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Ospedale Unico Piceno, presso la Casa Albergo “Ferrucci” di Ascoli Piceno, si è svolta un’assemblea pubblica indetta dal “Comitato Difesa Ospedale di Ascoli”, per spiegare i motivi dell’opposizione al progetto della Regione Marche, che intende realizzare un nosocomio nel territorio di Pagliare, vicino Spinetoli, che svolgerebbe gran parte delle funzioni degli Ospedali di Ascoli e San Benedetto.

Hanno partecipato all’assemblea, oltre a un gran numero di cittadini, il Sindaco di Ascoli Guido Castelli, il Vicesindaco Donatella Ferretti, la Coordinatrice infermieristica del Blocco Operatorio dell’Ospedale “Mazzoni” di Ascoli Elisa Floridi, il Professor Luigi Travaglini e il Dottor Mario Tacchini.

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Ospedale Unico Piceno, il Sindaco e il Vicesindaco di Ascoli

Il Sindaco Guido Castelli ha affermato che “nel Documento di Economia e Finanza Regionale, in cui dovrebbe esserci il progetto della nuova struttura, non è presente alcun piano di realizzazione.

Eppure, l’eventuale Ospedale unico verrebbe a costare una cifra cospicua come 350 milioni di euro”.

“Piuttosto, siamo convinti che la vera urgenza sia la realizzazione di un’Azienda Ospedaliera Marche Sud, che faccia emancipare la sanità del Piceno da quella del Nord delle Marche”.

Il Primo cittadino ha, infine, affermato che a fine settembre si terrà una seduta del Consiglio Comunale aperta alla cittadinanza, sul tema dell’Ospedale Unico Piceno.       

Il Vicesindaco Ferretti ha invitato a “focalizzare l’attenzione sull’Azienda ospedaliera del Piceno, che porterà autonomia finanziaria e gestionale, con maggiori contributi.

La scelta della Regione è un oltraggio, perchè si vuole trasformare l’Ospedale ascolano in un Pronto soccorso per codici bianchi e verdi”. 

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Tutti i motivi del no del Comitato

Secondo la Coordinatrice infermieristica del Blocco Operatorio dell’Ospedale “Mazzoni” di Ascoli Elisa Floridi, “dato che per la realizzazione del nuovo Ospedale ci vorranno molti anni, è preferibile investire per ottenere due Ospedali che lavorino in modo efficiente”.

“Le negatività dei due Ospedali”, ha concluso la Coordinatrice, “sono molte e bisogna risolverle: lunghe liste d’attesa, spazi non idonei e servizi non adeguati alle esigenze dei pazienti”.

Il Professor Luigi Travaglini, a lungo Presidente della Circoscrizione di Porta Maggiore, ha evidenziato la necessità di “destinare le risorse regionali al potenziamento dei Pronto soccorso di Ascoli e San Benedetto, evitando delle chilometriche liste d’attesa e assumendo personale mancante (medici e infermieri)”.

“Con l’eventuale Azienda Ospedaliera Marche Sud”, ha proseguito Travaglini, “gli Ospedali di Ascoli e San Benedetto sarebbero dotati di maggiore autonomia gestionale, che consentirebbe di individuare quali sono le carenze e colmarle”.

“Inoltre, se verranno potenziati gli Ospedali esistenti, si potrà avere una visione puntuale della mappa dei bisogni ospedalieri. Alcune medicine molto costose potrebbero scadere, mentre un’efficiente macchina organizzativa potrebbe evitare questo inconveniente”.

“Se si risparmieranno i soldi per costruire l’ipotetico Ospedale Unico, sarà possibile investire nelle strutture di Ascoli e San Benedetto e i pazienti non dovranno affidarsi per forza alle cliniche private.”

“Non comprendo”, ha terminato il Professor Travaglini, “come mai il Nord delle Marche voglia intromettersi in una questione che non lo riguarda, dato che l’Ospedale di Ascoli è stato costruito grazie ai lasciti provenienti da facoltose famiglie picene”.

Il Dottor Mario Tacchini, infine, ha affermato che “la cosa migliore da fare sarebbe quella di investire nella medicina preventiva del territorio, non solo nella medicina della cura e del Pronto soccorso”.

 

 

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