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Perché in Italia non si fanno altri casinò ? Questa è la domanda che si sono posti tutti i giocatori che, presi dalla febbre del gioco o dalla semplice curiosità, per sedersi al tavolo verde si sono dovuti sobbarcare centinaia di chilometri di viaggio. Attualmente in Italia ce sono quattro autorizzati, tutti nel Nord del paese e in zone di confine. La creazione di nuove strutture è stata più volte caldeggiata da Regioni e associazioni, ma alla fine ogni proposta legislativa è sempre naufragata nel complesso mare della politica nostrana.

Venezia, Campione d’Italia, Sanremo e Saint-Vincent, sono le quattro fortunate località alle quali è stato consentito averne uno nel proprio territorio. In precedenza ce ne erano anche a Gardone Riviera, vicino Brescia, oltre che a Taormina, ma sono stati chiusi. Allora perché in Italia non si fanno altri casinò? Per rispondere alla domanda, bisogna prima capire perché è stato permesso ai quattro attuali di poter esistere.

La scelta di fare i quattro casinò in Italia

In Italia il gioco d’azzardo è vietato per legge, anche se la legislazione in materia presenta ampie lacune. Casinò di Campione, Casinò di Venezia, Casinò di Sanremo e Casinò de la Vallèe possono operare in base ad una deroga che viene di volta in volta rinnovata.

Le posizioni geografiche dei quattro casinò italiani non sono casuali. Si trovano infatti in luoghi di confine, quello di Campione è situato addirittura in un’enclave italiano in terra svizzera, con la loro nascita dovuta al cercare di mettere in freno ai tanti giocatori d’azzardo che si recavano oltre frontiera per dare sfogo al loro vizio.

La presenza dei casinò in Italia quindi è quasi casuale, con il solo scopo di limitare il flusso verso l’estero dei giocatori e quello di dare brio economico a zone di confine. Venezia naturalmente fa discorso a sé. Anche qui è racchiusa un po’ tutta l’ipocrisia italiana nel merito del discorso.

Perché non si fanno in Italia? Il controsenso nostrano

Chi almeno una volta nella vita non ha mai pensato di visitare un casinò? Luci sfavillanti, slot machine, roulette e quel brivido che ti percorre la schiena quando pensi di poter essere vicino a sbancare la sala. In tutto il mondo le case da gioco legali sono una realtà che porta ricchezza e posti di lavoro.

Un paese a forte vocazione turistica come il nostro potrebbe trarre molti benefici dall’apertura di altri casinò in zone strategiche. Sicuramente un turista non deciderebbe di visitare Roma per andare a giocare a dadi, ma potrebbe essere uno svago in più che farebbe girare soldi in un momento economico abbastanza stagnante.

Negli anni tante sono state le proposte lanciate per fare aprire in Italia altri casinò. Si era arrivato a formulare l’ipotesi che ogni Regione ne potesse ospitare uno, idea poi ripresa anche dalla politica senza che però vedesse mai luce. Da questo punto di vista lo Stato sembra non volerne sapere, tanto da accordarsi con la repubblica di San Marino per far si che questa non apra un casinò nel suo territorio.

Se poi pensiamo a come negli ultimi anni, al contrario i Monopoli abbiano aumentato sempre di più il volume di gioco per il Bingo, Gratta e Vinci e altre diavolerie simili, ecco che il paradosso italiano è servito. Gli incassi derivanti sono una manna per le casse dello Stato, quelli che potrebbero arrivare dall’apertura di altri casinò aiuterebbero invece anche le finanze di molte famiglie.

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