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Il decreto regionale assegna contributi a 48 imprese per portare sul mercato prodotti, tecnologie e servizi innovativi. Robotica, salute, intelligenza artificiale ed economia circolare tra gli ambiti coinvolti. Possibili ulteriori scorrimenti della graduatoria, subordinati a nuove risorse.

La Regione Marche ha concesso 10.719.671,84 euro per sostenere l’industrializzazione dei risultati della ricerca. Le risorse finanziano 39 progetti, di cui tre presentati da aggregazioni, coinvolgendo complessivamente 48 imprese beneficiarie.

Il passaggio è formalizzato dal decreto n. 306 del 15 ottobre 2026 del direttore del Dipartimento Sviluppo economico. Il provvedimento riguarda le aziende utilmente collocate nella graduatoria del bando “Sostegno a progetti di industrializzazione dei risultati della ricerca”. 

L’obiettivo è accompagnare innovazioni già mature verso l’impiego produttivo e commerciale, riducendo la distanza tra un risultato di ricerca e un prodotto o servizio vendibile.

La domanda espressa dalle imprese supera le risorse attualmente assegnate: il bando ha raccolto richieste per 49 milioni di euro di contributi, riferite a 104 milioni di investimenti.

Secondo l’assessore regionale alle Attività produttive Giacomo Bugaro, la partecipazione conferma la presenza di progetti innovativi con potenzialità di sviluppo e occupazione qualificata.

La concessione rappresenta ora una tappa amministrativa decisiva, da distinguere dall’effettivo completamento degli investimenti e dall’erogazione delle somme. Le ricadute economiche dipenderanno dalla realizzazione dei progetti finanziati.

Per le imprese rimaste in graduatoria senza copertura, la prospettiva indicata dalla Regione è quella di nuovi scorrimenti, possibili soltanto se saranno reperite ulteriori disponibilità finanziarie.

Dalla ricerca al mercato: cosa sostiene il bando regionale

La misura rientra nel PR Marche FESR 2021-2027, nell’ambito dell’azione 1.3.2, intervento 1.3.2.2. La finalità è sostenere le fasi nelle quali conoscenze e soluzioni innovative devono diventare applicazioni industriali.

La scheda regionale richiama attività di ingegnerizzazione, prototipazione, test e validazione, insieme alla valorizzazione economica dell’innovazione. Si interviene quindi sul passaggio che precede l’ingresso sul mercato, quando occorre verificare funzionamento, producibilità e sostenibilità economica della proposta.

«Non finanziamo idee allo stato iniziale, ma progetti già maturi, capaci di diventare prodotti, tecnologie e servizi sul mercato», ha sottolineato Bugaro.

Il riferimento a progetti maturi chiarisce la funzione dell’intervento: trasformare un risultato scientifico, un brevetto o un prototipo in una soluzione utilizzabile e competitiva.

Per un’impresa, questa fase può richiedere ulteriori verifiche tecniche e organizzative prima della produzione. Il contributo pubblico punta a sostenere tale percorso, senza sostituire la capacità dell’azienda di realizzare e commercializzare l’innovazione.

La procedura ha già superato la fase delle candidature. Il termine riportato nella scheda del bando era il 27 febbraio 2026, mentre la graduatoria di merito è stata approvata con il decreto n. 218 del 3 agosto 2026.

La notizia attuale riguarda dunque la concessione dei finanziamenti, non l’apertura di una nuova finestra per presentare domanda. Gli eventuali scorrimenti interesseranno la graduatoria esistente, secondo i successivi provvedimenti.

Robotica, salute e AI: i settori dei progetti finanziati

Le iniziative selezionate attraversano diversi comparti ad alto contenuto tecnologico. Tra quelli indicati dalla Regione figurano robotica, automazione e Industria 5.0, insieme a salute, biomedicale e dispositivi intelligenti.

Un altro gruppo riguarda la transizione verde, l’economia circolare e i materiali sostenibili. Sono presenti inoltre progetti su intelligenza artificiale, cybersecurity e piattaforme digitali, oltre a energia, infrastrutture intelligenti, blue economy e tecnologie autonome.

Il quadro comprende anche design e manifattura creativa, collegando la ricerca alle specializzazioni produttive marchigiane.

La Regione richiama filiere come meccanica, calzatura, arredamento, audio, edilizia e biomedicale, nelle quali materiali avanzati e strumenti digitali possono contribuire all’evoluzione dei prodotti e dei processi.

Sul piano occupazionale, l’amministrazione individua una possibile crescita della domanda di competenze tecniche, ingegneristiche, digitali e scientifiche. Non viene però comunicato un numero di nuove assunzioni: gli effetti sul lavoro sono una prospettiva collegata all’attuazione degli investimenti.

Anche le ricadute sulle esportazioni andranno verificate nel tempo. Secondo la presentazione regionale, diverse imprese dispongono già di reti commerciali internazionali oppure intendono raggiungere nuovi mercati.

Il finanziamento può quindi sostenere il posizionamento competitivo, ma i risultati dipenderanno anche dalla capacità di trasformare lo sviluppo tecnologico in contratti e vendite.

Alcuni progetti vengono inoltre descritti come coerenti con gli orientamenti europei sulle tecnologie strategiche e sulla riduzione delle dipendenze produttive esterne all’Unione.

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Investimenti e graduatoria: quali sono i prossimi passaggi

Secondo il comunicato regionale, i 10,7 milioni di contributi pubblici sono collegati all’attivazione di oltre 22,7 milioni di investimenti privati.

Questo valore va distinto dai 104 milioni di investimenti complessivamente proposti attraverso le richieste presentate al bando: il primo riguarda l’effetto indicato per l’intervento finanziato, il secondo fotografa la domanda generale.

Indicatore Dato comunicato
Contributi concessi 10.719.671,84 euro
Progetti finanziati 39
Imprese beneficiarie 48
Contributi richiesti complessivamente 49 milioni di euro
Investimenti proposti complessivamente 104 milioni di euro

Il decreto distribuisce gli impegni di spesa sulle annualità 2026 e 2027, nell’ambito del bilancio regionale e delle risorse del programma europeo. 

Per ampliare il numero dei progetti sostenuti, Bugaro ha indicato l’obiettivo di utilizzare eventuali risorse aggiuntive derivanti da economie o rinunce su altri interventi del PR Marche FESR 2021-2027.

Non si tratta quindi di ulteriori contributi già assegnati: serviranno disponibilità finanziarie e nuovi atti amministrativi.

Le aziende interessate possono consultare decreto, allegato di concessione e graduatoria nella scheda ufficiale del bando regionale.

Per i beneficiari, questi documenti costituiscono il riferimento per verificare la propria posizione e gli adempimenti applicabili. Per gli altri progetti in graduatoria, sarà invece decisivo seguire l’eventuale pubblicazione di provvedimenti di scorrimento.

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