In dieci anni l’Italia ha perso oltre un terzo delle filiali bancarie e nelle Marche 71 Comuni su 225 sono ormai privi di uno sportello. Il presidente regionale della CNA, Maurizio Paradisi: «Così si indeboliscono imprese, anziani e comunità locali».
La desertificazione bancaria avanza anche nelle Marche, con conseguenze sempre più evidenti per famiglie, anziani e piccole imprese. Secondo un’elaborazione del Centro Studi CNA Marche su dati camerali, 71 dei 225 Comuni della regione non dispongono più di uno sportello bancario con personale.
La quota corrisponde al 31,6% dei Comuni marchigiani, dunque poco meno di uno su tre. In altre 34 località è rimasto soltanto un Bancomat, senza la possibilità di parlare direttamente con un operatore.
La riduzione della presenza fisica delle banche non riguarda soltanto le aree interne. È parte di un processo nazionale iniziato dopo la crisi finanziaria e accelerato dalla diffusione dei servizi digitali, dalle fusioni tra istituti e dalle politiche di contenimento dei costi.
Per la CNA, tuttavia, affidare ogni operazione alle applicazioni e all’home banking rischia di aumentare le distanze tra i cittadini e di rendere più difficile l’accesso al credito per le attività economiche di minori dimensioni.
Oltre 11mila filiali bancarie scomparse in dieci anni
Alla fine del 2015 in Italia erano presenti 30.258 sportelli bancari. Dieci anni dopo, al 31 dicembre 2025, il numero era sceso a 19.140, con una perdita di oltre 11mila filiali, pari al 36,7%.
La contrazione è proseguita anche nel 2026. Secondo l’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio sulla desertificazione bancaria di First Cisl, nei primi sei mesi dell’anno sono stati chiusi altri 126 sportelli, portando il totale nazionale a 19.016.
Alla fine del primo semestre, quasi 4,9 milioni di italiani vivevano in Comuni totalmente privi di filiali. Altri 6,6 milioni risiedevano in territori nei quali era rimasto un solo sportello, esposto quindi al rischio di una futura chiusura.
Complessivamente sono quasi 11,5 milioni le persone che vivono in Comuni senza banca o con un unico presidio. Nel corso del 2025 le Marche erano state la regione maggiormente colpita in termini di riduzione annuale della rete, con un calo del 4,3%.
Il fenomeno interessa soprattutto i centri più piccoli. Oltre il 96% dei Comuni senza sportello ha meno di 5mila abitanti, mentre tra quelli con meno di mille residenti circa nove su dieci non dispongono più di una filiale.
La mappa dei Comuni senza banca nelle Marche
La provincia marchigiana con il maggior numero di Comuni privi di sportelli è quella di Fermo, seguita da Macerata e Pesaro e Urbino. La situazione ricostruita dal Centro Studi CNA Marche è la seguente:
- 19 Comuni senza filiale nella provincia di Fermo;
- 18 nella provincia di Macerata;
- 14 nella provincia di Pesaro e Urbino;
- 12 nella provincia di Ancona;
- 8 nella provincia di Ascoli Piceno.
A fine 2023 operavano nelle Marche 47 banche con almeno uno sportello. Gli istituti aventi sede nella regione erano 15, dei quali 13 Banche di Credito Cooperativo.
Secondo la CNA, proprio le BCC hanno mantenuto una presenza territoriale più stabile rispetto ai grandi gruppi nazionali. Il modello cooperativo resta infatti maggiormente legato alle comunità locali, alle imprese e alle economie dei piccoli centri.
La chiusura di una filiale non comporta necessariamente l’impossibilità di utilizzare i servizi bancari. Molte operazioni possono essere effettuate online o attraverso gli sportelli automatici. Restano però attività che richiedono assistenza, identificazione, consulenza oppure la gestione fisica del contante.
Per commercianti e artigiani, ad esempio, l’assenza di una filiale può significare percorrere diversi chilometri per versare gli incassi. Per un anziano senza strumenti digitali può diventare difficile anche ottenere informazioni, eseguire un bonifico o risolvere un problema sul conto.
Paradisi: «Il rapporto con la banca non è un’applicazione»
Il presidente di CNA Marche, Maurizio Paradisi, riconosce le opportunità offerte dalla tecnologia, ma invita a non trasformare la digitalizzazione in un abbandono dei territori.
«Per una piccola impresa il rapporto con la banca non si esaurisce in un’applicazione», afferma Paradisi. «Servono interlocutori che conoscano l’azienda, valutino i progetti e accompagnino gli investimenti».
La relazione personale assume un peso particolare per le microimprese che non possiedono strutture finanziarie interne. La conoscenza del territorio e della storia aziendale può facilitare il dialogo su finanziamenti, investimenti, difficoltà temporanee e passaggi generazionali.
Il problema riguarda anche l’inclusione digitale. Secondo i dati citati dalla CNA, nelle Marche il 32% delle famiglie non utilizza l’home banking, con un’incidenza maggiore tra le persone anziane che vivono sole.
«Non possiamo lasciare indietro una parte così ampia della popolazione», sottolinea Paradisi. Per il presidente regionale della Confederazione, nei piccoli centri sarebbe necessario mantenere almeno un presidio leggero, con un operatore disponibile uno o due giorni alla settimana, oppure una cassa continua per le attività economiche.
La sola presenza di un Bancomat non sostituisce completamente una filiale. Lo sportello automatico consente prelievi e alcune operazioni, ma non offre consulenza e può risultare insufficiente per utenti fragili o poco abituati agli strumenti elettronici.
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Le conseguenze per imprese, anziani e aree interne
La perdita degli sportelli bancari si aggiunge alla riduzione di altri servizi nelle aree interne marchigiane. Negli ultimi anni diversi territori hanno visto diminuire la presenza di presidi sanitari, edicole, uffici postali e punti di assistenza dei gestori di energia e telecomunicazioni.
Quando i servizi essenziali si allontanano, aumenta la necessità di utilizzare l’automobile e diventa più difficile restare nei piccoli Comuni. Le conseguenze possono incidere sulle scelte delle famiglie, sull’insediamento delle imprese e sulla capacità di attrarre nuovi residenti e turisti.
La CNA chiede pertanto alla Regione Marche di promuovere un confronto con banche, istituzioni locali e rappresentanze economiche. L’obiettivo è individuare soluzioni sostenibili, come filiali a orario ridotto, sportelli condivisi, servizi mobili o presidi assistiti.
La digitalizzazione rimane una componente inevitabile dell’evoluzione bancaria, ma dovrebbe essere accompagnata da alfabetizzazione digitale e strumenti alternativi per chi non riesce a utilizzarla.
«La presenza bancaria è parte integrante della vitalità economica e sociale delle Marche», conclude Paradisi. L’allarme della CNA riguarda quindi non soltanto il numero delle filiali, ma il rischio che la perdita di servizi acceleri lo spopolamento e renda ancora più fragili le comunità delle aree interne.









