Lo scontro tra un AVE di Renfe e un convoglio Iryo sulla linea Madrid-Siviglia. Registrate 64 denunce di scomparsa: i dati devono essere incrociati con quelli dei passeggeri rintracciati e dei ricoverati.
Almeno 68 persone morte, oltre cento feriti e tre cittadine italiane disperse. È il bilancio ancora provvisorio dell’incidente ferroviario avvenuto il 28 ottobre 2026 nei pressi di Urda, nella provincia spagnola di Toledo, lungo la linea ad alta velocità Madrid-Siviglia.
Un AVE di Renfe ha urtato un treno Iryo fermo sui binari. Diverse carrozze sono deragliate, precipitando lungo la scarpata. Le operazioni di ricerca e recupero proseguono mentre gli investigatori lavorano per ricostruire la sequenza che ha portato all’impatto.
Per gli italiani coinvolti, l’aggiornamento riportato dall’ANSA nella serata del 28 ottobre indica cinque passeggeri recuperati in condizioni stabili, un sesto ricoverato a Toledo e tre donne disperse. La Farnesina segue la situazione con l’Ambasciata e il Consolato generale d’Italia a Madrid.
I numeri restano soggetti a verifica e aggiornamento, soprattutto per quanto riguarda le persone non ancora rintracciate e la situazione dei feriti.
Cosa è successo a Urda, sulla linea Madrid-Siviglia
L’incidente si è verificato alle 8:53 di mercoledì 28 ottobre, nell’area compresa tra Los Yébenes e Urda, a sud di Madrid.
Renfe ha confermato il coinvolgimento dell’AVE partito da Madrid Puerta de Atocha alle 8, diretto a Siviglia Santa Justa, e di un convoglio Iryo. La circolazione ad alta velocità tra Madrid, Ciudad Real e l’Andalusia è stata interrotta.
Secondo la ricostruzione pubblicata da RTVE, il treno Renfe ha tamponato il convoglio Iryo che si trovava fermo. L’impatto ha provocato il deragliamento di più carrozze e gravi danni ai due treni.
Sul posto sono intervenuti sanitari, Guardia Civil, Protezione civile e militari dell’Unità militare di emergenza, UME. Le ricerche si svolgono tra i resti dei convogli, con operazioni complesse per accedere alle carrozze danneggiate.
Le comunicazioni diffuse nelle diverse fasi dell’emergenza riportano numeri differenti per feriti, ricoverati e persone dimesse. Sono categorie che non devono essere sovrapposte: il totale degli assistiti non coincide necessariamente con quello dei pazienti ancora in ospedale.
Le 64 denunce e le verifiche sulle italiane disperse
La Guardia Civil ha registrato 64 denunce presentate da familiari e persone vicine a possibili vittime dell’incidente, secondo quanto riferito da Europa Press la mattina del 29 ottobre.
Per facilitare le ricerche e il riconoscimento delle vittime sono stati attivati uffici a Madrid, Siviglia, Córdoba e Toledo, dove vengono raccolte informazioni e, quando necessario, campioni di DNA dei familiari.
Il numero delle denunce non può essere sommato automaticamente a quello dei morti accertati. Le segnalazioni devono essere confrontate con gli elenchi dei ricoverati, dei superstiti rintracciati e delle persone già identificate.
Anche il quadro relativo ai connazionali è cambiato nel corso delle ore. Un primo comunicato della Farnesina indicava due italiane disperse; l’aggiornamento successivo, riportato dall’ANSA, ha portato il numero a tre.
La condizione di persona dispersa indica che non è stata ancora rintracciata o identificata con certezza: non equivale a una conferma di decesso.
Le autorità italiane mantengono i contatti con quelle spagnole e seguono le verifiche negli ospedali e nei centri di assistenza.
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L’inchiesta: verifiche sul sistema di sicurezza e sulla ripartenza
Le cause dell’incidente restano oggetto di indagine. Le prime ricostruzioni richiamano una interruzione del sistema di controllo LZB e le successive decisioni sulla ripresa della circolazione.
Secondo quanto riportato dai media spagnoli sulla base delle informazioni del Ministero dei Trasporti, il guasto avrebbe determinato l’arresto di più treni. L’attenzione si concentra sull’autorizzazione data all’AVE a ripartire mentre il convoglio Iryo era ancora fermo sulla stessa linea.
Questa sequenza deve essere verificata attraverso registrazioni, comunicazioni operative, dati dei sistemi e accertamenti tecnici. Le ipotesi di guasto ed errore umano non costituiscono ancora una conclusione giudiziaria sulle responsabilità.
La magistratura ha disposto la tutela dell’area per preservare gli elementi utili all’inchiesta. Le attività investigative procedono insieme alle operazioni necessarie al recupero delle vittime e alla messa in sicurezza dei convogli.
La tragedia arriva dopo quella di Adamuz, in provincia di Córdoba, che a gennaio aveva coinvolto un Iryo e un Alvia di Renfe sullo stesso corridoio ferroviario, causando 46 vittime.
Assistenza alle famiglie e collegamenti interrotti
Renfe ha attivato il proprio piano di assistenza alle vittime e ai familiari, insieme a un’unità di crisi. Sono stati predisposti centri di accoglienza a Madrid, Córdoba e Siviglia, con supporto psicologico.
La compagnia ha inoltre annunciato cambi e annullamenti senza costi per i passeggeri interessati dall’interruzione, servizi sulla rete convenzionale e un piano alternativo per il corridoio Madrid-Andalusia a partire dal 30 ottobre. Orari e collegamenti devono essere verificati sui canali ufficiali dell’operatore.
Per segnalazioni o richieste di assistenza relative ai cittadini italiani, la Farnesina indica l’Unità di crisi al +39 06 36225 e il numero di emergenza del Consolato generale d’Italia a Madrid, +34 629 842 287.









