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Classe 1988, creativa e affascinante. Dopo l’Accademia Burgo di Milano, ha disegnato una collezione di calzature tutte da vivere. Tra i tacchi vertiginosi firmate Madame F, Barbara Cameli apre un negozio di capi vintage e accessori burlesque ed esce la collezione primavera-estate con colori fluo, fiori e tronchetti. Ora è all’opera  sui bozzetti della prossima collezione.

 

Sei una ragazza bellissima e si nota la tua attenzione per il mondo della moda, ma quando hai capito che la tendenza l’avresti disegnata tu? Perché hai deciso di diventare designer della calzatura?

Ho sempre avuto una grande passione per le scarpe, ne possiedo un’ampia collezione, e ho pensato perché non disegnarne di mie? Finite le scuole superiori mi sono iscritta all’Accademia di Milano con l’indirizzo specifico di designer della calzatura. Adoro i tacchi e,  infatti, nelle mie due collezioni non ci sono calzature con tacchi più basse di 12 cm; credo che questo must sarà presente anche nelle prossime collezioni! Designer della calzatura proprio perché non mi interessava saper fare un po’ tutto, volevo essere competente in un solo settore; anche se, se mi chiedi di cucirti una gonna, so fare anche quello.

 Tacchi alti, pelle, colori fluo, lacci, zeppe… Come nascono, dal bozzetto al prodotto finito, i modelli delle tue collezioni?

Seguo personalmente dall’inizio alla fine la produzione.  Le disegno, scelgo i tacchi, le forme , la pelle, gli accessori se ci sono da inserire e le eventuali modifiche da apportare, perché ovviamente dal bozzetto alla realtà possono crearsi degli inconvenienti. Quindi, è un bel lavoro che richiede ricerca e attenzione, ma alla fine i risultati si vedono; ma quando un disegno diventa realtà sei entusiasta.

Le tue scarpe non dovrebbero essere chiuse in un armadio, ma vivere scandali passionali, suggerisci sulla tua pagina web; qual è il tuo ideale di donna e per chi sono tue scarpe? Qualche chicca per la moda made in San Benedetto?

Il mio ideale di donna è la donna che si piace ed è sicura, oltre ciò deve anche avere una dose di classe non indifferente: femminile si, volgare no! E la soglia è molto sottile.

Dopo la presentazione di Madame F sei stata consacrata nel panorama del design e dell’imprenditoria al femminile; hai trovato difficoltà nell’affermarti nel nostro contesto cittadino? A livello nazionale?

Sinceramente bisogna muoversi e muoversi e muoversi perché non ti vengono a bussare alla porta e chiederti di lavorare. In più le mie scarpe sono interamente fatte in Italia, sono dei pezzi unici e possono essere modificate in base alla richiesta. Questa peculiarità può sempre essere un’arma a doppio taglio.