Le nuove risorse regionali consentono di sostenere altre 30 domande per il recupero e il miglioramento dei castagneti da frutto. Gli interventi interessano complessivamente circa 125 ettari, mentre resta aperta la sfida delle superfici abbandonate.
La Regione Marche destina ulteriori 520.351,16 euro alla castanicoltura, completando la copertura delle domande ammissibili presentate al bando per il recupero e il miglioramento dei castagneti da frutto. Il finanziamento aggiuntivo permette di scorrere la graduatoria e raggiungere le aziende rimaste inizialmente escluse per insufficienza delle risorse.
Il risultato riguarda 55 domande di sostegno, per interventi su una superficie complessiva di circa 125 ettari. La prima assegnazione aveva finanziato 25 richieste; con l’integrazione trovano copertura anche le altre 30 domande ammissibili.
La decisione, comunicata dalla Regione il 20 ottobre 2026, interviene su un comparto che lega produzione agricola, conservazione del paesaggio e presenza delle imprese nelle aree montane. Il recupero dei castagneti assume quindi un significato che va oltre la raccolta autunnale: riguarda la possibilità di mantenere produttive superfici oggi poco valorizzate e di costruire opportunità economiche nelle zone interne.
Per gli agricoltori già inseriti nella graduatoria, la novità è concreta: il limite delle disponibilità finanziarie viene superato. Per il territorio, invece, si apre una fase nella quale la disponibilità dei contributi dovrà tradursi in interventi di recupero e miglioramento.
Come funziona lo scorrimento e quali aziende saranno finanziate
Il nuovo stanziamento riguarda una graduatoria già formata. Le risorse aggiuntive sono destinate alle domande che avevano superato la valutazione di ammissibilità, ma non avevano ottenuto il contributo perché la dotazione iniziale era esaurita.
Si tratta dunque dello scorrimento del bando esistente, non dell’annuncio di una nuova finestra per presentare richieste. La distinzione è importante per le aziende interessate: il provvedimento risponde al fabbisogno già emerso attraverso le candidature raccolte dalla Regione.
Anche i dati sulle superfici vanno letti correttamente. I 125 ettari indicati riguardano l’insieme degli interventi collegati alle 55 domande, comprese quelle finanziate nella prima fase. Non rappresentano, quindi, la superficie attribuibile soltanto alle trenta richieste raggiunte dalle nuove risorse.
Allo stesso modo, i 520.351,16 euro costituiscono l’integrazione complessiva: il comunicato non indica una ripartizione uniforme tra i beneficiari né gli importi assegnati alle singole aziende.
Per conoscere il contributo riconosciuto, gli obblighi e le scadenze operative, le imprese dovranno fare riferimento agli atti regionali e alle comunicazioni relative alla propria domanda. Nel testo diffuso dalla Regione non sono specificate date di pagamento o nuovi termini per l’esecuzione dei lavori.
Il passaggio successivo sarà quindi l’attuazione degli interventi ammessi, secondo le condizioni previste dal bando e dai relativi provvedimenti.
Dal recupero dei castagneti alle opportunità della trasformazione
Gli interventi sostenuti riguardano il recupero dei castagneti abbandonati e il miglioramento di quelli esistenti. Tra le criticità richiamate dalla Regione figurano anche i problemi fitosanitari che, negli anni, hanno compromesso produttività e conservazione della coltura.
L’obiettivo è restituire valore al patrimonio castanicolo, rafforzandone contemporaneamente la funzione agricola e quella paesaggistica. Un castagneto recuperato può tornare a inserirsi in un’attività economica e in una gestione continuativa delle superfici.
«Con questo ulteriore stanziamento manteniamo gli impegni assunti nei confronti degli agricoltori», dichiara Enrico Rossi, vicepresidente della Regione Marche e assessore all’Agricoltura.
Nella prospettiva indicata dall’assessore, il sostegno alla produzione deve accompagnarsi alla crescita delle filiere della trasformazione agroalimentare. La valorizzazione delle castagne attraverso prodotti trasformati può ampliare gli sbocchi commerciali e aumentare il valore aggiunto riconosciuto alla materia prima.
È una possibilità di sviluppo, sulla quale la Regione dichiara di voler continuare a lavorare. Il provvedimento non contiene però stime sui nuovi posti di lavoro, sui ricavi attesi o sull’incremento della produzione.
Per le imprese, la sfida sarà collegare il miglioramento dei castagneti alla sostenibilità economica dell’attività: recuperare il potenziale produttivo è un passaggio necessario, da affiancare alla capacità di organizzare la raccolta, valorizzare il prodotto e raggiungere i mercati.
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Nelle Marche restano circa 300 ettari di castagneti abbandonati
La copertura di tutte le domande ammissibili chiude una parte del percorso, ma la questione del recupero resta aperta. Secondo il quadro illustrato dalla Regione, nelle Marche sono ancora presenti circa 300 ettari di castagneti abbandonati.
Il dato evidenzia la necessità di un impegno prolungato. Le superfici non più gestite rappresentano un patrimonio sul quale programmare ulteriori interventi, tenendo insieme esigenze produttive, conservazione e caratteristiche dei territori.
La castanicoltura può contribuire al presidio delle aree interne, offrendo occasioni di lavoro e reddito legate a una coltura radicata nelle comunità montane. Il suo rilancio si inserisce così nel più ampio obiettivo di contrastare l’abbandono e mantenere vive le attività locali.
«Lo scorrimento della graduatoria rappresenta un risultato concreto, ma anche una tappa di un percorso che deve proseguire», sottolinea Rossi.
L’indirizzo annunciato è continuare a investire nel recupero del potenziale produttivo e nel collegamento con le filiere. Il comunicato, tuttavia, non anticipa ulteriori stanziamenti o nuovi bandi.
L’attenzione si concentra ora sui 55 progetti sostenuti: dalla loro realizzazione passerà la possibilità di trasformare le risorse assegnate in superfici recuperate, attività agricole più solide e nuove prospettive per la castanicoltura marchigiana.









