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La Cgil di Ascoli Piceno interviene sul finanziamento del Fondo di contrasto alla deindustrializzazione, che porterà 20 milioni di euro alle imprese del Piceno. Per il sindacato le risorse rappresentano un’opportunità, ma devono essere vincolate alla creazione di lavoro di qualità, alla stabilizzazione dei dipendenti e alla crescita dei redditi.

Venti milioni di euro per sostenere il rilancio produttivo del Piceno, ma con un obiettivo preciso: trasformare gli investimenti in nuova occupazione stabile e qualificata. È la posizione espressa dalla Cgil di Ascoli Piceno dopo il via libera al Fondo di contrasto alla deindustrializzazione, lo strumento che metterà a disposizione delle aziende del territorio risorse destinate alla riqualificazione, al potenziamento delle attività esistenti e all’insediamento di nuove imprese.

Le agevolazioni potranno finanziare sia interventi materiali, come opere e infrastrutture, sia investimenti immateriali finalizzati allo sviluppo aziendale. Per il sindacato, tuttavia, il successo dell’iniziativa dipenderà dalle condizioni con cui verranno assegnati i contributi.

«Le risorse devono creare occupazione di qualità»

A intervenire è il segretario generale della Cgil Ascoli Piceno, Daniele Lanni, che invita a collegare l’utilizzo dei finanziamenti a precisi impegni sul fronte del lavoro.

«Si tratta certamente di un’opportunità per il territorio, ma esistono alcuni rischi concreti che devono essere affrontati fin da subito», afferma Lanni.

Secondo il sindacato, i fondi pubblici dovrebbero essere destinati prioritariamente alle imprese che garantiscono occupazione stabile, applicano i contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative e investono nella qualità del lavoro.

«I fondi distribuiti senza criteri precisi, come abbiamo già visto in passato nel nostro territorio, non producono occupazione di qualità né favoriscono una crescita virtuosa dei salari», sottolinea il segretario della Cgil.

Per questo motivo il sindacato propone di accompagnare gli incentivi con strumenti che favoriscano anche il miglioramento delle condizioni economiche dei lavoratori.

Più contrattazione aziendale e una strategia condivisa

Tra le richieste avanzate dalla Cgil c’è anche un maggiore ricorso alla contrattazione di secondo livello, cioè agli accordi aziendali che possono prevedere premi di risultato, welfare integrativo e ulteriori strumenti di valorizzazione del lavoro.

Secondo Lanni, le imprese che beneficeranno dei finanziamenti dovrebbero cogliere l’occasione per sviluppare una contrattazione più diffusa, capace di redistribuire parte della crescita produttiva anche ai lavoratori.

Il segretario generale evidenzia inoltre la necessità di inserire il Fondo all’interno di una strategia di sviluppo più ampia per il territorio.

«Il finanziamento di strumenti come il Fondo di contrasto alla deindustrializzazione rappresenta un’opportunità importante, ma rischia di trasformarsi in un’occasione persa se non viene governato attraverso una strategia condivisa e non viene accompagnato da politiche per la crescita dell’occupazione e della contrattazione», osserva.

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L’appello alle istituzioni: «Il Piceno non può permettersi altre occasioni perse»

Nel suo intervento la Cgil rivolge infine un invito alle istituzioni e agli attori economici del territorio ad aprire un confronto sul futuro delle risorse.

L’obiettivo, secondo il sindacato, è definire criteri che consentano di collegare gli investimenti pubblici alla stabilizzazione dei lavoratori, alla crescita della contrattazione aziendale e all’applicazione dei contratti nazionali.

«Il territorio non può più permettersi altre occasioni perse. Chiediamo di costruire insieme un percorso che colleghi l’arrivo delle risorse alla crescita dell’occupazione stabile, dei salari e della qualità del lavoro», conclude Lanni.

Il Fondo di contrasto alla deindustrializzazione rappresenta uno degli strumenti individuati per sostenere la competitività del sistema produttivo del Piceno. Nei prossimi mesi saranno definiti i bandi e le modalità di accesso ai finanziamenti destinati alle imprese del territorio.

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