Dieci canzoni liberamente ispirate al Cantico delle creature di San Francesco per raccontare la sconfinata bellezza dell’universo, sempre in bilico tra luce e oscurità, capace di rovesciarsi nel suo opposto e precipitare nell’inferno degli uomini. Venerdì 16 maggio per Squilibri esce La spada e l’incanto, quinto lavoro discografico di Massimo Donno. I brani originali del cantautore salentino – arrangiati insieme all’organettista Riccardo Tesi – esaltano la sorprendente attualità dello sguardo francescano sul mondo e su tutte le creature che lo abitano. Un approccio profondo e poetico, distante dalle letture anacronistiche che riducono il santo di Assisi a un’impossibile icona di una sensibilità ecologista e ambientalista ancora da venire. Il progetto celebra l’ottocentesimo anniversario della celebre opera (conosciuta anche come Cantico di Frate Sole o Laudes creaturarum), scritta poco prima della sua morte e considerata l’atto di nascita della poesia italiana.

A dispetto dell’età, in ogni caso, il testo sorprende per la capacità di esprimere istanze e aneliti della nostra contemporaneità, pur così diversa dall’epoca in cui visse San Francesco che, in una dimensione di ascesa verso il divino, colse in ogni aspetto della creazione la santità di un’opera da esaltare come riflesso e manifestazione dell’Altissimo: qualcosa, diremmo oggi, anche da custodire come un bene comune e come una risorsa da preservare per le generazioni a venire, quali che siano le motivazioni – religiose o laiche – che assumiamo come regola del nostro agire. Le canzoni parlano così di temi ricorrenti ed eterni, di lavoro e guerra, di solitudine e pace, della sconfinata bellezza di un universo sempre sul procinto di rovesciarsi nel suo opposto, precipitando nell’inferno degli uomini dove “prima lanciano le bombe e poi fan parchi alla memoria” e dove “beatificano il santo dopo averlo messo in croce”. Di canzone in canzone, si evidenzia così un punto di vista del tutto personale su quanto avviene attorno all’autore, in una prospettiva radicata nella sua esperienza di vita oltre che negli ambienti e contesti a lui più prossimi.
«Quando ho iniziato a lavorare a questo progetto non immaginavo cosa sarebbe accaduto: sono stati anni di cambiamenti importanti, collaborazioni, scrittura, letture, prove, concerti, anteprime, premi e tanto altro. È un lavoro che ha cambiato me, il mio modo di intendere la ricostruzione storica di alcune figure, di alcune vicende», sottolinea Massimo Donno. «C’è un filo rosso che lega questo disco alle mie precedenti esperienze: si parla di viaggio, di migrazioni, di solitudine, di marginalità, di persone al di fuori e al di sopra di ogni categoria. Questo raccontano le mie nove canzoni che, parlando di Francesco, parlano di noi, dell’aria che respiriamo, dell’acqua che navighiamo, del tempo che attraversiamo».
Da un punto di vista musicale, il cd, per sonorità ed evocazioni, si inscrive all’interno di un mediterraneo più volte attraversato da Donno nelle sue avventure artistiche, raccogliendo l’eco di altri mondi e culture, le stesse che da sempre solcano le rotte del mare nostrum. Con una matrice etnica esaltata da strumenti di diverse tradizioni (tabla, kalimba, bongos e altri ancora), discretamente combinati all’elettronica e atmosfere elettriche, in un disco dall’impianto prevalentemente acustico. Da segnalare anche la presenza di Cesare Dell’Anna, Talla Ndiaye, Maria Mazzotta, Rachele Andrioli e Coro a coro (Silvia Perfetto, Giulia Piccinni, Adele Benlahouar), Ettore Bonafè, Ninfa Giannuzzi, Emanuele Licci, Giancarlo Paglialunga, Miro Durante, Claudio Prima, Alessio Lega, Mino De Santis, che, in alcuni brani e nel remix finale di “Terra”, firmato da Ashéblasta (Aka Roberto Chiga), affiancano la band guidata da Massimo Donno (chitarra e voce) e Riccardo Tesi (organetto, synth), completata da Vito De Lorenzi (batteria, percussioni, elettronica, scacciapensieri), Matteo Resta (basso), Redi Hasa (violoncello), Eleonora Pascarelli (cori), Morris Pellizzari (chitarra elettrica), Emanuele Coluccia (fiati). Nel libretto, i dipinti di Beppe Stasi esaltano l’originalità di una rilettura in musica di un testo di così perturbante fascino.
