Le minoranze contestano la gestione delle segnalazioni sull’ex capo di gabinetto e chiedono chiarimenti. Sollecitata anche una Conferenza dei capigruppo urgente per inserire le comunicazioni del presidente e il dibattito sull’inchiesta al primo punto della seduta del 28 ottobre.
ANCONA – Le opposizioni regionali chiedono le dimissioni del presidente Francesco Acquaroli e un confronto immediato in aula sull’inchiesta “Ricostruzione”. Con due iniziative comunicate il 23 ottobre 2026, i gruppi di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi Sinistra, Progetto Marche e Lista Ricci contestano la gestione delle segnalazioni riguardanti l’ex capo di gabinetto Fabio Pistarelli e chiedono di modificare l’ordine del giorno del Consiglio previsto a Muccia.
La seduta assembleare aperta, dedicata al tema “A dieci anni dal sisma: le istituzioni nei territori”, è in programma mercoledì 28 ottobre. Le minoranze vogliono che inizi con le comunicazioni del governatore sull’indagine giudiziaria, seguite da un dibattito.
Per questo hanno chiesto ufficialmente al presidente dell’Assemblea legislativa, Gianluca Pasqui, di convocare d’urgenza la Conferenza dei capigruppo.
La modifica del programma è, al momento, una richiesta delle opposizioni: i comunicati non ne annunciano l’approvazione. La sollecitazione si affianca alla richiesta di dimissioni, motivata dai firmatari con le spiegazioni che Acquaroli avrebbe fornito nella conferenza stampa del 23 ottobre.
Le contestazioni sulle segnalazioni e sull’uscita di Pistarelli
Il primo punto riguarda le informazioni che sarebbero arrivate alla presidenza regionale prima dell’operazione giudiziaria.
Secondo la ricostruzione contenuta nella nota delle opposizioni, Acquaroli avrebbe dichiarato di aver ricevuto segnalazioni, considerate anche possibili illazioni, su presunti comportamenti anomali del suo allora capo di gabinetto.
Il presidente, riferiscono i firmatari, avrebbe coinvolto il segretario generale della Regione e organismi interni di vigilanza, senza che le verifiche facessero emergere riscontri concreti. Le minoranze contestano il mancato coinvolgimento degli organi competenti esterni all’amministrazione e chiedono di precisare quali strutture abbiano svolto gli approfondimenti.
Da qui la domanda sull’interruzione del rapporto con Pistarelli: perché, se i sospetti non avevano trovato fondamento, sarebbe stato comunque richiesto al collaboratore di lasciare l’incarico?
I gruppi ritengono che questo passaggio richieda una spiegazione completa, dalla natura delle segnalazioni alle verifiche effettuate, fino alle ragioni della decisione finale.
Si tratta della lettura politica delle minoranze. I comunicati non contengono una trascrizione integrale della conferenza stampa né documenti sulle verifiche: non consentono quindi di considerare già accertata un’omissione illecita.
«I cittadini marchigiani hanno diritto di sapere che cosa sia realmente accaduto e perché siano state adottate determinate decisioni», affermano i firmatari.
Consiglio regionale a Muccia: chiesto il dibattito sull’inchiesta
La seconda iniziativa indica una sede precisa per il confronto: il Consiglio regionale del 28 ottobre a Muccia, già dedicato al decennale del terremoto e al rapporto tra istituzioni e territori.
Le opposizioni chiedono che le comunicazioni di Acquaroli sull’inchiesta diventino il primo punto dell’ordine del giorno, con un dibattito successivo.
«Riteniamo doveroso che l’ordine del giorno di questo Consiglio straordinario, proprio per la delicatezza dell’argomento, metta al primo punto le comunicazioni del presidente Francesco Acquaroli», spiegano nella nota.
La richiesta di convocare urgentemente la Conferenza dei capigruppo serve dunque a discutere la modifica del programma prima della seduta.
Per i firmatari, un appuntamento dedicato alla ricostruzione non può prescindere dagli sviluppi giudiziari delle ultime ore. Le accuse emerse dall’indagine, sostengono, richiedono un approfondimento pubblico sulle procedure, sui controlli e sulle misure di tutela.
La scelta di Muccia assume inoltre un significato legato al tema stesso della seduta: parlare della ricostruzione nei territori colpiti dal sisma significa, secondo le minoranze, rispondere anche alle domande sulla corretta gestione delle risorse.
Resta da conoscere l’esito della richiesta rivolta a Pasqui e il programma definitivo dei lavori assembleari.
La richiesta di dimissioni e il richiamo alla trasparenza
Sul piano politico, i cinque gruppi ritengono insufficienti le spiegazioni attribuite al governatore e chiedono che si assuma la responsabilità delle scelte compiute.
«Le dimissioni del presidente Acquaroli sono una richiesta politica necessaria», scrivono, collegando la propria posizione alla gestione delle segnalazioni e al rapporto fiduciario con l’ex capo di gabinetto.
Le opposizioni sollecitano inoltre Acquaroli a recarsi in Procura, insieme al segretario generale e al commissario alla ricostruzione Guido Castelli, per riferire quanto conosciuto. Anche questa è una richiesta politica: nelle note non viene indicata una convocazione disposta dalla magistratura.
Il coinvolgimento di queste figure nella sollecitazione non permette, da solo, di attribuire loro responsabilità giudiziarie.
I due comunicati convergono quindi su una richiesta di chiarimenti documentati: quali informazioni fossero disponibili, chi le abbia esaminate e quali decisioni ne siano derivate.
L’accertamento delle responsabilità penali resta affidato ai giudici, nel rispetto della presunzione di innocenza. Il confronto richiesto in Consiglio riguarda invece le scelte istituzionali, il funzionamento dei controlli e la fiducia dei cittadini nell’amministrazione regionale. Il prossimo passaggio sarà la risposta alla richiesta di modificare l’ordine del giorno della seduta di Muccia.









