Il concorso è aperto agli apicoltori professionali e amatoriali attivi nei comuni delle aree protette. Ammessi mieli millefiori, uniflorali e di melata: campioni e schede di registrazione dovranno essere inviati entro il 9 ottobre.
Torna anche quest’anno “Miele in Festa”, il concorso dedicato alla selezione dei migliori mieli prodotti nei Parchi dell’Appennino. L’iniziativa è aperta sia agli apicoltori professionali sia a quelli amatoriali e punta a valorizzare la qualità delle produzioni, le buone pratiche apistiche e il legame tra miele, biodiversità e territorio.
Potranno partecipare diverse tipologie di prodotto, tra cui miele millefiori, miele di melata e mieli uniflorali, nel rispetto dei requisiti stabiliti dal regolamento.
Il concorso è organizzato dai Parchi nazionali del Gran Sasso e Monti della Laga, d’Abruzzo Lazio e Molise, della Maiella, dei Monti Sibillini, delle Foreste Casentinesi e dell’Appennino Tosco-Emiliano, insieme al Parco regionale Sirente Velino.
Un concorso dei Parchi per tutelare api e biodiversità
“Miele in Festa” si inserisce nell’ambito della direttiva del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, dedicata alla conservazione della biodiversità e alla tutela degli impollinatori.
Il concorso è inoltre riconosciuto dall’Albo degli esperti in Analisi sensoriale del miele, assicurando una valutazione qualificata dei campioni presentati dagli apicoltori.
L’obiettivo non è soltanto premiare i prodotti migliori, ma anche promuovere l’apicoltura come attività economica sostenibile e capace di contribuire alla salvaguardia degli ecosistemi delle aree protette.
Le api e gli altri insetti impollinatori svolgono infatti una funzione essenziale per la riproduzione delle piante spontanee e di numerose colture. La Commissione europea ricorda che il declino degli impollinatori costituisce un rischio per la biodiversità, la sicurezza alimentare e il benessere delle comunità.
In questo contesto, il miele diventa anche un prodotto attraverso il quale conoscere la qualità dell’ambiente in cui operano gli alveari. Le sue caratteristiche possono raccontare le fioriture, gli habitat e la varietà botanica dei diversi territori dell’Appennino.
Perugini: «Il miele dei Sibillini è un’eccellenza»
«Il miele dei Monti Sibillini non è soltanto un’eccellenza gastronomica, ma anche un significativo esempio di opportunità economica e occupazionale, oltre che un modello di sviluppo sostenibile», sottolinea Corrado Perugini, presidente del Parco nazionale dei Monti Sibillini.
«Le api ne sono il simbolo più autentico: la loro presenza è il termometro della salute del nostro territorio e la garanzia della straordinaria biodiversità che dobbiamo saper custodire e valorizzare», prosegue il presidente.
Perugini evidenzia anche il valore promozionale della manifestazione: «In questo senso, il concorso rappresenta un’ottima occasione per far conoscere e promuovere i nostri mieli e il nostro Parco».
Già nelle precedenti edizioni diversi apicoltori attivi all’interno del territorio dei Monti Sibillini sono stati premiati per la qualità dei loro prodotti. I riconoscimenti hanno contribuito a mettere in evidenza non soltanto il lavoro dei produttori, ma anche il valore ambientale del contesto nel quale si trovano gli apiari.
Il concorso rappresenta quindi una vetrina per le piccole imprese e per gli apicoltori amatoriali, favorendo la conoscenza di produzioni strettamente legate alle caratteristiche naturali delle aree protette.
Il progetto Bee Safe e le analisi sui mieli dei Sibillini
Diversi campioni di miele sono stati analizzati nell’ambito del progetto “BEE SAFE: Salviamo le api e gli altri impollinatori della Direttiva UE Habitat nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini”.
L’iniziativa è inserita nell’azione di sistema del raggruppamento appenninico dei Parchi nazionali, sviluppata nell’ambito delle direttive “Biodiversità” del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica.
Gli esiti delle verifiche condotte sui parametri chimico-fisici sono risultati ottimi. Nei mieli analizzati non sono stati rilevati residui di antibiotici, pesticidi e metalli pesanti.
I risultati confermano, secondo il Parco, come il territorio dei Monti Sibillini rappresenti un luogo privilegiato per lo sviluppo di attività economiche sostenibili e funzionali alla tutela della biodiversità, tra le quali rientra pienamente l’apicoltura.
Proteggere gli impollinatori significa infatti preservare il delicato equilibrio degli habitat, ma anche sostenere produzioni agroalimentari di qualità. Il concorso consente inoltre di raccogliere informazioni sulle caratteristiche dei mieli dell’Appennino e di incoraggiare l’adozione di tecniche rispettose dell’ambiente.
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Come partecipare a “Miele in Festa” e quando scade
Per partecipare al concorso, gli apicoltori devono avere la sede legale dell’impresa e/o la sede del laboratorio di trasformazione e la localizzazione dell’apiario in uno dei comuni appartenenti ai Parchi coinvolti.
Gli interessati dovranno consultare il regolamento per conoscere nel dettaglio le caratteristiche richieste ai campioni, la documentazione necessaria e le modalità di spedizione o consegna.
La scadenza per l’invio della scheda di registrazione e della campionatura è fissata al 9 ottobre. Il rispetto del termine e delle modalità indicate è indispensabile per l’ammissione dei mieli alla valutazione.
Tutte le informazioni, insieme alla documentazione per partecipare, sono disponibili nella sezione “Primo piano” del sito istituzionale del Parco nazionale dei Monti Sibillini.
“Miele in Festa” rinnova così una collaborazione tra le principali aree protette dell’Appennino, unendo promozione delle produzioni locali, sviluppo sostenibile e tutela di api e impollinatori.









