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Il dossier di CNA fotografa un sistema produttivo alle prese con l’invecchiamento degli imprenditori e la riduzione dei potenziali successori. Macerata è la provincia marchigiana più esposta e occupa il settimo posto in Italia.

ANCONA – L’età degli imprenditori continua ad aumentare, mentre si restringe la platea dei giovani disponibili a rilevare le attività esistenti. Il ricambio generazionale diventa così una delle questioni più urgenti per il futuro del sistema produttivo italiano e, in particolare, per quello delle Marche.

A evidenziare il fenomeno è il dossier di CNA “Imprese senza ricambio”. Secondo lo studio, a giugno 2025 erano quasi 315mila i titolari di imprese individuali con almeno 70 anni: precisamente 314.824, pari al 10,7% del totale. Dieci anni prima la loro incidenza si fermava all’8,9%.

Alla crescita degli imprenditori senior corrisponde una progressiva contrazione della base giovanile. Tra il 2015 e il 2026, infatti, la popolazione italiana di età compresa tra i 20 e i 39 anni è diminuita di 1,4 milioni di persone. Tra il 2014 e il 2024, inoltre, le imprese giovanili sono calate di oltre 153mila unità, facendo registrare una flessione del 24%.

Nelle Marche oltre 10mila imprenditori hanno più di 70 anni

Anche nelle Marche il mancato ricambio alla guida delle aziende sta assumendo dimensioni significative. La regione si colloca al dodicesimo posto nazionale per incidenza dei titolari con più di 70 anni, che rappresentano il 14,2% del totale delle imprese individuali.

In termini assoluti, gli imprenditori marchigiani appartenenti a questa fascia di età sono 10.594. Un dato che testimonia quanto il tema della successione aziendale interessi ormai una parte consistente del tessuto produttivo regionale, formato soprattutto da piccole e medie imprese, aziende familiari e attività artigiane.

La situazione più delicata si registra nella provincia di Macerata, dove gli imprenditori ultrasettantenni rappresentano il 16,3% dei titolari di imprese individuali. Questa percentuale colloca Macerata al settimo posto nella graduatoria nazionale delle province con la maggiore incidenza di titolari senior.

Considerando invece i valori assoluti, la provincia di Ancona conta 2.443 imprenditori con più di 70 anni, mentre quella di Pesaro e Urbino ne registra 2.246. Seguono Ascoli Piceno, con 1.469 titolari ultrasettantenni, e Fermo, con 1.459.

La lettura percentuale restituisce però un ordine differente. Dopo Macerata, infatti, le province con la maggiore incidenza di imprenditori senior sono, nell’ordine, Fermo, Ascoli Piceno, Pesaro e Urbino e Ancona.

Poche imprese giovanili rispetto al sistema produttivo regionale

A rendere più complesso il passaggio di consegne è soprattutto il quadro demografico. Nelle Marche la popolazione tra i 29 e i 39 anni, fascia nella quale potrebbero trovarsi molti dei potenziali nuovi imprenditori, è composta da 304.280 persone.

Le imprese giovanili attive nella regione sono però soltanto 10.139, a fronte di oltre 131mila aziende complessive. Il confronto mostra la difficoltà di trovare giovani interessati o nelle condizioni economiche di assumere la guida di attività già avviate, specialmente nei settori tradizionali.

Il problema non riguarda esclusivamente il numero delle aziende. Quando un’impresa chiude per mancanza di successori, rischiano di andare perduti il patrimonio di conoscenze costruito negli anni, le relazioni con clienti e fornitori, le competenze tecniche e i posti di lavoro generati sul territorio.

«Il passaggio generazionale è una delle grandi questioni di politica industriale che l’Italia deve affrontare – afferma Moreno Bordoni, segretario di CNA Marche –. Ogni impresa che chiude perché non trova qualcuno disposto a proseguire significa perdere competenze, professionalità, relazioni e un patrimonio costruito in decenni di lavoro».

Secondo Bordoni, il fatto che la diminuzione delle imprese giovanili interessi proprio i settori caratterizzati da una maggiore età media degli imprenditori costituisce un evidente segnale d’allarme per la tenuta futura dell’economia.

Le proposte di CNA per favorire il passaggio generazionale

Per il presidente di CNA Marche, Maurizio Paradisi, il ricambio alla guida delle aziende deve essere affrontato attraverso una strategia nazionale che non lasci soli né gli imprenditori prossimi al ritiro né i giovani intenzionati a intraprendere un’attività.

Tra le priorità indicate figurano la creazione di strumenti capaci di facilitare l’incontro tra chi vuole cedere un’impresa e i potenziali subentranti, il trasferimento delle competenze maturate nel tempo e la semplificazione dell’accesso al credito.

CNA chiede inoltre di rafforzare gli strumenti fiscali e finanziari disponibili, sostenere i workers buyout, attraverso i quali i lavoratori possono rilevare l’azienda, e favorire l’ingresso dei giovani nell’imprenditoria.

Senza interventi specifici, la chiusura delle attività potrebbe colpire soprattutto i piccoli centri e le aree interne. In questi territori, infatti, un’impresa rappresenta spesso non soltanto una fonte di occupazione, ma anche un presidio economico e sociale difficilmente sostituibile.

Accompagnare il passaggio generazionale significa quindi tutelare la continuità aziendale, evitare la dispersione delle professionalità e mantenere sul territorio attività produttive che contribuiscono all’identità economica delle Marche.

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Il 21 settembre la tavola rotonda di CNA Marche

Il tema sarà al centro della tavola rotonda “Quando l’impresa passa di mano, storie che costruiscono il futuro delle Marche”, organizzata nell’ambito dell’assemblea regionale di CNA Marche.

L’appuntamento è fissato per lunedì 21 settembre, alle ore 15, nella sede regionale di CNA ad Ancona. L’incontro sarà dedicato alle esperienze di chi è riuscito a trasformare il passaggio generazionale in un nuovo inizio per l’attività aziendale.

Tra gli interventi annunciati figurano quello del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, di Cesare Lanati, responsabile della pianificazione patrimoniale di Banca Mediolanum, e di Paolo Mariani, direttore di Uni.co.

Saranno presentate anche le testimonianze di Luigino Gambini, presidente di CNA Industria Marche e amministratore delegato di Gambini Meccanica, e di Michele Capitani, amministratore delegato di Capitani Minuterie Metalliche. Il confronto sarà coordinato da Moreno Bordoni.

L’obiettivo è mettere a disposizione delle imprese conoscenze, strumenti ed esperienze utili per programmare per tempo la successione. Una sfida decisiva per impedire che la mancanza di ricambio generazionale disperda una parte importante del patrimonio produttivo delle Marche.

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