Via libera al nuovo decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Stretta sui requisiti tecnici degli autovelox e nuove procedure per omologazione e controlli. Ecco cosa cambia per automobilisti, Comuni e forze dell’ordine.
Nuove regole in arrivo per gli autovelox in Italia. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha approvato il decreto che disciplina le procedure di omologazione, verifica e taratura iniziale e periodica dei dispositivi utilizzati per il controllo della velocità sulle strade italiane.
La novità rappresenta uno dei cambiamenti più significativi degli ultimi anni nel settore della sicurezza stradale. A differenza delle precedenti modifiche normative, che riguardavano soprattutto il posizionamento degli autovelox e la loro segnalazione, il nuovo provvedimento interviene direttamente sugli aspetti tecnici degli apparecchi.
L’obiettivo dichiarato è quello di superare le incertezze che per anni hanno alimentato ricorsi e controversie giudiziarie sulle multe per eccesso di velocità.
Per milioni di automobilisti si apre quindi una nuova fase che punta a garantire maggiore certezza giuridica sugli accertamenti e una maggiore uniformità dei controlli su tutto il territorio nazionale.
Perché il Governo è intervenuto sugli autovelox
Negli ultimi anni il tema degli autovelox è stato al centro di numerose battaglie legali. Molti dispositivi utilizzati dagli enti locali risultavano infatti autorizzati attraverso decreti ministeriali di approvazione, ma non sempre dotati di una vera e propria omologazione tecnico-metrologica.
Questa situazione ha generato una lunga serie di ricorsi davanti ai giudici di pace e alla magistratura ordinaria.
Il punto centrale della questione riguardava la differenza tra “approvazione” e “omologazione”, due procedure considerate spesso equivalenti nella pratica amministrativa ma che, secondo diverse interpretazioni giuridiche, non garantivano gli stessi standard di certificazione.
Con il nuovo decreto il Ministero punta a colmare questo vuoto normativo definendo regole precise per:
- omologazione degli apparecchi;
- verifiche iniziali prima dell’entrata in servizio;
- controlli periodici obbligatori;
- procedure di taratura;
- requisiti tecnici per la certificazione.
L’obiettivo è garantire che ogni rilevazione della velocità sia effettuata attraverso strumenti certificati e costantemente controllati.
Si tratta di un passaggio importante perché l’eccesso di velocità continua a essere una delle principali cause di incidenti stradali gravi in Italia e in Europa.
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Cosa cambia per le multe e per gli automobilisti
La novità più rilevante riguarda la validità degli accertamenti effettuati dagli autovelox.
Con l’entrata in vigore delle nuove procedure, gli apparecchi dovranno rispettare standard tecnici più rigorosi e saranno sottoposti a verifiche periodiche documentate.
Per gli automobilisti questo significa maggiore trasparenza sui controlli e minori margini di contestazione legati alla regolarità tecnica dello strumento.
Rimangono invece in vigore le regole già previste dal Codice della Strada relative alla segnalazione preventiva dei dispositivi e alle modalità di installazione.
Non cambiano neppure i limiti di velocità nazionali:
- 50 km/h nei centri urbani;
- 90 km/h sulle strade extraurbane secondarie;
- 110 km/h sulle strade extraurbane principali;
- 130 km/h in autostrada.
Le sanzioni continueranno a variare in base all’entità del superamento del limite consentito, con importi che possono aumentare significativamente nei casi più gravi e nelle violazioni commesse durante le ore notturne.
Per i Comuni e gli enti gestori delle strade sarà invece necessario adeguarsi alle nuove prescrizioni tecniche previste dal decreto.
Più controlli e meno contenziosi: gli effetti del decreto
La riforma punta a ridurre il numero di controversie che negli ultimi anni hanno interessato migliaia di verbali elevati tramite autovelox.
Secondo il Ministero, l’introduzione di procedure uniformi di omologazione e taratura consentirà di rafforzare l’affidabilità dei controlli e di garantire maggiore certezza sia agli automobilisti sia alle amministrazioni pubbliche.
La misura potrebbe inoltre incidere sui futuri ricorsi. Con dispositivi certificati secondo criteri tecnici chiari e verifiche periodiche obbligatorie, diventerà più semplice dimostrare la correttezza degli accertamenti.
Resta comunque fondamentale il rispetto delle regole sulla trasparenza, comprese la corretta segnalazione delle postazioni e la conformità degli apparecchi alle disposizioni ministeriali.
Il 2026 si preannuncia dunque come un anno di svolta per il sistema dei controlli elettronici della velocità in Italia. Da una parte una maggiore tutela per gli automobilisti grazie a strumenti più affidabili e certificati, dall’altra un rafforzamento delle attività di prevenzione e sicurezza stradale.
L’obiettivo finale rimane quello di ridurre incidenti e comportamenti pericolosi alla guida, garantendo al tempo stesso che ogni multa sia supportata da rilevazioni tecnicamente ineccepibili.









