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Il collegamento ferroviario di Porto d’Ascoli torna al centro dello scontro politico. I gruppi di opposizione chiedono all’Amministrazione comunale di ottenere da Rete Ferroviaria Italiana impegni verificabili sulla messa in sicurezza e sul futuro dell’infrastruttura.

Il sottopasso di via Mare a Porto d’Ascoli torna al centro del dibattito politico di San Benedetto del Tronto. I gruppi consiliari di opposizione Cambia SBT e Movimento 5 Stelle chiedono di superare la fase degli incontri interlocutori e di ottenere da Rete Ferroviaria Italiana risposte precise sulle opere necessarie, sulle risorse e sulle tempistiche.

«Basta passerelle mediatiche, servono proposte concrete», sostengono i due gruppi, secondo i quali il problema sarebbe stato affrontato negli anni attraverso confronti e dichiarazioni ai quali non sarebbero seguiti interventi risolutivi.

La richiesta è rivolta a chi ricopre responsabilità istituzionali, chiamato dall’opposizione a sollecitare formalmente RFI e a rendere pubbliche le risposte. Al centro della nota ci sono tre questioni: quale soluzione sia stata progettata, quale parte della spesa sarà sostenuta dalla società ferroviaria e quando potranno iniziare i lavori.

Un sottopasso considerato inadeguato e pericoloso

Il sottovia costituisce uno dei principali collegamenti tra le diverse zone di Porto d’Ascoli, ma le sue caratteristiche sono da tempo oggetto di critiche. Il Comitato di quartiere Porto d’Ascoli Centro ha più volte descritto la struttura come stretta, scarsamente illuminata e non più adeguata ai flussi di traffico attuali.

L’infrastruttura venne progettata negli anni Sessanta, quando la popolazione e le esigenze di mobilità erano molto diverse. Nel corso del tempo, residenti e rappresentanti del quartiere hanno chiesto interventi per separare maggiormente il transito dei veicoli da quello di pedoni, biciclette e mezzi a due ruote.

La discussione sulla sicurezza si è riaccesa nel luglio 2025 dopo la morte di Giovanni Tarquini, rimasto gravemente ferito in un incidente avvenuto nel sottopasso il 1° marzo 2023 mentre transitava su un monopattino. Il decesso, sopraggiunto dopo oltre due anni, aveva spinto il Comitato di quartiere a chiedere nuovamente la messa in sicurezza immediata e la realizzazione di una struttura più moderna.

Nell’agosto 2024, inoltre, le forti piogge avevano provocato l’allagamento del sottopasso, nel quale l’acqua aveva raggiunto circa 70 centimetri. I vigili del fuoco erano intervenuti per recuperare un’automobile rimasta bloccata, mentre la strada era stata chiusa alla circolazione.

Le infiltrazioni e l’intervento effettuato da RFI nel 2025

Tra i problemi segnalati figura anche la presenza di acqua sulla pavimentazione. Nel giugno 2025 una fuoriuscita aveva creato ulteriori difficoltà alla circolazione di residenti e turisti.

L’assessore comunale alla Viabilità, Lorenzo Vesperini, aveva chiarito che il fenomeno non dipendeva dalla rottura di una tubazione della Ciip, ma dalla risalita di una falda freatica attraverso la pavimentazione.

Dopo un sopralluogo con i tecnici, il 16 luglio 2025 RFI era intervenuta nella corsia nord del sottopasso applicando un legante idraulico a presa rapida per sigillare l’infiltrazione. Al termine dell’operazione la Polizia locale aveva riaperto il collegamento al traffico.

L’intervento aveva risolto la fuoriuscita localizzata, ma non aveva chiuso il confronto sul futuro complessivo dell’opera. Le richieste avanzate dal quartiere e dalle forze politiche riguardano infatti un progetto strutturale più ampio, capace di migliorare stabilmente sicurezza e viabilità.

Le tre domande che l’opposizione rivolge a RFI

Secondo Cambia SBT e Movimento 5 Stelle, prima di convocare nuove riunioni o annunciare ulteriori tavoli istituzionali è necessario ottenere da RFI risposte formali e non elusive.

«Ogni volta si riparte da zero, come se le riflessioni già fatte e le tragedie già vissute non fossero mai accadute», affermano i gruppi consiliari. La critica riguarda il ripetersi di discussioni sull’allargamento dell’attuale sottopasso o sulla realizzazione di un collegamento alternativo senza, secondo l’opposizione, arrivare a una decisione definitiva.

I tre punti sui quali Cambia SBT e M5S chiedono chiarezza sono:

  • quali soluzioni siano state individuate o progettate per risolvere il problema;
  • quale spesa sarà assunta direttamente da RFI;
  • in quale data potranno iniziare i lavori.

Soltanto dopo aver ottenuto queste informazioni, sostengono i consiglieri, il Comune potrà programmare le iniziative di propria competenza e valutare eventuali azioni più incisive nei confronti della società ferroviaria.

La nota non indica al momento l’esistenza di un progetto definitivo, un quadro economico approvato o un calendario di cantiere. Proprio l’assenza di questi elementi costituisce il principale oggetto della contestazione politica.

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«Ai cittadini servono fatti, non nuovi proclami»

Cambia SBT e M5S criticano anche gli amministratori che, dopo aver ricoperto incarichi negli anni precedenti, tornerebbero oggi a intervenire pubblicamente ricordando colloqui e iniziative rimasti senza risultati concreti.

«Da anni il sottopasso rappresenta un problema noto, grave e mai risolto, che ha pesato sulla sicurezza e sulla vita quotidiana della popolazione locale», dichiarano i gruppi di opposizione.

La richiesta è quindi di trasformare il confronto istituzionale in un percorso documentato, con responsabilità, risorse e scadenze rese pubbliche. Un eventuale progetto dovrà tenere conto della sicurezza stradale, della mobilità pedonale e ciclabile, della gestione delle acque e della necessità di limitare i disagi durante il cantiere.

«Le passerelle mediatiche, i proclami senza seguito e le rievocazioni di colloqui informali non servono più a nessuno», concludono Cambia SBT e Movimento 5 Stelle. «Alle cittadine e ai cittadini di Porto d’Ascoli vanno date risposte concrete. Basta con le parole».

La questione passa ora all’Amministrazione comunale e a RFI, dalle quali l’opposizione attende chiarimenti ufficiali sul possibile intervento e sui passaggi necessari per arrivare alla sua realizzazione.

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