Articolo
Testo articolo principale

A ottant’anni dall’esilio della famiglia reale, Emanuele Filiberto di Savoia lancia un appello al presidente Sergio Mattarella affinché le spoglie dell’ultimo Re d’Italia e della regina Maria José possano essere trasferite al Pantheon di Roma.

A ottant’anni dall’esilio che segnò la fine della monarchia italiana, Emanuele Filiberto di Savoia torna a chiedere un gesto di riconciliazione storica. Il nipote dell’ultimo sovrano d’Italia ha rivolto un appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, chiedendo che le spoglie di Umberto II e della moglie Maria José possano rientrare in Italia e trovare sepoltura nel Pantheon di Roma, accanto ai primi sovrani del Regno d’Italia.

L’iniziativa arriva in occasione dell’ottantesimo anniversario dell’esilio della famiglia Savoia, una delle pagine più controverse della storia italiana del Novecento. In un’intervista rilasciata a Il Giornale, Emanuele Filiberto ha espresso il desiderio che il Paese possa ormai guardare a quel passato con maggiore serenità.

«Dopo 80 anni da quell’esilio, rivolgo il mio appello molto sentito al Presidente della Repubblica Mattarella: che consenta che le spoglie di Umberto II e di Maria José possano tornare in Italia e riposare al Pantheon», ha dichiarato.

Perché Umberto II fu costretto all’esilio

Umberto II di Savoia fu l’ultimo sovrano della monarchia italiana. Divenne luogotenente generale del Regno il 5 giugno 1944, assumendo progressivamente le funzioni del padre, Vittorio Emanuele III, fortemente compromesso dal sostegno al regime fascista.

Il suo regno durò appena poco più di un mese. Il 9 maggio 1946 salì ufficialmente al trono e vi rimase fino al 13 giugno 1946, pochi giorni dopo il referendum istituzionale del 2 giugno 1946, che sancì la nascita della Repubblica Italiana.

In seguito alla vittoria della Repubblica, Umberto II lasciò il Paese e si trasferì in Portogallo, dove visse fino alla morte avvenuta nel 1983. Per questo venne soprannominato il “Re di Maggio”, in riferimento alla brevissima durata del suo regno.

L’esilio dei membri maschi di Casa Savoia fu previsto dalla Costituzione repubblicana e rimase in vigore fino al 2002, quando il Parlamento approvò la modifica costituzionale che consentì il rientro degli eredi della dinastia in Italia.

L’appello per il Pantheon e il significato simbolico

Il luogo indicato da Emanuele Filiberto non è casuale. Il Pantheon di Roma Pantheon ospita già le tombe di Vittorio Emanuele II, primo re dell’Italia unita, di Umberto I e della Margherita di Savoia.

Secondo il principe, il trasferimento delle spoglie di Umberto II e Maria José rappresenterebbe un gesto di pacificazione storica e istituzionale, separando il giudizio sugli eventi politici del passato dal riconoscimento del ruolo che i protagonisti ebbero nella storia nazionale.

«Spero che il tempo della serenità sia arrivato», ha affermato Emanuele Filiberto, sottolineando la volontà di chiudere definitivamente una ferita che ha segnato la sua famiglia per decenni.

La questione non è nuova. Negli anni sono stati avanzati diversi appelli per riportare in Italia i resti dell’ultimo sovrano, ma il tema continua a dividere storici, opinione pubblica e mondo politico.

Giorgia Meloni risponde alle polemiche: “Assenza al vertice in Montenegro? Critiche ridicole di una sinistra disperata”

Maria José, la “regina ribelle” raccontata dal nipote

Nel suo intervento, Emanuele Filiberto ha ricordato anche la figura della nonna, Maria José del Belgio, spesso considerata una delle personalità più affascinanti della storia della monarchia italiana.

Figlia del re del Belgio, Maria José sposò Umberto di Savoia nel 1930 e fu regina d’Italia per poco più di un mese nel 1946. Negli anni si distinse per la sua indipendenza di pensiero e per le posizioni critiche nei confronti del fascismo, guadagnandosi il soprannome di “regina ribelle”.

Proprio alla sua figura è dedicato il nuovo libro di Emanuele Filiberto, pubblicato da Sperling & Kupfer, nel quale il principe ripercorre la storia personale e istituzionale della nonna attraverso ricordi familiari e documenti storici.

A distanza di ottant’anni dalla fine della monarchia, il dibattito sul ruolo dei Savoia continua dunque a suscitare interesse. L’appello rivolto a Mattarella riporta al centro dell’attenzione una questione che intreccia memoria, storia nazionale e identità istituzionale dell’Italia contemporanea.

TAG: , , , , , , , , ,