Cantautore e musicista, Massimo Donno si divide tra canzone, teatro e scrittura. Nel corso degli anni ha pubblicato gli album “Amore e Marchette” (Ululati/Lupo Editore – 2013), “Partenze” (Visage Music – 2015), “Viva il Re!” (SquiLibri Editore/Visage Music – 2017), “Lontano” (SquiLibri – 2022), “La spada e l’incanto” (Squilibri, 2025). Ha collaborato con, per citare solo alcuni nomi, Riccardo Tesi, Nabil Bey, Mariella Nava, Redi Hasa, Gabriele Mirabassi, Ferruccio Spinetti e Petra Magoni (Musica Nuda), Alessandro D’Alessandro, Marco Bardoscia, Daniele Sepe, Juan Carlos “Flaco” Biondini, Lucilla Galeazzi, Alessia Tondo, Rachele Andrioli e ha conquistato, tra gli altri, i premi Civilia, Castrovillari d’autore, Lunezia, George Brassens, Botteghe d’Autore. Nel 2024 è stato anche tra gli ospiti del festival “La grande bellezza” a Zurigo con la direzione artistica di Pippo Pollina. Nello Studio 2 della Radio Televisione Svizzera Italiana (RTSI), con “In viaggio con Testa” ha omaggiato il cantautore Gianmaria Testa, insieme all’attore Giuseppe Cederna, al fisarmonicista Luciano Biondini e Paola Farinetti, moglie del compianto cantautore piemontese.
L’uscita dell’album sarà accompagnata da anteprime e presentazioni con un calendario in continuo aggiornamento:
Sabato 3 maggio | Cinema Teatro Lumière – Carmiano (Le)
Giovedì 8 maggio | Camerata musicale salentina | Junior Band – Melissano (Le)
Sabato 10 maggio | Festival Treccani della lingua italiana | Convitto Palmieri – Lecce
Domenica 11 maggio | Teatro Garibaldi – Gallipoli (Le)
Giovedì 15 maggio | Piazza Municipio – Cutrofiano (Le)
Venerdì 16 maggio | Meeting Francescano del Mediterraneo | Piazza della Cattedrale – Palermo
Sabato 17 maggio | Chiesa di San Domenico – Castelvetrano (Tp)
Domenica 18 maggio | Cartoline Club – Reggio Calabria
Venerdì 23 maggio | Canzoni & Parole – Festival della canzone italiana | Les Trois Baudets – Parigi
Domenica 25 maggio | Canzoni & Parole – Festival della canzone italiana | Cafè de la danse – Parigi
Venerdì 30 maggio| Teatro Corte de’ Miracoli – Maglie (Le)
Domenica 8 giugno | Convento Santa Caterina – Galatina (Le)
Domenica 15 giugno | Magazzino Culturale “Ex oleificio” – Milena (Cl)
Venerdì 20 giugno | Parco delle Pozzelle – Castrignano dei Greci (Le)
Sabato 21 giugno | TBA – San Donato di Lecce
Domenica 22 giugno | Parco Palmieri – Martignano (Le)
Venerdì 27 giugno | Festa dei chiostri di San Pietro in Castello | Brescia
Sabato 28 giugno (mattina) | TBA – Castiglione dei Pepoli (Bo)
Sabato 28 giugno (sera) | Orcio D’Oro Officina Culturale – San Miniato (Pi)
Domenica 29 giugno | TBA – Bologna
Lunedì 30 giugno | Santuario San Matteo – San Marco in Lamis (Fg
Domenica 6 luglio | TBA – Lucugnano (Le)
Giovedì 10 luglio | Ex Conservatorio Sant’Anna – Lecce
Domenica 20 luglio | TBA – Altamura (Ba)
Sabato 26 luglio | Tagliatelle Stazione Ninfeo – Lecce
Domenica 10 agosto | Torre Nova – Porto Selvaggio (Le)
Domenica 24 agosto | TBA – Noci (Ba)
Domenica 21 settembre | TBA – Oria (Br)
Commento ai brani
a cura di Massimo Donno
Terra | Un inno d’amore verso la terra e verso chi la vive. È la canzone più ecologista del concept, nella quale si delinea — e si auspica attraverso le parole di Francesco — un senso di uguaglianza e fratellanza. Si parla di una terra deturpata, rovinata, ma sempre uguale a sé stessa nelle sventure e nella bellezza, al di là delle latitudini e della storia, dell’epoca e della geografia. Si parla di chi ha voce, di chi vive la storia e di chi può permettersi il lusso di raccontarla. Si fa riferimento alla regola, concepita stavolta come un atto d’amore verso il creato, spogliata di ogni postulato di natura religiosa.
