Pd, M5S, Avs, Progetto Marche e Lista Ricci chiedono chiarezza sui controlli e sugli appalti dopo l’operazione della Guardia di Finanza. Al centro del confronto politico anche il coinvolgimento dell’ex capo di gabinetto Fabio Pistarelli.
ANCONA – Un Consiglio regionale straordinario nel quale il presidente Francesco Acquaroli riferisca sull’inchiesta relativa alla ricostruzione post-sisma, sui controlli effettuati e sulle iniziative di tutela intraprese. È la richiesta avanzata dai gruppi assembleari di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi Sinistra, Progetto Marche e Lista Ricci, dopo l’operazione “Ricostruzione” della Guardia di Finanza di Ancona.
L’indagine, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Ancona, riguarda presunte irregolarità nelle commesse della ricostruzione privata successiva al terremoto del 2016 e in appalti pubblici. Il bilancio comunicato il 22 ottobre 2026 comprende otto misure di custodia cautelare in carcere, 51 indagati e sequestri per oltre 57 milioni di euro. Tra le ipotesi investigative figurano truffa aggravata, corruzione e infiltrazioni della criminalità organizzata.
Le opposizioni esprimono «sconcerto, sgomento e fortissima preoccupazione» e dichiarano fiducia nel lavoro degli inquirenti. Nella nota congiunta ribadiscono che le responsabilità penali devono essere accertate dai giudici e che per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza.
Accanto al procedimento giudiziario, chiedono però un confronto istituzionale sulle modalità di gestione e verifica delle risorse pubbliche.
La richiesta alla Giunta: chiarire controlli, procedure e azioni di tutela
La convocazione straordinaria viene sollecitata per consentire un confronto pubblico sui profili amministrativi e politici emersi dall’inchiesta.
Tra gli appalti oggetto di accertamento figurano anche procedure riconducibili alla Regione Marche e a ERDIS Marche. Da questo elemento le minoranze fanno discendere la richiesta di spiegazioni sul funzionamento dei controlli e sulle eventuali criticità da affrontare.
I gruppi chiedono se la Giunta e le forze di maggioranza fossero a conoscenza di situazioni problematiche e quali verifiche siano state svolte. Si tratta di interrogativi formulati dalle opposizioni, non di circostanze già dimostrate.
Il passaggio centrale della loro posizione è la distinzione tra accertamento giudiziario e responsabilità istituzionale: attendere le decisioni dei magistrati, sostengono, non impedisce di discutere subito la trasparenza delle procedure e le misure necessarie a proteggere cittadini e cantieri.
«La legalità non può avere zone d’ombra» è il messaggio affidato alla nota. La richiesta riguarda anche le iniziative che la Regione intende adottare per tutelare le risorse, verificare le procedure interessate e rispondere alle comunità coinvolte.
La convocazione del Consiglio viene dunque domandata con urgenza. Nel comunicato, tuttavia, non è indicata una data già fissata per la seduta.
Il caso Pistarelli e la posizione espressa da Acquaroli
Nel confronto politico assume rilievo la posizione di Fabio Pistarelli, avvocato ed ex capo di gabinetto del presidente Acquaroli, coinvolto nell’indagine.
Le opposizioni richiamano il ruolo svolto al vertice della struttura regionale e chiedono chiarimenti sul rapporto tra le funzioni ricoperte e i fatti contestati. Anche questo passaggio deve essere letto nel quadro di un’inchiesta in corso: l’incarico istituzionale e la vicinanza politica non dimostrano, da soli, responsabilità di altre persone.
Acquaroli è intervenuto nella serata del 22 ottobre con un videomessaggio, esprimendo incredulità, amarezza e delusione.
Il presidente ha subordinato la propria valutazione alla verifica giudiziaria delle accuse: qualora trovassero conferma, ha affermato, si potrebbe parlare di un tradimento nei confronti della comunità marchigiana, delle popolazioni terremotate e di chi aveva scelto e riposto fiducia nell’ex collaboratore.
Il messaggio del governatore rappresenta una presa di posizione politica sulla vicenda. La richiesta delle minoranze mira ora a portare il confronto nella sede assembleare, con risposte specifiche sulle procedure, sui controlli e sulle azioni di tutela.
Il tema resta quindi duplice: da una parte il lavoro degli inquirenti sulle singole condotte, dall’altra il confronto pubblico sul funzionamento dell’amministrazione.
Ricostruzione nelle Marche, i giovani M5S: «Trasparenza sui fondi e un futuro per il cratere»
Cantieri, lavoratori e famiglie: le priorità indicate dalle minoranze
Nella nota, le opposizioni insistono sulle conseguenze che eventuali illeciti possono avere per chi attende di rientrare nella propria abitazione e per chi lavora nella ricostruzione.
La richiesta è garantire che le risorse siano impiegate correttamente, che le opere rispettino gli standard previsti e che i lavoratori ricevano quanto dovuto. Il richiamo riguarda l’intera filiera, compresi i subappalti.
I gruppi citano anche vertenze per stipendi non pagati segnalate a Tolentino e Colmurano, come motivo per mantenere alta l’attenzione sulle condizioni di lavoro. La nota non consente però di stabilire automaticamente un collegamento giudiziario tra queste vicende e tutti i fatti dell’operazione “Ricostruzione”.
Allo stesso modo, i riferimenti a materiali scadenti o lavorazioni non eseguite esprimono la preoccupazione politica per i possibili effetti dell’illegalità: non possono essere presentati come difetti già accertati negli edifici interessati dall’inchiesta.
Le opposizioni chiedono che il confronto straordinario serva a dare risposte alle famiglie, ai lavoratori e alle imprese oneste. Il prossimo passaggio politico atteso è quindi una decisione sulla convocazione dell’assemblea, mentre l’accertamento dei fatti e delle responsabilità proseguirà nelle sedi giudiziarie.









