportarla verso il Ponente savonese fino al litorale di Alassio. Questa ricostruzione, tuttavia, non ha ricevuto conferme ufficiali e resta una delle possibilità prese in considerazione.
Per stabilire l’origine del manufatto sarà necessario verificare eventuali marchi, numeri identificativi o caratteristiche costruttive. Le autorità potranno inoltre confrontare l’oggetto con eventuali segnalazioni provenienti da porti, compagnie di navigazione e imbarcazioni transitate nel Mar Ligure.
Non è escluso che il parabordo abbia percorso un tragitto più lungo rispetto a quello ipotizzato inizialmente. Le condizioni del mare e delle correnti possono infatti spostare oggetti galleggianti per molti chilometri.
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Come sarà rimosso dalla spiaggia
Dopo la messa in sicurezza, il problema principale riguarda la rimozione. Dimensioni e peso rendono difficile uno spostamento manuale e richiedono l’impiego di mezzi adeguati.
Tra le possibilità figurano l’utilizzo di un mezzo meccanico dalla spiaggia oppure il recupero dal mare attraverso un’imbarcazione capace di rimorchiare il cilindro. La scelta dipenderà dal peso, dalla struttura interna e dalle condizioni della battigia.
Durante le operazioni sarà necessario evitare danni alla spiaggia e garantire la sicurezza delle persone presenti. L’area potrebbe quindi rimanere delimitata fino alla completa rimozione del manufatto.
Al momento non risultano conseguenze per i bagnanti né per le imbarcazioni. Rimangono invece aperte le domande sulla proprietà e sul punto dal quale il parabordo si sarebbe staccato.
Per qualche ora il grande cilindro è comunque diventato l’attrazione più fotografata della spiaggia di Alassio. Dietro la curiosità resta però un episodio che mostra quanto anche un dispositivo destinato alla sicurezza portuale possa trasformarsi in un potenziale ostacolo quando finisce alla deriva.









