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Il governo britannico prepara una stretta senza precedenti sull’utilizzo dei social network da parte dei minori. Il premier Keir Starmer vuole vietare l’accesso alle principali piattaforme agli under 16 e introdurre nuove limitazioni per gli adolescenti fino a 18 anni. L’obiettivo dichiarato è proteggere i giovani da dipendenza, contenuti dannosi e rischi online.

Una vera e propria rivoluzione digitale potrebbe presto arrivare nel Regno Unito. Il premier britannico Keir Starmer ha annunciato l’intenzione di vietare l’accesso ai social network ai minori di 16 anni, seguendo il modello già adottato dall’Australia.

L’annuncio segna una delle iniziative più severe mai proposte in Europa sul rapporto tra adolescenti e piattaforme digitali. Secondo il leader laburista, i social media sono progettati per creare dipendenza e possono avere effetti negativi sul benessere psicologico e sociale dei più giovani.

«Non siamo disposti a fare compromessi sulla sicurezza e la felicità dei nostri ragazzi», ha dichiarato Starmer presentando il piano.

L’obiettivo del governo è approvare la nuova normativa entro la fine del 2026, con l’entrata in vigore prevista nella primavera dell’anno successivo.

Quali social saranno vietati ai minori di 16 anni

La proposta riguarda praticamente tutte le principali piattaforme utilizzate quotidianamente dagli adolescenti.

Tra i servizi che verrebbero vietati agli under 16 figurano:

  • TikTok;
  • Instagram;
  • Facebook;
  • Snapchat;
  • YouTube;
  • X (ex Twitter).

Resterebbero invece esclusi i servizi di messaggistica privata come WhatsApp, considerati strumenti di comunicazione piuttosto che social network tradizionali.

Il governo britannico ritiene che le piattaforme social siano progettate per massimizzare il tempo trascorso online dagli utenti più giovani attraverso algoritmi che incentivano la permanenza e l’interazione continua.

Una delle principali preoccupazioni riguarda infatti l’esposizione dei minori a contenuti ritenuti dannosi, fenomeni di cyberbullismo e meccanismi che possono favorire forme di dipendenza digitale.

Arriva anche il “coprifuoco digitale” per gli under 18

La stretta non riguarderà soltanto gli under 16.

L’esecutivo britannico sta lavorando anche a una serie di restrizioni per i ragazzi tra i 16 e i 18 anni.

Tra le misure allo studio figura una limitazione dello scrolling infinito, il sistema utilizzato dalle piattaforme per mostrare contenuti senza interruzione e mantenere gli utenti collegati il più a lungo possibile.

Secondo indiscrezioni emerse nel dibattito politico britannico, il governo starebbe valutando anche una sorta di coprifuoco digitale serale, con limiti di accesso ad alcune funzionalità nelle ore notturne.

Le restrizioni potrebbero inoltre estendersi ai servizi di live streaming e a diverse piattaforme di gaming online.

L’obiettivo è ridurre il tempo trascorso davanti agli schermi e favorire una maggiore tutela dei minori.

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L’esempio australiano e le critiche delle piattaforme

Starmer ha spiegato di essersi ispirato all’esperienza australiana, primo Paese al mondo ad aver introdotto un divieto generalizzato dei social network per i minori.

Secondo il premier britannico, i primi risultati registrati in Australia avrebbero dimostrato l’efficacia della misura nel limitare alcuni rischi legati all’utilizzo delle piattaforme digitali.

L’annuncio ha però acceso immediatamente il dibattito.

I partiti di opposizione hanno criticato il governo sostenendo che l’intervento sarebbe arrivato troppo tardi rispetto a un problema noto da anni.

Ancora più dura la reazione dei colossi tecnologici.

Un portavoce di YouTube ha avvertito che un divieto totale potrebbe spingere molti adolescenti verso piattaforme meno controllate e potenzialmente più pericolose.

Di segno opposto il commento del premier australiano Anthony Albanese, che ha accolto con favore la decisione britannica.

«I giganti dei social media operano oltre i confini nazionali. Rimanendo uniti, possiamo fare di più affinché rispondano delle loro azioni e per garantire la sicurezza dei minorenni online», ha scritto sui social.

Un modello che potrebbe influenzare anche l’Europa

La scelta del Regno Unito potrebbe avere effetti ben oltre i confini britannici.

Negli ultimi anni diversi governi europei hanno aperto un confronto sul rapporto tra adolescenti e social network, ma nessun grande Paese occidentale ha ancora introdotto un divieto così esteso.

Se la normativa verrà approvata, Londra potrebbe diventare un punto di riferimento per altri Stati intenzionati a rafforzare le tutele digitali per i minori.

Una prospettiva destinata ad alimentare il dibattito anche in Italia, dove il tema dell’età minima per l’accesso ai social e della sicurezza online dei più giovani è sempre più centrale nel confronto politico e sociale.

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