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Il Ministero della Salute ha segnalato il richiamo della Mortadella Nostrale del Salumificio Pignone per la presenza di Listeria monocytogenes. Il provvedimento riguarda soltanto il lotto 3105: come riconoscerlo, quali precauzioni adottare e quando rivolgersi al medico.

Un nuovo richiamo alimentare per rischio microbiologico riguarda una mortadella commercializzata in Italia. L’avviso interessa la Mortadella Nostrale del Salumificio Pignone, nella quale è stata rilevata la presenza di Listeria monocytogenes, il batterio responsabile della listeriosi.

La scheda è stata pubblicata dal Ministero della Salute il 5 agosto 2026, mentre il richiamo è datato 4 agosto. Il provvedimento è circoscritto a un lotto preciso e non coinvolge indistintamente tutta la mortadella né tutti i prodotti dell’azienda.

I consumatori che hanno acquistato il salume devono controllare subito l’etichetta. Se sulla confezione compare il lotto 3105, il prodotto non deve essere consumato e va riportato al punto vendita in cui è stato acquistato, secondo l’indicazione contenuta nell’avviso ufficiale.

Il richiamo rappresenta una misura precauzionale adottata per impedire ulteriori esposizioni. Il possesso o l’eventuale consumo del prodotto non significa automaticamente aver contratto un’infezione, ma richiede attenzione soprattutto da parte delle persone più vulnerabili.

Mortadella richiamata: come riconoscere il lotto 3105

Il prodotto coinvolto è venduto in confezioni da circa 300 grammi ed è commercializzato dal Salumificio Pignone di Viaggi Alessandra. Lo stabilimento indicato nella scheda si trova in via Levanto 397, Pignone, in provincia della Spezia, ed è identificato dal marchio IT 9-1733/L.

La motivazione riportata è una “non conformità microbiologica per presenza di Listeria monocytogenes”. Tutti i dettagli sono consultabili nel cartello di richiamo pubblicato dal Ministero della Salute.

Nella scheda ministeriale non risulta indicata una specifica data di scadenza o un termine minimo di conservazione. Per identificare il prodotto interessato occorre quindi cercare soprattutto il numero di lotto 3105, generalmente riportato sull’etichetta o sulla confezione.

Chi trova quel codice non deve assaggiare la mortadella né tentare di renderla sicura attraverso trattamenti domestici. L’indicazione collegata al richiamo è chiara: non consumare e riconsegnare al rivenditore. Le altre confezioni con un lotto diverso non sono comprese in questo specifico avviso.

Il richiamo consente alle autorità e agli operatori di intervenire su un alimento già distribuito. È diverso dal semplice ritiro, che riguarda le fasi precedenti della catena commerciale, anche se nel linguaggio comune i due termini vengono spesso utilizzati come sinonimi.

Listeria monocytogenes: sintomi e persone più a rischio

La Listeria monocytogenes merita particolare attenzione perché può sopravvivere e moltiplicarsi anche alle temperature del frigorifero. Come spiega l’Istituto superiore di sanità, il problema riguarda soprattutto gli alimenti pronti al consumo, mangiati senza una successiva cottura, e quelli conservati a lungo.

Nelle persone sane l’infezione può essere priva di sintomi oppure manifestarsi con febbre, nausea, diarrea, dolori muscolari e disturbi gastrointestinali. Più raramente può assumere una forma invasiva e causare conseguenze severe, tra cui sepsi, meningite o encefalite.

Le categorie maggiormente esposte alle complicazioni sono donne in gravidanza, neonati, anziani e persone con difese immunitarie ridotte. In gravidanza i sintomi materni possono essere lievi, ma l’infezione può avere effetti seri, come aborto, morte fetale, parto prematuro o infezione del neonato.

Anche i tempi di comparsa non sono sempre immediati. L’Iss segnala che, nelle forme invasive, l’incubazione può essere lunga e arrivare fino a 70 giorni. Questo non significa che chi ha mangiato il prodotto svilupperà la malattia, ma rende importante riferire al medico l’eventuale esposizione qualora insorgano sintomi compatibili.

Il Ministero ricorda inoltre che il batterio resiste alle basse temperature, mentre è sensibile alle normali temperature di cottura. Nel caso di un alimento formalmente richiamato, tuttavia, la condotta corretta non è cuocerlo: bisogna evitarne il consumo e restituirlo.

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Cosa fare se la mortadella è già stata consumata

Chi ha già mangiato la mortadella del lotto coinvolto non deve concludere automaticamente di essere malato. In assenza di sintomi non è opportuno ricorrere a diagnosi o terapie fai da te. È invece utile conservare le informazioni sul prodotto e osservare le proprie condizioni di salute.

In presenza di febbre, disturbi gastrointestinali importanti, forte malessere, rigidità del collo, confusione o altri sintomi insoliti, è prudente contattare il medico, specificando di aver consumato un alimento richiamato per Listeria. Una valutazione tempestiva è particolarmente importante per donne incinte, anziani e immunodepressi.

Per informazioni generali sulla prevenzione sono disponibili anche le domande frequenti sulla Listeria del Ministero della Salute. Le indicazioni sanitarie personali devono comunque essere affidate al medico o ai servizi sanitari, soprattutto in presenza di fragilità o gravidanza.

Il messaggio pratico resta semplice: verificare la confezione, cercare il lotto 3105 e, in caso di corrispondenza, non mangiare il prodotto. Riportarlo al punto vendita permette di applicare concretamente la misura di sicurezza disposta dopo il controllo microbiologico.

Il sistema dei richiami serve proprio a ridurre rapidamente il rischio dopo l’individuazione di una non conformità. Eventuali aggiornamenti, integrazioni o nuovi avvisi devono essere verificati attraverso il portale ufficiale del Ministero della Salute e le comunicazioni del rivenditore.

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