Lode all’Onnipotente | Una lode agli elementi narrati nel Cantico. Un’ode all’Onnipotente, raccontato attraverso le sue creature. Rappresenta una sorta di prologo all’intera narrazione che si sviluppa lungo tutto il concept.
Fuoco | Il brano racconta la speranza di una meta, al termine di un viaggio. Il fuoco diventa metafora di purezza e purificazione, ma anche di distruzione e rovina. Si fa riferimento esplicito, oltre che simbolico, al padre e alla madre. Il fuoco è un elemento che racchiude in sé il paradosso: bellezza e distruzione, vita e morte, ferite e cura, ma soprattutto paura e speranza. Tutte dicotomie che Francesco ha vissuto nella relazione con i genitori, e che tornano lungo il cammino della sua vita.
Vento, aria, cielo | Una canzone di speranza, una sorta di preghiera in cammino. Francesco si rivolge al cielo, ringraziando per frate vento e sorella aria; chiede loro di soffiare forte contro le ingiustizie, le guerre, l’opulenza e l’accumulo. Prega affinché lui e i suoi fratelli possano giungere al “sentiero di spine della verità” attraverso il totale abbandono di ogni attaccamento materiale, per una vita “senza pane, denaro, bisaccia e bordone”.
La luna e le stelle | Francesco racconta ancora il viaggio, i numerosi momenti di isolamento del suo peregrinare. La solitudine, sposa perfetta del buio della notte, favorisce la riflessione su quanto già vissuto, sulle vite incrociate, sulla sana follia di aver abbandonato una prima esistenza per lanciarsi nell’ignoto. Per la prima volta, si intravede in questa narrazione la serenità nell’andare incontro a sorella morte, raccontando i passi, i volti, i silenzi. Si parla di fratelli e sorelle, del senso di Unità contrapposto alla parzialità, fratelli e sorelle legati da un destino comune: “siamo folle come campi per la mietitura…”.
Fratello sole, la luce | Francesco parla in prima persona del Sole, della luce. Con questo espediente narrativo ricorda i viaggi, in particolare quelli verso Oriente. Crea un parallelo tra i popoli, divisi geograficamente ma accomunati dalle difficoltà della vita mediterranea. Racconta di genti che sognano un altrove simile, un futuro sconosciuto, che sia l’Egitto o il monte della Verna: avranno tutti in testa lo stesso sole, come una mano invisibile pronta a proteggere, a guidare.
Acqua | Insieme a Fuoco, è il brano in cui più si evidenzia il parallelismo con ciò che accade quotidianamente nelle acque del Mediterraneo. Si parla di fratelli e sorelle che lasciano una spiaggia per cercarne un’altra; del sogno che in mare si dissolve, delle vite spezzate in nome di un inganno più che di una fede, in nome di una speranza chiamata vita. Racconta dei suoi fratelli, che potrebbero essere gli stessi che, a ottocento anni di distanza, cadono nella trappola di una mano protesa: “figli dello stesso dolore, dello stesso nessuno”. Tutto diventa un espediente per guardarsi dentro, per riconoscersi negli occhi del “nemico”: «Ho sorriso in faccia al mio nemico che allo specchio ero io».
Perdono e sopportazione | In un intreccio tra la leggenda dell’incontro con una prostituta al servizio del Sultano di Babilonia e un ipotetico dialogo con un’anima tentatrice — forse risalita dai ricordi di gioventù — Francesco parla della sua resistenza alle tentazioni carnali.
