La sigla sindacale segnala una carenza strutturale di infermieri e OSS nei servizi sanitari di Ripatransone e, più in generale, nell’AST di Ascoli Piceno. Tra le criticità denunciate, aperture ridotte, personale spostato e pazienti che sarebbero stati assistiti nel corridoio della RSA.
La Casa di Comunità di Ripatransone sarebbe chiusa la domenica e nei giorni festivi, mentre l’apertura pomeridiana verrebbe garantita soltanto il lunedì e il martedì. A denunciarlo è la USB di Ascoli Piceno, insieme ai delegati RSU dell’Azienda sanitaria territoriale picena Mauro Giuliani, Leonardo Pezzuoli, Amelia Falleroni e Serena Mignini.
Secondo il sindacato, alla riduzione dell’assistenza territoriale si aggiungerebbe una situazione particolarmente difficile nella RSA di Ripatransone, dove la carenza di infermieri e operatori sociosanitari starebbe producendo turni pesanti e problemi organizzativi.
Le contestazioni sono contenute in una nota del 19 agosto 2026. Al momento non risulta allegata una replica dell’AST di Ascoli Piceno: orari, assegnazioni del personale e modalità di assistenza dovranno quindi essere chiariti dall’azienda sanitaria.
Casa di Comunità aperta solo due pomeriggi: la denuncia USB
Per USB la contrazione degli orari della Casa di Comunità sarebbe determinata dalla persistente insufficienza dell’organico e dal trasferimento di alcuni operatori verso reparti ospedalieri nei quali occorre coprire altre carenze.
La struttura, sostiene il sindacato, non assicurerebbe l’apertura domenicale e festiva e resterebbe accessibile nel pomeriggio esclusivamente nelle giornate di lunedì e martedì. Una situazione giudicata “inaccettabile e ingiustificabile”, soprattutto dopo gli annunci relativi al potenziamento della sanità territoriale.
La contestazione riguarda anche la Casa di Comunità e l’Ospedale di Comunità di San Benedetto del Tronto, non ancora pienamente attivati secondo la ricostruzione sindacale. Il personale assunto per queste strutture sarebbe stato temporaneamente distribuito in altri reparti.
USB chiede che gli operatori siano destinati alla sede di Ripatransone, già utilizzata anche nel quadro degli obiettivi del Pnrr. Nel giugno 2026 la Regione aveva spiegato che la struttura ripana avrebbe potuto concorrere temporaneamente al raggiungimento dei target nazionali al posto di quella sambenedettese ancora in ritardo.
Le Case di Comunità sono uno degli strumenti introdotti dal decreto ministeriale 77 del 2022 per rafforzare l’assistenza di prossimità. Devono facilitare l’accesso ai servizi, la gestione delle patologie croniche e il coordinamento tra medici, infermieri e servizi sociali. Gli orari e le dotazioni richiesti dipendono però dalla tipologia della struttura e dalla programmazione territoriale.
RSA di Ripatransone, carenza di infermieri e OSS
Non meno critica, secondo USB, sarebbe la condizione della RSA. Le assenze per malattia e ferie si sommerebbero a un organico già insufficiente, con conseguenze sui carichi di lavoro e sull’organizzazione quotidiana dell’assistenza.
Il sindacato sostiene che sulla coordinatrice della struttura sarebbero state concentrate responsabilità e attività improprie. “Nessuna coordinatrice può sostituire un organico adeguato”, si legge nella nota, che attribuisce il problema alle mancate assunzioni e all’assenza di una programmazione aziendale strutturale.
Non è la prima denuncia sulla residenza sanitaria. Nel marzo 2026 USB aveva già parlato di turni scoperti e carenza di OSS, ricordando che la struttura assisteva 32 ospiti. Anche allora era stato chiesto un intervento per garantire riposi, sicurezza e qualità delle cure.
La nuova segnalazione più delicata riguarda due cittadini che sarebbero stati collocati nel corridoio della RSA per ricevere delle fleboclisi, a causa della chiusura della Casa di Comunità.
La circostanza non risulta confermata dall’AST e viene presentata dalla stessa organizzazione sindacale come una segnalazione da verificare. Qualora fosse accertata, secondo USB rappresenterebbe un uso improprio degli spazi di una struttura destinata a persone fragili.
Il sindacato chiede quindi chiarimenti urgenti su quanto avvenuto, sulle condizioni nelle quali sarebbero state effettuate le prestazioni e sulle procedure adottate per garantire sicurezza e riservatezza ai pazienti.
“Carenza generalizzata nell’AST di Ascoli Piceno”
Per USB il caso Ripatransone non sarebbe un’emergenza isolata, ma la manifestazione di una carenza di personale ormai strutturale nell’intera AST di Ascoli Piceno.
Gli spostamenti degli operatori da un reparto all’altro permetterebbero di affrontare solo le urgenze più immediate. Allo stesso tempo, però, finirebbero per indebolire altri servizi, trasferendo il problema senza risolverlo.
Le conseguenze ricadrebbero sui cittadini, che vedono ridursi orari e punti di riferimento, e sul personale sanitario, chiamato a sostenere turni eccessivi, riposi mancati e ferie rinviate. La situazione sarebbe particolarmente pesante nei servizi territoriali e nelle strutture residenziali, dove la continuità assistenziale è essenziale.
La sanità di prossimità dovrebbe intercettare i bisogni prima che diventino emergenze, seguire i pazienti cronici e ridurre la pressione sugli ospedali. Senza professionisti sufficienti, il rischio è che edifici e servizi finanziati anche con risorse europee restino attivi solo parzialmente.
Per questo USB domanda all’AST un piano straordinario di assunzioni e stabilizzazioni, insieme alla proroga fino al 31 dicembre 2026 dei contratti di infermieri e OSS precari prossimi alla scadenza.
RSA di Ripatransone, denuncia NurSind: «Pazienti tra caldo e insetti, personale ridotto»
Le richieste del sindacato e le risposte attese dall’AST
Nella nota vengono indicate diverse misure considerate urgenti. La prima è il ripristino effettivo dell’apertura della Casa di Comunità nelle fasce pomeridiane, la domenica e durante i giorni festivi.
USB chiede inoltre il rafforzamento stabile dell’organico infermieristico e sociosanitario della RSA, la cessazione degli spostamenti di personale senza sostituzione e una verifica delle modalità con cui sarebbero stati assistiti i due cittadini segnalati.
Il punto centrale resta quello delle assunzioni. Secondo i rappresentanti dei lavoratori, coperture provvisorie e trasferimenti interni non sono più sufficienti per garantire continuità, sicurezza e dignità dell’assistenza.
Ora si attende la posizione dell’Azienda sanitaria territoriale su orari reali della Casa di Comunità, consistenza degli organici, destinazione del personale assunto e condizioni della RSA. Una replica consentirebbe anche di verificare l’episodio delle fleboclisi e distinguere eventuali criticità accertate dalle segnalazioni ancora da riscontrare.
“Senza personale la sanità pubblica muore”, conclude USB, annunciando che continuerà a raccogliere le testimonianze di lavoratori e cittadini e a vigilare sull’organizzazione dei servizi sanitari del Piceno.









