Articolo
Testo articolo principale

Il Progetto Restauri e devozione dell’Università di Camerino, realizzato insieme alla Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno nell’ambito del Masterplan Terremoto è entrato nel pieno delle sue attività di restauro e recupero di molte opere d’arte del territorio.

Terremoto, quali sono le opere salvate dal sisma

Innanzitutto, sono state eseguite le indagini diagnostiche preliminari per acquisire i dati necessari per la corretta programmazione e strategia di intervento conservativo e di restauro, le indagini di tipo multispettrale e l’analisi chimica attraverso strumenti non invasivi per le opere come la fluorescenza a raggi x e infine le sezioni stratigrafiche per vedere se il colore delle opere è originario oppure no. Ad oggi, sono stati avviati anche i lavori di restauro delle opere selezionate per il progetto:

  • Apparizione della Madonna a San Filippo Neri, Pala, Olio su tela;
  • Sant’Antonio con Bambino Gesù in braccio, statua lignea decorata;
  • Santa Lucia, statua lignea decorata;
  • Madonna in Trono con Bambino Gesù, statua in terracotta decorata;
  • San Michele Arcangelo, dipinto su tela, da Spelonga.

Alcune opere sono ricche di motivazioni religiose e morali, altre invece come la Statua del Cristo Risorto ha un valore artistico quasi nullo ma ha una forte valenza devozionale e “quest’opera viene da Pescara del Tronto ed è legata alla storia della morte di una signora” ha spiegato il professore di storia dell’arte,Michele Picciolo che si è battuto affinchè le opere restassero in città e non venissero collocate in altri luoghi.

“Il progetto ha visto la centricità del recupero e ha dato lavoro anche a tanti ragazzi e questo è un aspetto importante sopratutto per creare specializzazione” ha detto Angelo Davide Galeati, Presidente della Fondazione Carisap.

Nel corso delle indagini diagnostiche e delle attività conservative e di restauro, si sta inoltre acquisendo una vasta documentazione fotografica e storico-artistica, che sarà presentata nella fase finale del progetto. Entro quest’anno più della metà dei lavori sulle opere saranno ultimati, per concludersi definitivamente entro il 2020.

“sono stati realizzati video e conferenze su tutte ciò che è stato fatto, su tutti coloro che ci hanno lavorato  e su tutte le fasi dei lavori ma sopratutto sulle sinergie che si sono create che sicuramente porteranno a un risultato tale che tutti ne possano godere” ha spiegato la professoressa Graziella Roselli,referente del progetto.

Gli obiettivi del progetto

Tra le azioni programmate ci sono, inoltre: l’avvio dei laboratori d’arte e di interpretazione da marzo e giugno prossimi, l’inizio dell’attività di mappatura della devozione popolare che sarà presentata entro la fine di quest’anno per consentire al territorio di essere conosciuto e apprezzato e, nel corso dei prossimi mesi, il lavoro già in atto sarà ulteriormente arricchito con scansioni tridimensionali delle statue e consulenze storico-artistiche sulle seguenti opere: San Michele Porchiano, Vergine Del Soccorso da Montemonaco e Spelonga, Statua Santa Lucia da Vezzano, Sant’Antonio da Montegallo, San Filippo Neri da Arquata.

Il progetto ha l’obiettivo di costruire un ponte tra generazioni e riscoprire e tramandare contenuti storici, artistici e culturali, raccontati da esperti nel settore e attraverso la collaborazione della Rete Ecomuseale dei Sibillini. Al centro ci sono 7 comuni del territorio piceno e il restauro di oggetti di valenza storico-artistica, di forte valore affettivo e devozionale.

L’intento è fortemente partecipativo e vuole “coinvolgere la popolazione locale e la condivisione con le comunità locali e con  tutti gli appassionati, per questo è possibile vedere le varie fasi dei lavori sulla pagina facebook sul corso di laurea dell’Unicam e della rete museale del Monte dell’Ascensione; inoltre tutti i materiali e i documenti saranno oggetto di pubblicazione” ha spiegato Marco Corradi del gruppo Fas. A questo proposito è stato organizzato per venerdì prossimo, 8 marzo dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 17 un Open Day presso i Laboratori di Tecnologie e diagnostica per la conservazione e il restauro, in via Pacifici-Mazzoni ad Ascoli Piceno, dedicato alla comunità del cratere. La giornata sarà preziosa per fare il punto sulle attività avviate, attraverso un excursus sulla diagnostica scientifica e sui lavori di restauro delle opere.

 

Leggi anche Ascoli celebra Cecco d’Ascoli:si parte con i venerdì in biblioteca

TAG: , , , ,