Sorella morte | L’ultima parte del cantico è un atto d’amore verso sorella morte, naturale evoluzione del disegno divino per l’umanità. In questo brano, Francesco immagina la madre che gli tiene la mano sul letto di morte; ricorda sete preziose, sandali sgualciti, Bisanzio e Perugia, le musiche del suo liuto, gli uccelli in giardino. È anche questo un atto d’amore verso Dio, verso il suo disegno e la sua volontà: qui Francesco ritrova la pace, lasciandoci tuttavia con un dubbio sulla reale considerazione della madre nei suoi confronti.
Tracklist
1 | Terra (amo te) 3.44
2 | Lode all’onnipotente 3.52
3 | Fuoco 3.15
4 | Vento, aria, cielo 3.35
5 | La luna e le stelle 3.27
6 | Fratello sole, la luce 4.28
7 | Acqua 4.32
8 | Perdono e sopportazione 3.52
9 | Sorella morte 3.23
10 | Terra (remix by Ashéblasta) 3.55
Testi e musiche Massimo Donno
Arrangiamenti Riccardo Tesi e Massimo Donno
Editing, missaggio e mastering Valerio Daniele
Album registrato da Valerio Daniele | Chora studi musicali (Calimera – Le)
e da Roberto Chiga | Locomotive Lab (Sogliano Cavour – Le)
Line up
Massimo Donno | chitarra e voce
Riccardo Tesi | organetto, synth
Vito De Lorenzi | batteria, percussioni, elettronica, scacciapensieri
Matteo Resta | basso
Redi Hasa | violoncello
Eleonora Pascarelli | cori
Morris Pellizzari | chitarra elettrica
Emanuele Coluccia | fiati
Ospiti
Cesare Dell’Anna | tromba su Fuoco
Talla Ndiaye | voce su Fuoco
Maria Mazzotta | voce su Lode all’onnipotente
Rachele Andrioli e Coro a coro (Silvia Perfetto, Giulia Piccinni,
Adele Benlahouar) | voci su Vento, aria, cielo
Ettore Bonafè | vibrafono su La luna e le stelle
Ninfa Giannuzzi, Emanuele Licci, Giancarlo Paglialunga,
Miro Durante, Claudio Prima, Alessio Lega, Mino De Santis,
Rachele Andrioli e Coro a coro | Terra remix by Ashéblasta (Aka Roberto Chiga)
Info www.squilibri.it
Il concerto
Il live di presentazione può essere realizzato in solo, chitarra e voce; in alternativa si può proporre in duo, con l’aggiunta di Emanuele Coluccia ai fiati (sassofoni, clarinetto, flauto traverso) oppure di Eleonora Pascarelli (voce e synth).
La formazione può essere anche in trio, con Emanuele Coluccia ed Eleonora Pascarelli o anche in quartetto/quintetto con l’aggiunta di Vito de Lorenzi alle percussioni e Stefano Rielli al basso o contrabbasso.
Massimo Donno
Cantautore, musicista. Si divide da diversi anni tra scrittura e canzone d’autore, tra progetti inediti e teatro.
