Un uomo è morto nel 2009 senza lasciare eredi conosciuti. Dopo anni di ricerche e la gestione dell’eredità vacante, il Tribunale di Modena ha disposto il trasferimento dell’intero patrimonio allo Stato. Un fenomeno sempre più frequente in Italia tra denatalità, solitudine e invecchiamento della popolazione.
Può sembrare una situazione rara, ma sta diventando sempre più comune. Persone che muoiono senza figli, senza parenti rintracciabili o senza qualcuno disposto ad accettare l’eredità. In questi casi, trascorso il periodo previsto dalla legge, il patrimonio finisce allo Stato.
È quanto accaduto a Modena, dove il giudice tutelare del Tribunale ha disposto la cessazione della giacenza ereditaria relativa ai beni di un uomo morto a Guastalla il 31 marzo 2009, stabilendo il trasferimento dell’intera eredità allo Stato italiano.
La decisione è stata presa dal giudice Daniela Di Girolamo, dopo aver esaminato la relazione del curatore nominato per amministrare il patrimonio durante il lungo periodo di eredità vacante.
Nessun parente si è infatti presentato per rivendicare i beni del defunto e nessun soggetto è risultato titolare di diritti successori validi.
Una vicenda che riporta l’attenzione su un fenomeno in crescita e spesso poco conosciuto.
Quando l’eredità diventa “vacante”
Nel diritto italiano si parla di eredità vacante quando una persona muore e nessuno accetta l’eredità oppure quando non esistono eredi conosciuti.
In queste situazioni il tribunale nomina un curatore incaricato di amministrare il patrimonio, tutelare i beni e verificare l’eventuale esistenza di soggetti aventi diritto alla successione.
L’obiettivo è evitare che immobili, conti correnti, terreni o altri beni restino privi di gestione.
Durante questo periodo vengono effettuate verifiche anagrafiche e patrimoniali per accertare l’eventuale presenza di parenti o successori legittimi.
Nel caso esaminato dal Tribunale di Modena, però, nessun erede è stato individuato nonostante gli anni trascorsi dalla morte del proprietario.
Perché il patrimonio passa allo Stato
La normativa italiana prevede una regola precisa.
L’articolo 586 del Codice Civile stabilisce che, in assenza di altri aventi diritto, l’eredità venga acquisita dallo Stato.
A rendere definitiva la situazione interviene inoltre il decorso del tempo.
Dopo dieci anni dalla successione, infatti, si prescrive il diritto di accettare l’eredità.
Nel caso del cittadino deceduto a Guastalla, il termine è ormai ampiamente trascorso e il giudice ha quindi disposto la cessazione della procedura di eredità giacente e il trasferimento del patrimonio allo Stato.
Un passaggio che avviene automaticamente senza necessità di accettazione da parte dell’amministrazione pubblica.
Un fenomeno in aumento in tutta Italia
Gli esperti del settore successorio osservano da anni una crescita delle cosiddette eredità vacanti.
Alla base vi sono diversi fattori sociali e demografici:
- diminuzione delle nascite;
- aumento delle persone sole;
- famiglie sempre più piccole;
- maggiore mobilità geografica;
- difficoltà nel rintracciare parenti lontani;
- rinuncia all’eredità per debiti o problematiche patrimoniali.
L’Italia è uno dei Paesi europei più colpiti dall’invecchiamento della popolazione e il numero di cittadini senza discendenti diretti continua ad aumentare.
In molti casi gli eredi esistono ma scelgono di rinunciare alla successione, soprattutto quando il patrimonio è gravato da debiti o contenziosi.
In altri casi, invece, nessun familiare viene individuato.
Cosa succede ai beni acquisiti dallo Stato
Quando l’eredità viene devoluta allo Stato, tutti i beni che compongono il patrimonio diventano pubblici.
Possono rientrare nel trasferimento:
- immobili;
- terreni;
- denaro depositato sui conti correnti;
- titoli e investimenti;
- quote societarie;
- beni mobili di valore.
L’amministrazione pubblica provvede successivamente alla gestione o all’eventuale alienazione dei beni secondo le procedure previste dalla normativa.
Il caso deciso dal Tribunale di Modena rappresenta uno degli esempi più recenti di un fenomeno destinato probabilmente ad aumentare nei prossimi anni.
La combinazione tra denatalità, longevità e trasformazione delle strutture familiari sta infatti cambiando anche il mondo delle successioni ereditarie, portando sempre più spesso patrimoni privati a confluire nelle casse dello Stato.
Una prospettiva che fino a qualche decennio fa appariva eccezionale e che oggi, invece, sta diventando una realtà sempre più frequente nei tribunali italiani.









