È ufficialmente partita la finestra per richiedere l’ISCRO 2026, l’indennità destinata ai professionisti con Partita IVA che hanno subito un forte calo di reddito. Il contributo può arrivare fino a quasi 5.000 euro complessivi, ma attenzione ai requisiti: molte domande vengono respinte.
Buone notizie per migliaia di lavoratori autonomi. Dal 15 giugno al 31 ottobre 2026 è possibile presentare domanda per ottenere l’ISCRO, l’Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa, il sostegno economico introdotto per aiutare i professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS che stanno attraversando un periodo di difficoltà economica.
La misura viene spesso definita la “cassa integrazione delle Partite IVA” perché rappresenta uno dei pochi ammortizzatori sociali destinati ai lavoratori autonomi. L’obiettivo è sostenere chi registra una significativa riduzione del reddito rispetto agli anni precedenti.
L’ISCRO, nata come misura sperimentale nel 2021, è diventata strutturale grazie alla Legge di Bilancio 2024 e continua anche nel 2026 con una nuova finestra per le richieste.
Chi possiede i requisiti previsti può ricevere un contributo mensile fino a 817 euro per sei mesi, per un importo complessivo che può raggiungere circa 4.900 euro.
Cos’è l’ISCRO e a chi spetta
L’ISCRO è un’indennità economica rivolta esclusivamente ai professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS.
Si tratta di una misura pensata per chi esercita attività professionali autonome e ha subito una consistente riduzione dei propri guadagni.
Per ottenere il beneficio non basta avere una Partita IVA attiva. È necessario soddisfare una serie di requisiti molto precisi che riguardano sia il reddito sia la posizione contributiva.
Tra le condizioni principali figurano:
- Partita IVA attiva da almeno tre anni;
- Iscrizione alla Gestione Separata INPS;
- Regolarità contributiva;
- Assenza di pensione diretta;
- Assenza di altre forme di sostegno incompatibili.
L’elemento più importante riguarda però il calo del reddito professionale, che deve risultare particolarmente significativo rispetto agli anni precedenti.
Quanto si può ricevere nel 2026
L’importo dell’ISCRO viene calcolato sulla base del reddito professionale dichiarato dal richiedente.
Per il 2026 il contributo può arrivare fino a circa 817 euro mensili, erogati per un periodo massimo di sei mesi consecutivi.
Il beneficio non comporta accredito di contribuzione figurativa e non concorre alla formazione del reddito imponibile.
L’obiettivo è offrire un sostegno temporaneo a chi si trova in una fase di forte contrazione dell’attività professionale.
Nel caso dell’importo massimo, il sostegno economico complessivo può superare i 4.900 euro nell’arco del semestre di erogazione.
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Perché molte domande vengono respinte
Nonostante l’importanza della misura, i numeri mostrano che l’accesso all’ISCRO continua a essere particolarmente selettivo.
Secondo i dati INPS relativi all’ultima annualità disponibile, nel 2024 sono state presentate 3.276 domande, ma soltanto 1.110 hanno ottenuto almeno un pagamento.
Le istanze respinte sono state 1.883, una percentuale molto elevata che evidenzia le difficoltà nell’accesso al beneficio.
Le principali cause di esclusione riguardano:
- Mancato rispetto dei limiti reddituali;
- Calo del reddito insufficiente rispetto ai parametri richiesti;
- Irregolarità contributive;
- Mancata iscrizione alla Gestione Separata.
Proprio i requisiti economici rappresentano l’ostacolo principale per molti professionisti.
Per ottenere il bonus è infatti necessario dimostrare una riduzione significativa del reddito rispetto alla media degli anni precedenti e rispettare specifiche soglie stabilite dalla normativa.
Come fare domanda entro il 31 ottobre
Le richieste possono essere presentate direttamente attraverso i servizi telematici dell’INPS.
La procedura è accessibile tramite:
- SPID;
- Carta d’Identità Elettronica (CIE);
- Carta Nazionale dei Servizi (CNS).
In alternativa è possibile rivolgersi a patronati e intermediari abilitati.
La finestra per la presentazione delle domande resterà aperta fino al 31 ottobre 2026.
Gli esperti consigliano di non attendere gli ultimi giorni, sia per evitare rallentamenti del sistema sia per avere il tempo necessario a verificare il possesso di tutti i requisiti richiesti.
Per molti professionisti che stanno affrontando una fase di difficoltà economica, l’ISCRO rappresenta oggi uno dei pochi strumenti di sostegno realmente disponibili. Tuttavia, la complessità delle regole e i criteri particolarmente restrittivi continuano a limitare l’accesso alla misura, lasciando fuori una parte significativa dei potenziali beneficiari.









