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Dal 19 al 23 ottobre il doppio collocamento MEF riservato ai piccoli risparmiatori. Entrambi i titoli durano cinque anni: il BTP Valore paga ogni trimestre, mentre BTP Valore Insieme concentra gli interessi alla scadenza.

Sono stati comunicati i tassi minimi garantiti dei BTP Valore di ottobre 2026, in vista del primo collocamento doppio della famiglia di titoli di Stato dedicata al mercato retail.

Le sottoscrizioni partiranno lunedì 19 ottobre e termineranno venerdì 23 ottobre alle ore 13, salvo chiusura anticipata. I risparmiatori potranno acquistare BTP Valore e BTP Valore Insieme separatamente oppure insieme, scegliendo tra due modalità di pagamento degli interessi.

Il BTP Valore con cedole trimestrali offrirà tassi annui crescenti: 3,70% nei primi due anni, 4,10% nel terzo e quarto anno, 4,70% nel quinto.

Per BTP Valore Insieme, invece, è prevista una cedola unica minima del 22,25%, corrisposta alla fine dei cinque anni insieme al rimborso del capitale.

La differenza è fondamentale: il 22,25% è riferito all’intera durata dell’investimento, non a ciascun anno. Non va quindi confrontato direttamente con i tassi annui dell’altro titolo.

Entrambe le emissioni hanno durata quinquennale e scadenza indicata al 27 ottobre 2031. I tassi definitivi saranno stabiliti alla chiusura del collocamento: quelli minimi potranno essere confermati oppure aumentati, senza revisioni al ribasso.

La scelta riguarda soprattutto quando ricevere gli interessi e la compatibilità dell’investimento con le proprie esigenze di liquidità.

Tassi BTP Valore ottobre 2026: come funzionano le cedole trimestrali

Il BTP Valore tradizionale, identificato dal codice ISIN IT0005735201, utilizza il meccanismo step-up, con tre livelli di remunerazione distribuiti secondo lo schema 2+2+1 anni.

Periodo Tasso annuo lordo minimo Cedola trimestrale lorda su 10.000 euro
Primo e secondo anno 3,70% 92,50 euro
Terzo e quarto anno 4,10% 102,50 euro
Quinto anno 4,70% 117,50 euro

I tassi sono annui, anche se i pagamenti avvengono ogni tre mesi. Su 10.000 euro nominali, per esempio, il primo anno produce 370 euro lordi, suddivisi nelle quattro cedole trimestrali.

Applicando i minimi annunciati, la somma degli interessi nei cinque anni ammonta a 2.030 euro lordi ogni 10.000 euro investiti. Il calcolo comprende 740 euro per il primo biennio, 820 euro per il secondo e 470 euro per l’ultimo anno.

Con la tassazione del 12,5%, gli interessi diventano complessivamente 1.776,25 euro netti, prima dell’eventuale imposta di bollo e degli altri costi applicabili.

Sono esempi calcolati sui tassi minimi e ipotizzando il mantenimento del titolo fino alla scadenza. Le cedole vengono incassate progressivamente: un loro eventuale reinvestimento produrrebbe risultati ulteriori, dipendenti dalle condizioni disponibili.

Il 4,70%, quindi, riguarda soltanto il quinto anno e non rappresenta il rendimento annuo dell’intera operazione.

BTP Valore Insieme: cosa significa la cedola finale del 22,25%

BTP Valore Insieme, con codice ISIN IT0005735227, non distribuisce cedole periodiche. Gli interessi vengono pagati in un’unica soluzione al termine dei cinque anni.

Con una sottoscrizione di 10.000 euro nominali, la cedola minima del 22,25% corrisponde a 2.225 euro lordi. Applicando il prelievo del 12,5%, l’importo degli interessi è pari a circa 1.946,88 euro netti, prima di bollo e altri costi eventualmente dovuti.

Alla scadenza si aggiunge il rimborso dei 10.000 euro nominali.

La maggiore somma nominale degli interessi rispetto al titolo trimestrale non basta a stabilire quale offerta sia più conveniente. Nel primo caso il risparmiatore riceve denaro durante l’investimento; nel secondo deve attendere la fine.

Il MEF ha presentato le due strutture come finanziariamente equivalenti all’emissione: il confronto deve quindi considerare anche il momento in cui avvengono i pagamenti, non soltanto il loro totale. 

Per chi cerca entrate periodiche, l’assenza di cedole intermedie è un elemento rilevante. Per chi non ne ha necessità, la struttura con pagamento finale può rispondere a esigenze differenti.

Il 22,25% non è una remunerazione annua né un premio aggiuntivo da sommare alle cedole trimestrali: appartiene a un titolo distinto. L’acquisto congiunto è possibile, ma ogni emissione mantiene il proprio calendario dei pagamenti.

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Come acquistare, fiscalità e vendita prima della scadenza

L’investimento minimo è di 1.000 euro per ciascun titolo, senza un tetto massimo annunciato. L’acquisto può avvenire tramite home banking abilitato al trading, banca o ufficio postale, disponendo dei rapporti necessari.

Il collocamento si svolge sul MOT di Borsa Italiana, al prezzo di 100, cioè alla pari. Non sono previste commissioni di sottoscrizione durante l’offerta; possono però restare i costi del conto titoli o dei servizi dell’intermediario. 

I rendimenti sono soggetti alla tassazione agevolata del 12,5% ed è prevista l’esenzione dalle imposte di successione.

Quanto all’ISEE, l’esclusione fino a 50.000 euro riguarda complessivamente il nucleo familiare e comprende titoli di Stato, buoni fruttiferi postali e libretti di risparmio postale. Non è una franchigia separata per ogni BTP o componente della famiglia.

I titoli possono essere venduti prima della scadenza, ma il prezzo dipende dalle condizioni di mercato e può essere inferiore a quello pagato. Il rimborso alla pari previsto alla scadenza non garantisce di recuperare lo stesso importo attraverso una vendita anticipata.

La garanzia dei tassi minimi non elimina quindi il rischio legato alle oscillazioni del prezzo o al potere d’acquisto del capitale.

Prima della sottoscrizione, scheda informativa e condizioni dell’intermediario permettono di verificare costi, funzionamento e compatibilità dell’orizzonte di cinque anni con le proprie necessità.

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