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Il primo forno a microonde entrò in commercio nel 1952 in America. Il suo funzionamento è basato su un dispositivo chiamato magnetron che produce radiazioni microonde grazie all’oscillazione di un fascio elettronico ad una frequenza molto alta. In questo modo le molecole dell’acqua nell’alimento si allineano e oscillano velocemente intorno al proprio asse e l’attrito produce calore riscaldando l’alimento. L’esperimento che ha portato a conclusioni allarmanti è del professor Hertel, un medico nutrizionista. Il dottore ha seguito un gruppo di persone con un età media compresa tra i 20 e 40 anni che stavano seguendo una dieta macrobiotica.

Per due mesi queste persone sono state monitorate per seguire il flusso dei cambiamenti sulla base di un diverso modo di cucinare le pietanze: una parte veniva cucinata in modo tradizionale, l’altra veniva preparata nel forno a microonde. Le conclusioni hanno dimostrato che il forno a microonde provoca conseguenze per la salute e i danni possono essere cosi elencati:

1) Riduzione dei globuli bianchi

2) Modifica dei meccanismi di riparazione cellulare

3) Diminuzione degli eritrociti, dell’emoglobina, degli ematrociti

4) Aumento dei livelli di colesterolo

5) La membrana cellulare subisce una modifica diventando più ricettiva nei confronti di batteri, funghi ecc.

6) Mangiare cibi riscaldati al microonde aumenta la percentuale di cellule cancerogene nel sangue

7) Diminuzione della capacità di autodifesa del sistema immunitario

8) Diminuzione dei valori nutritivi degli alimenti

Ovviamente è stato proibito al dottore di dichiarare pubblicamente questi rischi dichiarandoli ingannevoli, ma la ricerca è stata eseguita e nonostante il bavaglio sull’informazione provochi danni alla salute più del forno a microonde, il dottore è riuscito a far trapelare queste informazioni. Vi chiederete… se il forno a microonde fa male alla salute, perché nessuno ci ha mai avvertiti? La verità è che come al solito le informazioni vengono soppresse a favore dei profitti e limitando l’interesse di noi cittadini. L’importante è che qualcuno abbia fatto emergere queste informazioni in modo tale che possiate trarne benefici.