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Il presidente della sezione ascolana di Italia Nostra Gaetano Rinaldi solleva il problema della destinazione del complesso di San Domenico, ad Ascoli Piceno. Un complesso monumentale che è una importante testimonianza storica, architettonica e artistica.

L’Amministrazione comunale vuole utilizzarlo per realizzare abitazioni per persone anziane e per studenti della locale Università.  Il presidente di Italia Nostra ha una proposta alternativa, molto più interessante. E decisamente più confacente a una città che ambiva a diventare Capitale della cultura. Perchè non farne un Centro internazionale di studio e documentazione della pittura di Carlo Crivelli e dei Crivelleschi?

Gaetano Rinaldi, in veste di presidente della sezione ascolana di Italia Nostra, ha indirizzato una lettera al soprintendente Marche Sud Giovanni Issini. al sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti, all’assessore alla cultura della Regione Marche Giorgia Latini. E a tanti altri, comprese le testate giornalistiche.

La lettera che abbiamo ricevuto la riportiamo integralmente.

La nota della sezione ascolana di Italia Nostra

“E’ proprio il caso di dire che la nostra è “la voce di colui che grida nel deserto”. Infatti, mai che ci sia stato un minimo riscontro alle insistenti ripetute proposte di utilizzazione di uno dei tanti locali della città in condizione di abbandono quale sede del prestigioso Centro di studio e documentazione della pittura di Carlo Crivelli e dei Crivelleschi.

Già nel lontano 1994 fu formulata una prima proposta per la realizzazione di questo Centro, che trovò il consenso entusiasta del prof. Pietro Zampetti: il massimo studioso marchigiano della pittura adriatica rinascimentale.

Per il resto, a fronte delle successive lettere e segnalazioni della Sezione di Italia Nostra, silenzio e disinteresse totale. 

Sembra, ora, che si voglia utilizzare il prestigioso complesso di San Domenico per realizzare abitazioni per persone anziane e per studenti della locale Università. E forse si pensa di utilizzare allo scopo anche lo spazio dell’antica Chiesa del complesso. Già ristrutturato per renderne possibile la fruizione quale palestra di un Istituto Scolastico ospitato nell’antico complesso conventuale.

Eppure la chiesa era una delle più importanti della città e custodiva insigni opere d’arte. Tra cui tre del maestro Carlo Crivelli. Compreso il cosiddetto Polittico Demidoff, ora esposto nella National Gallery di Londra. Oltre a opere di Cola dell’Amatrice, di Simone De Magistris, di Ludovico Trasi, di Paolo di Visso. Più altre tre opere di grande valore custodite nella sagrestia. Di queste opere è avvenuta la progressiva dispersione senza limiti e fortunatamente almeno la sensibilità degli Inglesi  ha consentito di far comprendere per tempo l’importanza delle opere del Crivelli scongiurandone la totale scomparsa. E consentendo invece l’esposizione  nella prestigiosa National Gallery.

italia nostra Polittico Demidoff carlo crivelli

Il cd. Polittico Demidoff di Carlo Crivelli (Polittico di San Domenico)

Ma l’importanza del Complesso non si ferma qui.

Va tenuta presente, infatti, anche l’eleganza del chiostro dove un tempo c’era un importane antichissima “libreria” (così viene indicata da Tullio Lazzari), di cui si è persa la memoria.  E la presenza delle lunette affrescate da Sebastiano Ghezzi, padre del più famoso Giuseppe, accademico di San Luca e segretario di questa dotta assemblea.

Né va dimenticata la presenza di affreschi, compresa una commovente Crocifissione di cui purtroppo mai è stata resa possibile la visione, realizzati da artisti di Norcia forse nel 1300, nel  refettorio del convento. E di altri  probabilmente presenti in altri locali sotto gli intonaci e le tinteggiature .

E’ evidente che prima di procedere al completo stravolgimento della struttura muraria del complesso si dovranno effettuare tutti i controlli. Per evitare che dopo la dispersione dei lunghi secoli bui, si completi l’opera in un momento in cui a parole ci esaltiamo per la stupefacente ricchezza del nostro patrimonio artistico e culturale  ma all’atto pratico niente facciamo per tutelarlo e valorizzarlo.

La Sezione ascolana di Italia Nostra ritiene che l’integrità del chiostro e degli  altri locali dove sono presenti gli affreschi vada assolutamente assicurata.

E ritiene che si debba utilizzare lo spazio della antica chiesa per la realizzazione del Centro di Studio e Documentazione della Pittura di Crivelli e dei  Crivelleschi. Proprio a ricordo delle opere del Maestro Carlo, compresi due polittici, realizzate per la Chiesa.

Così potremo almeno far comprendere la ricchezza del patrimonio disperso, capire come ciò sia potuto accadere, far conoscere dove si trovano ora le opere. Per incominciare finalmente a rimpiangere le antiche noncuranze e la drammatica sciatteria e per prendere  finalmente coscienza di quanta bellezza ci siamo privati.

Siamo certi che il Soprintendente delle Marche Sud assicurerà la Sua attenta consueta e rigorosa vigilanza perché, almeno in questo caso, non si permetta la completa privatizzazione dei beni comuni. E si salvino le residue testimonianze di civiltà di un patrimonio irripetibile. Contribuendo così a rendere possibile l’utilizzazione dell’antica chiesa quale sede del Centro di Studio e Documentazione della pittura di Crivelli e dei Crivelleschi.

E’ per questo che vorremmo sperare, almeno questa volta, che la nostra a voce non si perda nella vuota immensità  di un deserto di sabbia privo di vita. 

Il Presidente della Sezione di Italia Nostra

Prof. Gaetano Rinaldi”

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