Realizza il suo primo album solista nel 2013, edito da Ululati/Lupo Editore e distribuito da Messaggerie Musicali, dal titolo “Amore e Marchette”, ottenendo ottime recensioni e calcando palchi in tutta Italia. Diverse le collaborazioni tra teatro e musica, da Alberto Bertoli a Luciano Melchionna, da Juan Carlos “Flaco” Biondini a Mirko Menna, da Giuseppe Cederna a Luciano Biondini, da Maurizio Geri a Riccardo Tesi con il quale realizza “Partenze”, album uscito nella primavera del 2015 per Visage Music, distribuito da Materiali Sonori in Italia, da Galileo in Germania, da Xango Music in Benelux. A settembre 2015 i giurati del Premio Tenco inseriscono Partenze nella rosa dei migliori 49 album italiani dell’anno. Nel giugno 2017 pubblica un nuovo lavoro, libro e CD, dal titolo “Viva il Re!” (Squilibri Editore-Visage Music). Il libro contiene una serie di interviste e di scritti relativi al mondo delle bande, con importanti contributi di Livio Minafra, Pino Minafra, Rita Botto, Battista Lena, ecc. Il cd racchiude nove tracce, di cui due inedite e sette tratte dai primi due album, riscritte e rilette con un ensemble bandistico di venti elementi, diretti da Emanuele Coluccia, con il prezioso contributo di Gabriele Mirabassi e Lucilla Galeazzi. Il disco risulta, per Smemoranda.it, uno dei migliori album indie del 2017 mentre l’autorevole Giornale della Musica lo colloca nelle migliori 20 uscite di world music, sempre del 2017. Nel 2018/2019 porta in tour, in Europa ed in Italia, il disco “Viva il Re!”, accompagnato dall’organettista Alessandro D’Alessandro. Il tour ha toccato numerose città italiane ed europee come Milano, Roma, Torino, Bordeaux, Valencia, Bruxelles, Lussemburgo, ecc. Ad aprile del 2018 riceve il Premio Civilia Salento, per la diffusione della musica d’autore su tutto il territorio nazionale. A settembre 2019 riceve il Premio Castrovillari d’Autore, premiato dalla giuria composta dai cantautori Gatto Panceri e Mariella Nava e dal giornalista RAI Michele Neri. Ad ottobre 2019 rientra tra gli artisti che omaggiano il cantautore Gianni Siviero, nella compilation edita da Squilibri Editore (Io credevo – Le canzoni di Gianni Siviero), in intesa con Sergio Secondiano Sacchi del Club Tenco – Premio Tenco, insieme a Roberto Vecchioni, Sergio Cammariere, Mimmo Locasciulli, Petra Magoni, ecc. album che vince la Targa Tenco, nel 2020, come miglior album a progetto. Nel 2021 scrive un brano per I musici di Francesco Guccini (Biondini, Bandini, Tempera, Marangolo, ecc.) composizione che farà parte di un disco che gli stessi musicisti del cantautore emiliano pubblicheranno nel 2022. A giugno 2022 pubblica per SquiLibri Editore il suo quarto album, Lontano: il disco contiene importanti collaborazioni, da Daniele Sepe a Flaco Biondini, da Mariella Nava a Musica Nuda (Ferruccio Spinetti e Petra Magoni), Nabil Bey (Radiodervish), Redi Hasa, Marco Bardoscia, Rachele Andrioli, Alessia Tondo, ecc. Tra i vincitori, nell’edizione 2023, del Premio Lunezia, categoria Autore di testi, con la canzone “Vieni con me”, tratta dall’album Lontano. Riceve, nel 2024, importanti riconoscimenti nell’ambito della canzone d’autore come il Premio Botteghe D’Autore, il Premio George Brassens, ecc. A dicembre 2024 vince il Premio Lunezia per la canzone Terra, nella categoria Canzoni sostenibili. A novembre 2024 è tra gli ospiti del festival “La grande bellezza” a Zurigo, uno dei più importanti festival in Europa dedicati alla canzone d’autore italiana, con la direzione artistica di Pippo Pollina. Sempre nello stesso periodo, nello Studio 2 della Radio Televisione Svizzera Italiana (RTSI), omaggia il cantautore Gianmaria Testa, insieme all’attore Giuseppe Cederna, al fisarmonicista Luciano Biondini ed alla moglie del compianto cantautore piemontese Paola Farinetti in uno spettacolo dal titolo “In viaggio con Testa”. Nello spettacolo, avente come filo rosso il tema del viaggio, sono state riproposte alcune canzoni di Donno e di Testa, intermezzate dalla recitazione dello stesso Cederna. A Maggio 2025, dall’uscita del nuovo album “La spada e l’incanto”, si esibisce a Parigi (nel Festival Canzoni&Parole), a Palermo davanti ad oltre mille persone per il Meeting Francescano del Mediterraneo, negli studi di TV2000, al Festival Treccani della lingua italiana, ecc. Il tour di presentazione sta toccando oltre sessanta città, tra Italia, Francia, Lussemburgo, Belgio, ecc.
Dice di lui Oliverio Malaspina. “Massimo Donno è un gatto che salta sui tetti della canzone d’autore italiana prendendosene la parte più nobile. Come un gatto ci fa le fusa, ci conquista per poi graffiarci quando meno ce lo aspettiamo. Come un prestigiatore muove le parole tra surrealismo e neorealismo. Ci concede una musica tra sogno e realtà”.
