Negli ultimi anni il sonno è uscito dall’ombra delle abitudini private per diventare un vero tema di salute pubblica. Dormire bene non è più considerato un lusso o un semplice bisogno biologico, ma un fattore determinante per la qualità della vita, la prevenzione delle malattie e il benessere mentale. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la carenza cronica di sonno è associata a un aumento del rischio di patologie cardiovascolari, diabete, disturbi dell’umore e deficit cognitivi
Il problema riguarda una fetta crescente della popolazione adulta, soprattutto nei Paesi occidentali. Turni di lavoro irregolari, uso prolungato degli schermi, stress e iperconnessione stanno modificando profondamente i ritmi sonno veglia, rendendo il riposo notturno sempre più fragile.
Dormire bene oggi, cosa dice la scienza
Negli ultimi dieci anni la ricerca scientifica ha chiarito quanto il sonno sia un processo attivo e fondamentale. Durante le ore notturne il cervello consolida la memoria, regola le emozioni e smaltisce le tossine accumulate durante la giornata. Studi pubblicati dal National Institutes of Health mostrano come dormire meno di sei ore a notte, in modo continuativo, incida negativamente sulle funzioni cognitive e sulla risposta immunitaria
Il sonno non è tutto uguale. Le fasi profonde, in particolare il sonno a onde lente e la fase REM, svolgono ruoli diversi ma complementari. Interruzioni frequenti o un sonno troppo leggero impediscono al corpo di completare questi cicli, con effetti che spesso emergono nel tempo sotto forma di stanchezza cronica o irritabilità.
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Tecnologia, luce artificiale e nuovi disturbi del riposo
Uno dei fattori più discussi è l’impatto della luce blu emessa da smartphone, tablet e computer. Secondo la Sleep Foundation, l’esposizione serale agli schermi riduce la produzione di melatonina, l’ormone che regola il ritmo circadiano
Sempre più persone sperimentano difficoltà ad addormentarsi o risvegli notturni, spesso senza riconoscere il legame con l’uso dei dispositivi digitali. Da qui nasce un nuovo approccio culturale al sonno, che include routine serali più attente, ambienti bui e silenziosi, e una maggiore consapevolezza dei segnali del corpo.









