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Il Governo ha riconosciuto per 12 mesi lo stato di emergenza per gli eccezionali eventi meteorologici della primavera 2026. Il provvedimento riguarda l’intera provincia di Ascoli Piceno e il Comune di Amandola, nel Fermano.

Il Consiglio dei ministri ha deliberato lo stato di emergenza di rilievo nazionale per i danni provocati dagli eccezionali eventi meteorologici verificatisi tra il 26 marzo e il 3 aprile 2026 nel territorio della provincia di Ascoli Piceno e nel Comune di Amandola, in provincia di Fermo.

Il provvedimento, adottato su proposta del ministro per la Protezione civile e le Politiche del Mare Nello Musumeci, avrà una durata di 12 mesi. Contestualmente è stato disposto un primo stanziamento di 4.310.000 euro, che sarà finanziato attraverso il Fondo per le emergenze nazionali.

Le risorse serviranno ad avviare gli interventi più urgenti nei territori colpiti, a partire dalla messa in sicurezza delle aree interessate, dal ripristino dei servizi essenziali e dalle opere necessarie per superare le situazioni di maggiore criticità.

È importante precisare che il riconoscimento riguarda il maltempo della scorsa primavera e non la violenta grandinata del 21 luglio 2026, per la quale è in corso una distinta ricognizione dei danni.

Cosa prevede lo stato di emergenza per Ascoli e Amandola

La dichiarazione dello stato di emergenza consente di attivare procedure straordinarie per affrontare gli effetti degli eventi calamitosi quando gli strumenti ordinari degli enti territoriali non risultano sufficienti.

Tra la fine di marzo e l’inizio di aprile, il Piceno e il territorio di Amandola erano stati interessati da piogge intense, vento, nevicate e criticità di carattere idrogeologico. Il 26 marzo il Dipartimento nazionale della Protezione civile aveva diffuso un avviso per condizioni meteorologiche avverse al Centro-Sud, segnalando il rischio di ripercussioni idrauliche e idrogeologiche. 

Lo stanziamento di 4,31 milioni di euro rappresenta una prima dotazione. Non si tratta quindi necessariamente della quantificazione definitiva dei danni e neppure di una somma destinata automaticamente e direttamente a tutti i cittadini o alle imprese coinvolte.

Gli interventi dovranno essere definiti attraverso le successive ordinanze della Protezione civile e sulla base della ricognizione effettuata dalle amministrazioni competenti. Saranno individuate le priorità, i soggetti responsabili dell’attuazione e le modalità di utilizzo delle risorse.

Lo stato di emergenza nazionale, disciplinato dal Codice della Protezione civile, permette infatti di intervenire attraverso mezzi e poteri straordinari per un periodo limitato, coordinando le attività tra Governo, Regione ed enti locali.

Fioravanti: “Una risposta concreta e attesa dal territorio”

Il sindaco di Ascoli Piceno, Marco Fioravanti, ha accolto positivamente la decisione del Governo, definendola un passaggio fondamentale per affrontare le conseguenze del maltempo.

«Il riconoscimento dello stato di emergenza rappresenta una risposta concreta e attesa dal nostro territorio, duramente colpito dagli eventi calamitosi della scorsa primavera», ha dichiarato il primo cittadino.

Fioravanti ha ringraziato il Governo e il ministro Musumeci per l’attenzione riservata alle comunità del Piceno, sottolineando come il provvedimento permetterà di avviare gli interventi più urgenti e sostenere cittadini, imprese ed enti locali nel ritorno alla normalità.

«Questo è un primo passo fondamentale», ha aggiunto il sindaco, assicurando che il Comune continuerà a lavorare insieme agli altri livelli istituzionali affinché il territorio possa ottenere tutte le risorse necessarie per la ricostruzione e la messa in sicurezza.

Il riconoscimento nazionale assume particolare importanza per i Comuni più piccoli, che spesso non dispongono autonomamente delle risorse economiche e tecniche necessarie per fronteggiare danni estesi a strade, edifici, reti di servizio e versanti.

Ora sarà necessario trasformare lo stanziamento in un piano operativo, stabilendo quali opere dovranno essere realizzate per prime e quali criticità richiedano una risposta immediata.

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Pantaloni: “Risorse da impiegare con tempestività”

L’assessore al Bilancio della Regione Marche, Francesca Pantaloni, ha evidenziato il lavoro istituzionale svolto insieme agli enti locali e alla struttura regionale per arrivare al riconoscimento dello stato di emergenza.

«Lo stanziamento deliberato dal Governo è il risultato di un costante lavoro istituzionale svolto insieme ai Comuni, alla Provincia e alla struttura regionale», ha affermato.

La Regione, ha assicurato Pantaloni, continuerà a garantire il proprio supporto affinché le risorse siano utilizzate «con tempestività ed efficacia», rispondendo alle necessità dei territori e accelerando il ripristino delle aree danneggiate.

Il Codice della Protezione civile prevede che, dopo la deliberazione dello stato di emergenza, gli interventi vengano regolati mediante specifiche ordinanze. Queste possono riguardare il soccorso alla popolazione, la rimozione delle situazioni di pericolo, il ripristino dei servizi pubblici e delle infrastrutture strategiche.

Per cittadini e imprese non si apre automaticamente una procedura di rimborso. Saranno i successivi provvedimenti a chiarire se verranno attivate misure specifiche e quali documenti dovranno essere presentati. È quindi consigliabile conservare fotografie, perizie, fatture, preventivi e segnalazioni già inoltrate agli enti competenti.

Salvi: “Prime risorse per gli interventi più urgenti”

Anche il presidente della Provincia di Ascoli Piceno, Fabio Salvi, ha definito la decisione del Governo un segnale importante per l’intero territorio provinciale.

«Dopo mesi di lavoro e di interlocuzione con le istituzioni competenti, arrivano le prime risorse indispensabili per affrontare le situazioni più urgenti», ha dichiarato Salvi.

La Provincia continuerà a collaborare con i Comuni e con la Regione Marche per garantire interventi rapidi, con particolare attenzione alla sicurezza dei cittadini e delle infrastrutture colpite dal maltempo.

La durata di 12 mesi consentirà di programmare e realizzare le prime attività straordinarie, ma gli amministratori sottolineano che il finanziamento iniziale rappresenta soltanto l’avvio di un percorso più ampio.

La ricognizione complessiva sarà determinante per individuare il fabbisogno reale e valutare l’eventuale necessità di ulteriori risorse. Il prossimo passaggio sarà l’adozione delle ordinanze operative e la definizione del piano degli interventi.

Per il territorio del Piceno e per Amandola si apre così una fase decisiva: trasformare il riconoscimento formale dell’emergenza in cantieri, opere di ripristino e interventi strutturali di prevenzione e messa in sicurezza.

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