Dice di lui Gatto Panceri: “Ascoltare e quindi scoprire Massimo Donno è stato una bella sorpresa per me in quanto pensavo che in questo panorama attuale di giovani artisti italiani, si fossero estinti i veri cantautori. Con il termine “ veri “ intendo quelli come lui che hanno quel guizzo imprevedibile nella scrittura che ti incolla alle loro canzoni dalla prima all‘ultima parola, quelli che hanno la credibilità nella voce per poter raccontare certe cose, quelli come lui che hanno soluzioni musicali originali, senza tempo e al di là delle effimere, baccanose mode del momento. Donno fa ben sperare che le generazioni del cantautorato nobile quello che va De Gregori a Fossati a fino ad arrivare a Ligabue e a Cristicchi avranno per fortuna del pubblico dei degni eredi, dei nuovi pregiati artefici. Cantare le proprie cose, non solo parlarle, usare vocaboli anche aulici con efficacia nei testi, suonare uno strumento e non solo programmare un computer temevo ormai fossero usanze non più praticate nei giovani con pretese artistiche. Ora non più”.
Note al disco “Lontano” da parte di Mariella Nava
Si può fare musica con i colori?
Si può cantare con i silenzi, le pause, i respiri dilatati? Si può raccontare con le vibrazioni delle corde?
Si può guidare con le variazioni timbriche strumentali e vocali? Si può volare con le ali fatte di parole?
Si può percorrere l’ armonia?
La riservatezza della penna delinea piano ogni curva, ma la voglia di penetrare L ’ animo graffia in un crescendo lo spartito.
Tutto questo ed altro è nel nuovo viaggio-disco di Massimo Donno.
Passando dai pensieri sulla commedia quotidiana del vivere di tutti messi sulla lettera spedita dal divano, al deduttivo “Ormai” alla fine di un amore creduto e mal speso, attraversando il mare di onde di flauto pieno di immagini e di salti maggiori e minori di “Lontano”, sorvolando le mappe di addolcenti e guarenti inviti a
riposarsi in slanci di cui godere in “Andiamo a dormire”, sporcandosi e bagnandosi delle tinte di “Liberi”, accendendo di luce delle stelle capaci di salvarci insieme agli odori e alle emozioni circolari di quella natura lieta dimenticata in questo tempo cattivo, proseguendo nel divertimento di ogni “attesa” beffarda, e nell’
intensità di quei “Corpi nudi” in salita che sfidano L’ aria, a cui anche io ho preso piacevolmente parte, e
ancora chiudendo gli occhi sulla ballata per consolare e accertare che L’ amore ha bisogno di attimi da vivere per promettersi L’ eterno, e “undici” nella tracklist come nell’ esistenza del numero stesso, numero primo, due assi gemelli accanto, nel giorno di cadute buono per scappare insieme, con un violoncello che ne suona la traiettoria, indicando la via d’ uscita dall’ inverno per entrare nel racconto della “Primavera di Praga” con i toni del miglior Guccini che a sorpresa ci prende alla gola e respirando l’ossigeno con le “narici” libere come vorremmo, fino ad arrivare alla dolcezza preghiera della pelle che ci riconduce all’ universo intero, la vita e il
suo miracolo, ciò che siamo, figli dell’ incanto.
Rubiamo come ladri attenti ogni istante prezioso sparso, senza tralasciare nessuna goccia di diamante. Avevamo sete di ascolto perché tutto fuori parla e invade senza averne diritto o chiederne scusa, ma questa creatura formata dalla moltitudine di nobili idee, sgorga dalle vene dell’ autore come fosse acqua incontenibile con la sua voglia pura di esserci, e si fa amare, donando una scultura di suoni, di riflessi e spazi, ordine e rivoluzioni, sfumature e contorni netti, sogno e verità.
Quando qualcosa di buono prende forma L’ aria gli crea la magia giusta perché il mondo intorno se ne accorga e gliene renda omaggio.
Così sarà per questo nuovo bellissimo album.
Ce n’è più di un motivo.
Info e contatti: 3381200398 www.massimodonno.it info@massimodonno.it









