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Terna ha avviato la posa dell’elettrodotto Bolano-Annunziata: tre cavi attraverseranno lo Stretto fino a 250 metri di profondità. Il terzo dovrebbe essere installato entro i primi giorni di novembre.

Un nuovo collegamento elettrico prenderà forma sotto lo Stretto di Messina. Terna ha avviato la posa dei cavi sottomarini dell’elettrodotto Bolano-Annunziata, destinato a rafforzare la rete che unisce la Sicilia alla Calabria.

Il primo cavo è già stato posato, mentre l’installazione del secondo è in fase di ultimazione. Le operazioni proseguiranno con il terzo, per il quale la conclusione della posa è prevista entro i primi giorni di novembre 2026.

Il progetto riguarda un’infrastruttura energetica sottomarina. I lavori annunciati da Terna non costituiscono l’avvio della costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina, destinato al collegamento stradale e ferroviario.

Secondo la società, il nuovo elettrodotto contribuirà ad aumentare fino a 2.000 megawatt la capacità di scambio elettrico tra la Sicilia e il continente. L’obiettivo è rendere la rete più flessibile e favorire l’integrazione dell’energia prodotta da fonti rinnovabili. 

Tre cavi sotto lo Stretto: dove passeranno

Il collegamento sarà realizzato con tre cavi sottomarini, lunghi circa 7,5 chilometri ciascuno. Il percorso attraversa il tratto di mare compreso tra l’approdo di Bolano, nel territorio di Villa San Giovanni, e quello di Annunziata, a Messina.

I cavi raggiungeranno una profondità massima di circa 250 metri. A produrli e installarli è Prysmian, che impiega per le operazioni la nave posacavi Leonardo da Vinci.

Nel comunicato diffuso il 26 ottobre, Terna ha spiegato che la posa del primo cavo era già stata completata e che il secondo seguiva lo stesso percorso. Il termine indicato per i primi giorni di novembre riguarda la posa del terzo cavo in mare: non equivale a una data di entrata in esercizio dell’intero elettrodotto.

Per mettere in funzione il collegamento saranno necessari anche i raccordi sulla terraferma e le opere nelle stazioni elettriche alle due estremità. Nel comunicato, Terna non ha indicato una data di attivazione complessiva. 

Le opere a terra tra Messina e Villa San Giovanni

Il progetto non si ferma agli approdi sulla costa. Sono previsti due collegamenti interrati per raccordare i cavi sottomarini alle stazioni elettriche di Annunziata e Bolano.

Sul versante siciliano il tracciato terrestre si svilupperà per circa 3 chilometri; su quello calabrese sarà lungo circa 500 metri.

Sono inoltre in corso i lavori per la nuova stazione elettrica di Annunziata, nel Comune di Messina, e per l’ampliamento della stazione di Bolano, nel Comune di Villa San Giovanni. Le due strutture costituiranno i punti di estremità del nuovo collegamento.

Una volta completato, il Bolano-Annunziata si affiancherà alle infrastrutture già presenti tra le due sponde, fra cui gli elettrodotti Sorgente-Rizziconi, entrato in esercizio nel 2016, e Bolano-Paradiso, risalente agli anni Ottanta. 

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A cosa serve il nuovo elettrodotto

L’opera è pensata per aumentare la possibilità di trasferire energia elettrica tra la Sicilia e il resto della rete nazionale. Per Terna, una rete più collegata permette una maggiore flessibilità nella gestione dei flussi elettrici tra le due aree.

La capacità di scambio indica quanta potenza può essere trasferita attraverso le interconnessioni, tenendo conto delle condizioni di esercizio della rete. Il riferimento ai 2.000 MW riguarda l’obiettivo comunicato da Terna per la capacità di scambio tra l’isola e il continente: non indica l’energia consumata dalle famiglie né un risparmio automaticamente quantificabile in bolletta.

Il rafforzamento dei collegamenti può anche favorire l’utilizzo dell’energia prodotta da fonti rinnovabili, la cui disponibilità cambia nel corso della giornata e dipende, per esempio, dalle condizioni di sole e vento.

La possibilità di scambiare più energia tra territori aiuta infatti a gestire una produzione variabile. Gli effetti concreti dipenderanno comunque dal funzionamento complessivo della rete, dalla produzione disponibile e dalle condizioni del mercato elettrico. 

La tecnologia dei cavi e il monitoraggio

L’elettrodotto funzionerà in corrente alternata a 380 kilovolt. Secondo Terna, sarà la prima volta che sulla rete di trasmissione nazionale verranno utilizzati cavi sottomarini con queste caratteristiche e con isolamento in XLPE, polietilene reticolato.

L’isolamento è la parte del cavo che separa il conduttore dall’ambiente circostante e consente il funzionamento del collegamento ad alta tensione.

Il progetto prevede anche un sistema di monitoraggio delle condizioni dei cavi, fornito da Prysmian e sviluppato nel suo centro di eccellenza di Palermo. La tecnologia servirà a seguire lo stato dell’infrastruttura e a supportarne la gestione.

Durante le attività preliminari è arrivata anche una scoperta archeologica. Terna riferisce che, nei controlli svolti con la Soprintendenza, è stata recuperata un’anfora in terracotta a circa un chilometro dalla costa di Villa San Giovanni, a 125 metri di profondità. Il reperto presenta caratteristiche riconducibili alle anfore greco-italiche prodotte tra il II e il I secolo avanti Cristo ed è stato affidato alla Soprintendenza competente.

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