La Giunta istituisce un sistema che collega ospedali, specialisti e servizi territoriali. I casi complessi saranno indirizzati ai centri di riferimento, mentre visite e follow-up potranno essere organizzati nelle strutture di prossimità, secondo percorsi condivisi.
Un’unica rete per coordinare l’assistenza urologica nelle Marche, dalla diagnosi al trattamento fino ai controlli successivi. È l’obiettivo della Rete Urologica regionale, istituita dalla Giunta nell’ambito del Piano Socio-Sanitario e presentata nella comunicazione regionale del 3 novembre 2026.
Il progetto punta a collegare strutture ospedaliere, specialisti e servizi territoriali, valorizzando le competenze già presenti e rendendo più omogenei i percorsi dei pazienti. Il principio organizzativo è indirizzare ogni persona verso la struttura più appropriata per il proprio bisogno, mantenendo le attività di minore complessità il più possibile vicine al luogo di residenza.
«Dobbiamo fare in modo che questa qualità sia sempre più accessibile in maniera uniforme su tutto il territorio», dichiara l’assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro.
La rete comprenderà diversi ambiti, dalle patologie della prostata alla calcolosi e alle infezioni urinarie, fino ai tumori, all’urologia pediatrica e all’andrologia.
Per i cittadini, il cambiamento atteso riguarda soprattutto la continuità del percorso: una migliore connessione tra chi effettua la diagnosi, chi esegue un trattamento specialistico e chi segue i controlli. L’istituzione della rete definisce il quadro organizzativo; la sua attuazione dovrà tradursi in procedure condivise e collegamenti operativi tra le strutture.
Come funziona il modello Web-Hub Integrato
La Regione ha scelto il modello Web-Hub Integrato, descritto come un’evoluzione del tradizionale sistema Hub & Spoke. La funzione dei centri di riferimento sarà affiancata da una collaborazione più stretta tra i diversi livelli dell’assistenza.
I centri ad alta specializzazione seguiranno i casi più complessi, la chirurgia oncologica maggiore e le procedure che richiedono tecnologie avanzate. Le altre strutture e i servizi territoriali saranno coinvolti nelle attività a minore complessità, nei controlli e nel follow-up, cioè nella sorveglianza successiva al trattamento.
A collegare i diversi nodi saranno percorsi assistenziali comuni, teleconsulto e collaborazione multidisciplinare. L’obiettivo è evitare che i passaggi tra strutture restino frammentati, costruendo un’organizzazione nella quale siano chiari ruoli e responsabilità.
Un paziente che necessita di una procedura complessa potrà quindi essere indirizzato al centro con l’esperienza e le dotazioni appropriate, mentre i successivi controlli potranno essere organizzati più vicino a casa, quando compatibile con le esigenze cliniche.
La prossimità non significa dunque svolgere ogni prestazione nella struttura più vicina. Il criterio dichiarato è conciliare specializzazione e accessibilità, individuando il luogo adeguato per ciascuna fase.
Il teleconsulto è previsto come strumento di raccordo tra professionisti e livelli assistenziali: il comunicato non annuncia una sostituzione generalizzata delle visite in presenza né un nuovo servizio digitale già prenotabile direttamente dai cittadini.
I numeri dell’urologia nelle Marche: ricoveri, visite e chirurgia robotica
La nuova organizzazione si inserisce in un settore con un volume significativo di attività. Secondo i dati comunicati dalla Regione, nelle Marche si stimano circa 1.260 nuovi casi di carcinoma prostatico ogni anno.
Nel 2024 gli enti del Servizio sanitario regionale hanno registrato 11.677 ricoveri urologici. Le prestazioni ambulatoriali sono passate da circa 58.600 nel 2023 a oltre 62.500 nel 2024.
Sono grandezze differenti: i nuovi casi di tumore descrivono una specifica patologia, mentre ricoveri e prestazioni rappresentano attività assistenziali. Il numero delle prestazioni, inoltre, non coincide necessariamente con quello delle persone seguite, perché uno stesso paziente può effettuare più accessi.
Un altro dato riguarda le tecnologie: nel 2025 il 69% degli interventi di asportazione della prostata per tumore è stato eseguito con tecnica robotica, secondo il quadro regionale.
La percentuale si riferisce a quella specifica categoria di interventi, non a tutta la chirurgia urologica. Da sola non permette neppure di confrontare gli esiti tra tecniche differenti: descrive il ricorso alla tecnologia nell’attività indicata.
La rete punta a coordinare questo patrimonio di competenze, strutture e strumenti. La sua efficacia dovrà essere valutata anche attraverso qualità, appropriatezza e risultati delle cure, che rientrano espressamente tra gli ambiti di monitoraggio previsti.
AST Ascoli, otto nuovi coordinatori per ospedali e territorio: tutti i nomi e gli incarichi
Coordinamento regionale e percorsi comuni: i prossimi passaggi
A guidare il sistema saranno un Coordinamento regionale e Comitati locali negli enti del Servizio sanitario regionale. Il loro compito comprenderà la definizione di percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali condivisi, il rafforzamento del rapporto tra ospedale e territorio e la verifica dell’assistenza erogata.
I percorsi comuni dovranno chiarire come accompagnare il paziente nelle diverse fasi, rendendo più riconoscibili i passaggi tra valutazione, trattamento e controlli.
Per le famiglie, l’obiettivo pratico è ridurre la difficoltà di orientarsi tra servizi differenti. Per gli operatori, è disporre di riferimenti organizzativi condivisi che favoriscano il confronto e l’invio appropriato dei casi.
La comunicazione ufficiale della Regione Marche non specifica però un nuovo calendario di prenotazioni, un elenco operativo dei centri per ciascuna procedura o tempi garantiti di accesso.
Non è quindi possibile dedurre dall’annuncio una riduzione già realizzata delle attese o l’attivazione immediata di modalità diverse per ogni prestazione.
Il passaggio decisivo sarà l’organizzazione concreta della rete: concentrare la complessità dove sono disponibili esperienza e tecnologie, mantenendo vicino al paziente le attività che possono essere svolte sul territorio. Su questa integrazione si misurerà la capacità del nuovo sistema di rendere l’assistenza urologica più uniforme nelle Marche.









