Avviate le procedure regionali per liquidare gli anticipi della campagna 2026 dell’intervento SRA29. CNA Agroalimentare accoglie positivamente la misura: risorse importanti per la liquidità e la programmazione delle imprese.
ANCONA – Oltre 12,7 milioni di euro destinati a 2.687 aziende agricole marchigiane che adottano o mantengono metodi di produzione biologica. Sono le risorse interessate dall’avvio delle procedure regionali per la liquidazione degli anticipi della campagna 2026 dell’intervento SRA29, accolto con favore da CNA Agroalimentare Marche.
Per l’associazione, il provvedimento rappresenta un sostegno concreto alle imprese che investono nella sostenibilità ambientale e nella qualità delle produzioni. L’attenzione è rivolta soprattutto alla disponibilità delle risorse e alla possibilità di organizzare con maggiore certezza le attività aziendali.
La misura riguarda anticipi relativi alla campagna 2026: l’avvio delle procedure di liquidazione non va quindi confuso con l’annuncio di un nuovo bando o con la conferma che tutte le somme siano già state accreditate ai beneficiari.
CNA sottolinea il valore dell’intervento per un settore che contribuisce alla riconoscibilità dell’agroalimentare marchigiano. Accanto all’apprezzamento per le procedure avviate, l’associazione richiama la necessità di completare le posizioni ancora sottoposte a verifica, così da rendere pienamente efficace il sostegno previsto.
Anticipi SRA29: perché la liquidità conta per le aziende biologiche
L’intervento SRA29 è dedicato all’adozione e al mantenimento dei metodi di produzione biologica. Il sostegno interessa dunque sia il percorso verso questo modello produttivo sia la sua prosecuzione, secondo le condizioni della misura.
Per le imprese, la disponibilità degli anticipi ha un significato operativo: permette di affrontare le esigenze dell’attività e pianificare le scelte produttive con un quadro finanziario più definito.
«Parliamo di risorse fondamentali per garantire liquidità alle imprese e consentire loro di programmare investimenti e attività produttive con maggiore serenità», afferma Francesca Petrini, imprenditrice olivicola marchigiana e presidente nazionale di CNA Agroalimentare.
Petrini richiama il lavoro necessario per sostenere nel tempo una produzione biologica: competenze, impegno e investimenti devono accompagnare l’attività quotidiana delle aziende. In questo contesto, la tempestività del sostegno pubblico assume un peso rilevante.
«La tempestività nei pagamenti rappresenta un fattore decisivo per la competitività delle aziende e per il consolidamento di modelli produttivi sostenibili», evidenzia la presidente nazionale.
La cifra complessiva di oltre 12,7 milioni fotografa la dimensione regionale dell’operazione. Non indica, invece, un contributo uguale per ciascuna impresa: dal comunicato non emergono gli importi delle singole posizioni né un calendario dettagliato degli accrediti. Il dato certo annunciato riguarda l’avvio delle procedure e la platea delle aziende interessate.
CNA: il biologico sostiene qualità, biodiversità e territorio
La valutazione positiva di CNA Agroalimentare Marche va oltre l’aspetto finanziario. Secondo l’associazione, sostenere il biologico significa accompagnare imprese che hanno scelto di investire nella transizione ecologica, nella tutela dell’ambiente e nella valorizzazione delle produzioni.
Nel comunicato, il comparto viene descritto come una componente importante della qualità agroalimentare regionale, capace di collegare attività economica e attenzione al territorio.
«Le aziende biologiche non producono soltanto valore economico», osserva Petrini. Il loro contributo, prosegue, riguarda anche la salvaguardia del territorio, la biodiversità e la qualità delle produzioni, insieme alla domanda di prodotti sostenibili e tracciabili.
Sono questi gli elementi sui quali CNA fonda la richiesta di continuità delle politiche di sostegno. L’obiettivo indicato dall’associazione è dare stabilità ai percorsi intrapresi dalle aziende, accompagnando le scelte produttive con strumenti operativi e risorse disponibili nei tempi necessari.
La liquidazione degli anticipi viene quindi letta come un segnale favorevole, all’interno di un lavoro che deve proseguire. Per consolidare il settore, sottolinea CNA, contano sia la programmazione delle misure sia la loro concreta attuazione.
Il sostegno pubblico assume così una funzione di accompagnamento: aiuta le imprese a mantenere gli impegni e a costruire prospettive di sviluppo, senza esaurire il percorso di innovazione richiesto alle aziende agricole.
Pratiche ancora in verifica e CSR Marche: i prossimi passaggi
CNA Agroalimentare Marche valuta positivamente anche il coordinamento tra Regione Marche, AGEA, Centri di Assistenza Agricola e strutture tecniche coinvolte nell’istruttoria delle pratiche.
Il lavoro amministrativo è un passaggio centrale per arrivare alla liquidazione: le verifiche sulle posizioni devono accompagnare l’erogazione delle risorse e consentire di completare le procedure ancora aperte.
Su questo punto interviene Anna Fenucci, presidente regionale di CNA Agroalimentare, che auspica il rapido completamento delle posizioni ancora in esame e la piena operatività delle misure previste dal CSR Marche 2023-2027.
La richiesta dell’associazione è offrire alle aziende certezze sui sostegni e strumenti concreti per sviluppo e innovazione. L’apprezzamento per gli anticipi si accompagna quindi all’attenzione sui passaggi successivi, necessari per estendere gli effetti della misura alle posizioni che supereranno le verifiche previste.
Per le imprese coinvolte, l’elemento da seguire sarà l’avanzamento delle singole pratiche. Sul piano regionale, CNA conferma il proprio sostegno alle iniziative che rafforzano il biologico, considerato un patrimonio economico, ambientale e identitario delle Marche.
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