Oggi è Giovedì Grasso, la giornata che segna ufficialmente l’ingresso nel vivo del Carnevale 2026. Una festa che affonda le radici nella tradizione popolare e che, prima ancora delle maschere e delle sfilate, profuma di cucina.
Giovedì Grasso 2026, si apre il Carnevale: le ricette tradizionali da nord sud
Il Carnevale, storicamente, rappresenta l’ultimo periodo di abbondanza prima della Quaresima. Non a caso il termine “grasso” richiama l’uso di ingredienti ricchi come strutto, uova, zucchero e ripieni sostanziosi. Ed è proprio a tavola che la festa si esprime nella sua forma più autentica.
Da Nord a Sud l’Italia celebra il Giovedì Grasso con dolci e piatti simbolo:
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Lombardia e Veneto: chiacchiere (o frappe), leggere e croccanti, spolverate di zucchero a velo.
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Emilia-Romagna: sfrappole e tortelli fritti ripieni di crema.
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Campania: sanguinaccio dolce e chiacchiere.
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Sicilia: pignolata e cassatelle.
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Marche: oltre a frappe e castagnole, trovano spazio piatti più strutturati legati alla tradizione contadina.
Se le chiacchiere rappresentano il simbolo nazionale del Carnevale, ogni territorio conserva preparazioni che raccontano storie familiari tramandate di generazione in generazione.
Ascoli Piceno e il Carnevale: una tradizione che passa dalla cucina
Ad Ascoli Piceno, il Carnevale non è solo uno dei più noti d’Italia per le maschere satiriche e i gruppi in costume, ma anche un momento gastronomico di grande valore identitario.
Accanto a castagnole e frappe, la tradizione ascolana propone piatti che oggi sorprendono per ricchezza e storia.
Ricette che raccontano una cucina stagionale, fatta di recupero e creatività, in cui nulla veniva sprecato e ogni ingrediente aveva un valore preciso nel calendario agricolo.
“C’era una volta… La cucina ascolana”: il libro che custodisce la memoria
Proprio queste preparazioni sono protagoniste del volume “C’era una volta… La cucina ascolana”, uno scrigno di tradizioni culinarie tratte da due antichi quaderni custoditi in una madia di famiglia.
Il libro si distingue per un approccio narrativo: le ricette non sono semplici elenchi di ingredienti, ma vengono raccontate come si faceva un tempo, con dosi “a occhio”, consigli tramandati oralmente e riferimenti alle stagioni e alle festività.
Tra le pagine trovano spazio:
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Pasticcio di maccheroni
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Ravioli di castagna
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Ravioli di crema
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Ravioli di ricotta
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Castagnole
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Ravioli di gallina
Il volume va oltre il concetto tradizionale di ricettario. È un viaggio nei sapori e negli affetti della terra picena, una guida pratica che restituisce dignità alla cucina domestica e alla memoria collettiva.
Ogni piatto diventa un frammento di storia, un racconto che unisce stagioni, ricorrenze e identità.
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Il senso del Giovedì Grasso oggi
In un’epoca dominata dalle tendenze gastronomiche e dai piatti “instagrammabili”, il Giovedì Grasso ricorda il valore della tradizione.
Il Carnevale non è solo festa e colore, ma anche recupero delle radici. E ad Ascoli Piceno, come in molte città italiane, la cucina resta il tempio in cui si custodiscono tempi, affetti e memoria.









