Il 21 settembre la cerimonia nazionale “Tutti a scuola” si svolgerà nell’Istituto Sergio Marchionne ricostruito dopo il terremoto. Nelle Marche sono 85 i Comuni del cratere, con nuovi organici e un vasto programma per l’edilizia scolastica.
A dieci anni dal terremoto del Centro Italia, l’inaugurazione nazionale dell’anno scolastico diventa un appuntamento dedicato alla memoria, alla ricostruzione e al diritto allo studio. Lunedì 21 settembre 2026, alle 16.30, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara saranno ad Amatrice per la ventiseiesima edizione di “Tutti a scuola”.
La cerimonia si svolgerà nell’Istituto omnicomprensivo Sergio Marchionne, nella frazione di San Cipriano, ricostruito dopo il sisma. Saranno presenti delegazioni scolastiche provenienti da tutta Italia, mentre l’evento verrà trasmesso in diretta su Rai 1.
Per le Marche parteciperà la direttrice generale dell’Ufficio scolastico regionale Donatella D’Amico, in rappresentanza degli studenti, dei docenti, dei dirigenti e del personale che opera negli istituti marchigiani.
La scelta di Amatrice ricorda il decennale della scossa delle 3.36 del 24 agosto 2016, che provocò 299 vittime e aprì una lunga sequenza sismica tra Lazio, Marche, Abruzzo e Umbria.
Nelle Marche 85 Comuni compresi nel cratere
Le Marche rappresentano il territorio maggiormente coinvolto nella ricostruzione. Dei 138 Comuni compresi nel cratere definito dal decreto legge 189 del 2016 e dalle successive modificazioni, 85 sono marchigiani.
I Comuni interessati si trovano soprattutto nelle province di Macerata, Ascoli Piceno e Fermo. Per la provincia di Ancona rientrano nel cratere Fabriano e Cerreto d’Esi, mentre Pesaro e Urbino è l’unica provincia marchigiana interamente esclusa.
L’area regionale coinvolta si estende per 3.978 chilometri quadrati, pari a circa il 42% della superficie delle Marche. Secondo i dati diffusi dall’Ufficio scolastico regionale, il territorio marchigiano rappresenta quasi la metà dell’intero cratere e ne ospita approssimativamente il 60% della popolazione.
Il decreto legge 189, consultabile sul portale del Commissario straordinario alla ricostruzione, costituisce il principale riferimento normativo per gli interventi destinati alle aree colpite.
La ricostruzione scolastica assume un’importanza particolare nelle zone interne, dove la presenza di un istituto può incidere direttamente sulla possibilità delle famiglie di continuare a vivere nel territorio. Una scuola sicura e pienamente operativa non è soltanto un edificio, ma un servizio essenziale contro lo spopolamento.
Più ore per docenti e personale ATA nelle scuole del sisma
Per l’anno scolastico 2026/2027, alle scuole marchigiane del cratere sono state attribuite risorse aggiuntive destinate al personale. L’intervento prevede 1.191,5 ore supplementari per i docenti e 618 ore per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario.
La maggior parte delle ore è concentrata negli ambiti territoriali di Macerata, Ascoli Piceno e Fermo. Al territorio di Ancona sono state assegnate 157 ore.
Il decreto è stato firmato il 3 agosto, con oltre un mese di anticipo rispetto all’avvio delle lezioni del 14 settembre. La tempistica ha consentito agli istituti di predisporre orari, incarichi e servizi prima dell’ingresso degli studenti.
Le risorse aggiuntive servono a compensare alcune delle difficoltà che continuano a interessare le comunità scolastiche del cratere: sedi temporanee, spostamenti più lunghi, riorganizzazione dei plessi e necessità di mantenere servizi adeguati anche nei centri con una popolazione ridotta.
«Essere ad Amatrice non è un atto simbolico: è un atto di riconoscenza», afferma Donatella D’Amico. «In dieci anni la scuola marchigiana ha tenuto aperte le porte anche quando le pareti non c’erano più».
La dirigente sottolinea come la ricostruzione debba essere valutata attraverso la concreta garanzia del diritto allo studio, oltre che mediante l’avanzamento finanziario e amministrativo dei singoli interventi.
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Circa 450 interventi per ricostruire le scuole
Il programma di edilizia scolastica coordinato dal commissario straordinario Guido Castelli comprende complessivamente circa 450 interventi, con un investimento stimato in 1,4 miliardi di euro nelle quattro regioni colpite.
Una parte centrale del piano è disciplinata dall’Ordinanza speciale n. 31 del 31 dicembre 2021, relativa agli interventi su 227 edifici scolastici. Le opere comprendono demolizioni e ricostruzioni, adeguamenti sismici, miglioramenti energetici e riorganizzazioni degli spazi didattici.
A queste risorse si aggiungono 1,78 miliardi di euro del Fondo complementare al PNRR destinato alla ripresa economica e sociale dei territori colpiti dai terremoti del 2009 e del 2016. La documentazione è disponibile nella sezione dedicata al Fondo complementare per le aree sisma.
Al lavoro del commissario si affianca l’attenzione parlamentare alle scuole del cratere, richiamata anche dalla vicepresidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera Giorgia Latini.
La sfida resta completare gli interventi ancora aperti senza interrompere l’attività didattica e garantendo alle famiglie informazioni chiare sui tempi di consegna.
Da Camerino ad Ascoli, le scuole già restituite
Alcuni edifici simbolo sono già tornati a ospitare studenti e personale. A Camerino, i lavori del nuovo complesso dell’Istituto Ugo Betti si sono conclusi nel maggio 2025 e le attività sono riprese nel settembre successivo.
La dirigente Luciana Zirizzotti descrive la scuola come un punto di aggregazione tornato a disposizione delle nuove generazioni, dal quale ripartire in sicurezza.
A San Severino Marche, il nuovo edificio dell’ITTS Eustachio Divini è stato restituito alla comunità il 13 settembre 2025. Per la dirigente Catia Scattolini, la sede rappresenta anche un investimento nella didattica e nella valorizzazione del territorio.
Ad Ascoli Piceno, l’anno scolastico 2026/2027 ha segnato la riapertura dell’Istituto comprensivo Luciani SS. Filippo e Giacomo. Gli alunni del quartiere sono tornati in un edificio storico riqualificato sotto il profilo della sicurezza e della sostenibilità.
La cerimonia di Amatrice mostrerà quindi un cammino ancora incompleto, ma già capace di produrre risultati. A dieci anni dal sisma, ricostruire una scuola significa restituire un luogo sicuro agli studenti e offrire alle famiglie una ragione concreta per continuare a vivere nelle aree interne.









