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Il consigliere regionale del Partito Democratico critica la gestione della sanità marchigiana dopo i rilievi della Corte dei conti su liste d’attesa e mobilità passiva. Il Rendiconto 2025 è stato parificato, ma i magistrati contabili hanno richiamato la Regione sulle criticità ancora presenti.

Nuovo scontro politico sulla sanità nelle Marche dopo il giudizio di parificazione del Rendiconto generale della Regione relativo al 2025. Il consigliere regionale del Partito Democratico Fabrizio Cesetti parla di un «fallimento totale della Giunta Acquaroli» e chiede un cambio immediato nella gestione del sistema sanitario.

La Corte dei conti ha espresso un giudizio positivo sul bilancio regionale, certificandone la regolarità sul fronte delle entrate e delle spese. Nella relazione allegata, tuttavia, sono presenti osservazioni sulle liste d’attesa, sulla mobilità sanitaria e su altri aspetti gestionali.

Cesetti interpreta questi richiami come la conferma delle contestazioni avanzate negli ultimi anni dall’opposizione. «Dopo sei anni di governo di centrodestra, la realtà smentisce il presidente e l’assessore. Il re è nudo», afferma l’esponente dem.

La maggioranza offre una lettura opposta: il presidente Francesco Acquaroli sottolinea la parifica positiva e sostiene che nel 2025 siano migliorati complessivamente i dati sulle attese, pur in presenza di problemi ancora da risolvere.

Rendiconto 2025 parificato, ma restano le criticità sanitarie

Il giudizio è stato pronunciato il 30 luglio 2026 dalla Sezione regionale di controllo della Corte dei conti durante l’udienza pubblica alla Loggia dei Mercanti di Ancona.

È importante distinguere il risultato contabile dalle valutazioni sulla gestione. Il Rendiconto 2025 è stato parificato e il bilancio si è chiuso in equilibrio, ma questo non esclude la presenza di inefficienze o settori sui quali la magistratura contabile invita ad aumentare l’attenzione.

Nella relazione della Corte dei conti viene richiamata la necessità di continuare a intervenire sulle liste d’attesa, nonostante un miglioramento complessivo di alcuni indicatori. Un passaggio riguarda anche l’elevato numero delle richieste di prestazioni ambulatoriali che il sistema non riesce a soddisfare nei tempi previsti.

Secondo Cesetti, le visite ancora inevase avrebbero raggiunto quota 110mila. Il consigliere collega questo dato alle difficoltà segnalate dai cittadini nel prenotare esami e visite specialistiche attraverso il servizio pubblico.

Il democratico richiama inoltre il problema della refertazione degli esami istologici nelle Aziende sanitarie territoriali. Afferma di avere già presentato specifici atti consiliari dopo le segnalazioni di pazienti costretti ad attendere anche oltre tre mesi per il risultato di biopsie importanti ai fini diagnostici.

Queste contestazioni devono essere tenute distinte dalle conclusioni della Corte: il dato delle 110mila prestazioni e i ritardi degli esami istologici sono richiamati nella denuncia politica di Cesetti.

Mobilità sanitaria, saldo negativo per 52,95 milioni

Uno dei dati contenuti nella documentazione contabile riguarda la mobilità sanitaria, cioè il saldo tra i cittadini di altre regioni curati nelle Marche e i marchigiani che si rivolgono a strutture esterne.

Nel bilancio 2025 il saldo risulta negativo per 52,95 milioni di euro. La Corte considera il tema meritevole di particolare attenzione perché la mobilità passiva produce un costo per il sistema sanitario regionale e può segnalare difficoltà nell’offerta di determinate prestazioni.

Cesetti confronta il dato con i 48,69 milioni di passivo del bilancio 2024, evidenziando un peggioramento superiore a quattro milioni. Per il consigliere, l’aumento dimostrerebbe che un numero crescente di persone è costretto ad andare fuori regione per ottenere cure tempestive o accedere a strutture specializzate.

La mobilità non è però determinata da una sola causa. Può dipendere dalla vicinanza geografica con ospedali situati oltre il confine regionale, dalla scelta del paziente, dalla presenza di centri altamente specializzati o dall’impossibilità di ricevere una prestazione in tempi adeguati nelle Marche.

Il saldo negativo comporta comunque un trasferimento di risorse verso altri servizi sanitari regionali. Ridurlo richiede un’offerta capace di trattenere i pazienti e, contemporaneamente, di attrarne da altre aree.

Cesetti sostiene inoltre che un marchigiano su dieci rinuncerebbe alle cure, soprattutto quando il servizio pubblico non riesce a garantire risposte rapide e il costo delle prestazioni private risulta difficile da sostenere. Anche questo dato è utilizzato dall’esponente dem nella sua valutazione politica e non coincide con il giudizio di regolarità contabile.

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Cesetti: «La riforma ha creato ulteriore disordine»

Il consigliere del Partito Democratico critica la riorganizzazione del sistema sanitario avviata dalla Giunta regionale. Secondo Cesetti, quella presentata come una riforma avrebbe prodotto un indebolimento dei servizi e una maggiore confusione amministrativa.

«Il Piano socio-sanitario è rimasto inattuato, gli investimenti sono azzerati e la tutela della salute è stata ridotta a uno spot elettorale permanente», dichiara.

Cesetti accusa inoltre il presidente e l’assessore alla Sanità di affidarsi alla comunicazione sui social invece di affrontare i problemi strutturali. Chiede quindi ad Acquaroli, indicato come principale responsabile politico della programmazione sanitaria, di assumere direttamente la guida degli interventi necessari.

L’obiettivo indicato è garantire un accesso più uniforme alle cure, ridurre le attese e impedire che il reddito diventi determinante per ottenere in tempi rapidi una visita o un esame.

L’opposizione richiama anche un giudizio formulato dal Collegio dei revisori nel 2024 sull’effettiva universalità del sistema. Secondo Cesetti, da allora non sarebbe avvenuta alcuna inversione di tendenza significativa.

Acquaroli: «Liste d’attesa in progressivo miglioramento»

Dalla Giunta arriva una lettura differente. Nel suo intervento durante la parifica, il presidente Francesco Acquaroli ha dichiarato che i dati del 2025 confermano un «progressivo miglioramento nella gestione delle liste d’attesa», pur riconoscendo la persistenza di alcune problematiche.

La Regione richiama il piano straordinario per effettuare visite ed esami diagnostici nei fine settimana e il progetto Farmacia dei Servizi. Nel 2025 le farmacie coinvolte sarebbero state 350 su circa 540, con una presenza significativa nelle zone rurali.

Acquaroli ha ricordato anche il reclutamento di nuovi dirigenti medici, gli interventi di edilizia sanitaria e gli investimenti del PNRR destinati a ospedali, Case di comunità e ammodernamento delle strutture.

Nel comunicato della Regione Marche, il presidente sostiene che la riforma avviata tra il 2022 e il 2023 sia in fase avanzata e punti a riequilibrare i servizi territoriali.

Il confronto politico resta dunque aperto. La parifica conferma la regolarità del Rendiconto, mentre i richiami della Corte indicano i settori nei quali occorre misurare concretamente i risultati. Per i cittadini, i principali indicatori resteranno i tempi necessari per ottenere una prestazione, la qualità dell’assistenza e la possibilità di curarsi senza uscire dalle Marche.

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